Treviso, studio sulla “città dipinta” – «Svelati antichi segreti»

Migliaia di scatti per interpretare gli affreschi

In questi ultimi mesi, due curiosi fotografi girano in città. Sono ben attrezzati: macchine fotografiche, cavalletti, obiettivi. Si posizionano e dedicano un’infinità di scatti e tempo per trovare l’angolazione, la luce, il momento più adatto. Talvolta dalle loro sacche estraggono un cavalletto speciale, lungo oltre 7 metri, regolano la macchina fotografica, si posizionano davanti a una facciata di un palazzo e scattano.
Sono professionisti a caccia delle decorazioni pittoriche situate nelle facciate di edifici trevigiani. Stanno, infatti, realizzando una campagna fotografica per un’importante e straordinaria ricerca su “Treviso urbs picta” che Fondazione Benetton Studi Ricerche sta conducendo da qualche anno.
Arcangelo Piai e Corrado Piccoli sono i fotografi che stanno catturando le testimonianze pittoriche, anche i più piccoli frammenti, ancora visibili nelle facciate del centro. Hanno concluso la ricognizione di ciò che si trovava ad altezze raggiungibili con i loro strumenti, ma tutto diventerà più curioso nei prossimi giorni, quando cominceranno a lavorare su piattaforme aeree e cestelli che li innalzeranno, permettendo riprese ravvicinate di dettagli spesso irraggiungibili come le decorazioni di sottotetti e di attici.
«Un affresco che viene illuminato in quel preciso momento a luce radente ci svela elementi prima invisibili – raccontano Piai e Piccoli -, alzando il cavalletto possiamo avere un punto di vista che restituisce una visione inaspettata. A volte mentre fotografiamo non ci rendiamo conto, ma rientrati in studio, elaborando le immagini, quasi magicamente si svelano incredibili dettagli».

Ad esempio, le incisioni del compasso realizzate da artisti medievali, disegni preparatori fatti con la sinopia, ripensamenti e dettagli impossibili da notare. «Scoperte che possiamo condividere – riprendono – La fotografia ha infatti il compito di mettere in evidenza gli aspetti della città. Aspetti positivi ma anche negativi: fili elettrici che passano proprio sopra a bellissimi affreschi, una cartellonistica selvaggia, segnali stradali che si impongono su bellissimi scorci, ci siamo imbattuti in un vero inquinamento».
E i trevigiani incuriositi? «Ci hanno accolti con entusiasmo e interesse – aggiungono – alzando la testa e confessando di non aver mai osservato alcuni dettagli ». Chi volesse seguire le avventure di Piai e Piccoli può cercare in Facebook la pagina “Attraversando Treviso“.

articolo del 17 febbraio 2016 di Chiara Voltarel per www.gazzettino.it

Per maggiori info: Arcangelo Piai fotografo

www.arcangelopiai.it

articolo collegato: Treviso Urbs Picta: sulle tracce di piccoli patrimoni nascosti – 25 settembre 2016

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