Treviso Sotterranea, passerella a pelo d’acqua: l’ultima suggestione fra i cunicoli – Apertura 25 giugno 2017

Treviso Sotterranea

I cunicoli delle mura, nuovo itinerario per turisti

Passerella a pelo d’acqua:
l’ultima suggestione fra i cunicoli

Visite guidate: la Treviso sotterranea apre al pubblico

Una mini ferrata per non cadere nell’acqua, elemento dell’inedito cunicolo che aprirà per la prima volta al pubblico domenica 25 giugno negli ambienti ipogei della Treviso sotterranea.
«Si potrà avere la suggestione di essere quasi a contatto con l’acqua, camminandovi sopra, su uno spazio di circa 30 cm» annuncia Roberto Stocco, socio fondatore dell’associazione Treviso Sotterranea, in questi giorni al lavoro per rendere fruibili nuovi percorsi sotto le mura trevigiane.
«Ci riserveremo di indicare le caratteristiche delle persone che potranno calarsi nel cunicolo, cimentandosi in una specie di ferratina, per motivi di sicurezza» chiarisce Stocco. «L’apertura del cunicolo offrirà una nuova esperienza e una nuova prospettiva per vivere le mura, diversa dalle solite passeggiate». Non solo: «Verrà aperta anche tutta la golena che costeggia viale Nino Bixio, il cui percorso è oggi precluso» continua Stocco. zAvendo una convenzione con l’amministrazione ci sembra giusto renderlo accessibile a tutti, per scoprire luoghi nuovi».

Il percorso turistico durerà due ore.

«Il circuito parte dal bastione di Santa Sofia con la possibilità di vedere le celle frigorifere del vecchio macello dell’Ottocento, per poi entrare nel nuovo cunicolo con l’acqua, uscire fuori e percorrere la golena, dove abbiamo già portato alla luce le fondazioni della Lunetta della Madonna». È un’immersione nella storia delle mura quella che si può vivere in prima persona, ascoltando il racconto e le spiegazioni dei volontari dell’associazione.

E l’interesse attorno a questa iniziativa è sempre più acceso: «L’anno scorso sono state registrate 4.200 presenze, quest’anno siamo già sopra le 2mila», ribadisce Stocco. Ad addentrarsi nei cunicoli armati di droni di appena 300 grammi anche gli studenti dell’Ipsia Galilei di Castelfranco che, dopo aver ripreso musei, ville, mura medievali ed eventi artistici internazionali, per la prima volta si sono cimentati in ambienti sotterranei. Con i caschetti di protezione e le lampade a led sono partiti dal bastione di Santa Sofia accompagnati dal docente di telecomunicazioni Daniele Pauletto alla scoperta di ciò che giace sotto i bastioni di porta San Tomaso.
Una sperimentazione che sfocerà nella realizzazione di un video per documentare e trasmettere il tour sotto le mura trevigiane.

Articolo di Maria Chiara Pellizzari per www.gazzettino.it del 13 6 2017

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