Tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito di Altivole

La Tomba Brion di Carlo Scarpa

luogo di pace e poesia

San Vito di Altivole è meta di un flusso ininterrotto di visitatori italiani e stranieri, che qui giungono per immergersi nella visita della monumentale Tomba Brion, progettata da Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti italiani del Novecento.

“Forma espressa che diventa poesia”. Così Carlo Scarpa sintetizzò il suo intervento nel cimitero della frazione di San Vito di Altivole. Qui lavorò dal 1970 e il 1975, sotto la committenza della famiglia Brion (che all’epoca controllava il marchio Brion Vega) ed è qui, in un angolo quasi nascosto, che Scarpa ha voluto farsi seppellire.

L’opera e’ considerata la summa di tutto il suo lavoro artistico.

Qui l’architettura entra in relazione con lo spazio e dialoga con questo. Nulla appare più lontano da un tetro monumento funebre di quest’opera. Il costante dialogo con il paesaggio circostante, l’acqua come elemento vitale che dà linfa alla costruzione, il controllo della luce nelle diverse ore del giorno i percorsi segnati da elementi architettonici legati tra loro da precisi rimandi simbolici, che spaziano dalla spiritualità del mondo orientale alla razionalità del mondo occidentale.

Carlo Scarpa, nato a Venezia il 2 giugno 1906 e morto a Tokyo il 27 novembre 1978, insegnò dal 1962 all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), ma sin dagli anni ’20 fu protagonista di un’intensa produzione: dalla sistemazione del palazzo Abatellis di Palermo (1953-54) agli interventi a Ca’ Foscari (Venezia 1956) e nella Gypsoteca di Possagno (1956-57) fino al restauro del museo di Castelvecchio a Verona (1964).

Moltissimi sono anche i progetti redatti per residenze private, edifici commerciali e pubblici, e per l’allestimento di grandi mostre.

L’opera di S. Vito, costituisce l’apice dell’attività di Scarpa, che “riversa qui tutta la sua vasta cultura architettonica, artistica, letteraria, oltre alla sua profonda sapienza artigianale”.

Alla Tomba Brion si accede attraverso i propilei. Quindi, percorrendo il portico, si perviene al padiglione della meditazione attorniato dall’acqua e da ninfee. Proseguendo a nord troviamo l’arcosolio che copre le arche dei capostipiti della famiglia committente. Nei pressi vi è la tenda-caverna, che ospita le tombe dei parenti, dalla quale si giunge alla cappella, isolata nell’acqua.

È questo uno dei punti nodali dell’intera architettura, sicuramente tra quelli maggiormente indagati in sede progettuale, al fine di equilibrare in modo ottimale il fragile e cangiante rapporto fra luce ed acqua. L’itinerario nella Tomba prosegue poi verso l’orto dei cipressi che avvia verso l’esterno.

Carlo Scarpa è sepolto in un angolo, quasi nascosto, ed esterno a questa sua opera, all’interno di un monumento funerario che “non è il luogo della pietà […] nemmeno il luogo di un riposo eterno: di un gioco invece, un eden ripreso alla fine della storia convulsa dell’uomo e conservando e trasfigurando tutto ciò che l’uomo ha prodotto per millenni”.

Tutto questo spiega il perché questo monumento funebre nel cimitero di un piccolo paese raccolga da decenni migliaia di visitatori che qui giungono da ogni parte del mondo. Tutti contagiati dallo stesso senso di pace che emana il giardino di Scarpa.

Orario di apertura del cimitero

orario estivo:

* dal 01/04 al 30/09
ore 08.00-20.00

orario invernale:

* dal 01/10 al 31/03
ore 08.00-17.30



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Vicolo del Cristo, 4 31100 TREVISO
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