A San Pietro di Feletto sulle orme del Papa buono – inaugurato il Sentiero Papa Giovanni XXIII

INAUGURATO IL SENTIERO DI PAPA GIOVANNI XXIII

Un anello di 4 chilometri, con partenza dalla millenaria Pieve, ripercorre il cammino del Papa buono che, quando era ancora Patriarca di Venezia, si recava a San Pietro di Feletto per trascorrere momenti di meditazione e preghiera

Un sentiero dedicato al ricordo del Papa buono. Si sviluppa per 4 chilometri tra le colline di San Pietro di Feletto, nel Trevigiano, dove il futuro Papa Giovanni XXIII, quando era ancora Patriarca di Venezia, tra il 1953 e il 1958, amava trascorrere alcuni periodi di riposo e di riflessione, passeggiando tra castagni, carpini e viti.

Il sentiero di Papa Giovanni XXIII è stato inaugurato oggi, a San Pietro di Feletto, alla presenza, tra gli altri, del vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo, del sindaco di San Pietro di Feletto, Loris Dalto, e del presidente del Comitato Papa Giovanni XXIII, Alberto Stocco.

Il ricordo della presenza del Santo Padre a San Pietro di Feletto è suffragato da un documento ufficiale del Cardinale Loris Francesco Capovilla, suo Segretario personale, nel quale si parla dei soggiorni del Cardinal Roncalli sulle colline del Felettano. Gli anziani del posto ricordano come spesso il futuro Papa si recasse a piedi sino alla “terrazza panoramica” della chiesa di Rua di Feletto, intrattenendosi amabilmente, fuori da ogni protocollo, con la gente che incontrava lungo il cammino.

L’idea della definizione di un sentiero naturalistico, storico, culturale e spirituale, intitolato al Papa buono, parte da qui. E si è sviluppata, sin dall’autunno del 2013, grazie alla ricerca storica e documentale del Comitato Papa Giovanni XXIII, affiancato dall’amministrazione comunale di San Pietro di Feletto e dal prezioso contributo di un insigne ricercatore locale, monsignor Nilo Faldon, sacerdote della Diocesi di Vittorio Veneto scomparso nel 2016.

Il sentiero di Papa Giovanni XXIII prende avvio dall’antica Pieve di San Pietro di Feletto, nei cui pressi sorge la Villa Patriarcale (originariamente di proprietà della Contessa Maria Walter Bas e poi acquisita dal Patriarcato di Venezia per lascito testamentario), in cui il futuro Papa risiedeva nei periodi di soggiorno in paese.

Muovendosi in senso orario, il sentiero prosegue in via Roncalli e verso il “Roccolo”, uno dei luoghi che il futuro Papa amava di più, perché, circondato dal verde e immerso nel silenzio, ben si prestava alla meditazione e alla preghiera nei momenti di sosta del suo cammino.

L’itinerario prosegue nel verde delle colline, lasciando ammirare la dorsale di Manzana e la collina di Formeniga, sulla cui sommità sorge la chiesa di San Pancrazio. In secondo piano, da sinistra a destra, le colline di Tarzo e del Vittoriese con sullo sfondo le Prealpi Trevigiane: Il Col Visentin, il taglio della Val Lapisina, il monte Pizzoc e il Cansiglio. Verso est, poi, si estende la pianura veneta orientale e quella friulana.

E’ un panorama rurale, in cui un reticolo di coltivazioni a vigna si alterna a macchie di bosco e a piccolo borghi, collegati da strade che si inerpicano sulle colline. Una di queste è il famoso Muro di Ca’ del Poggio, impegnativa salita, nota a livello internazionale nel mondo del ciclismo, nelle cui vicinanze il sentiero di Papa Giovani XXIII imbocca lungo la via dei “100 gradini”, preludio al ritorno del cammino al punto di partenza.

Alla vigilia della cerimonia di inaugurazione del sentiero è anche giunta una lettera da parte di Ivan Bastoni, per tanti anni Segretario personale del Cardinale Loris Francesco Capovilla: Monsignor Capovilla – scrive Bastoni – era molto contento di questa vostra iniziativa perché la sentiva sincera, pulita, diversa. Animata e ispirata da una volontà genuina. Camminare ripercorrendo i passi fatti da un santo uomo può aiutarci a immaginare quali potessero essere anche i suoi pensieri nel percorrere quel tratto di strada, un modo per staccarci dalla frenesia della quotidianità che non ci permette più di fermarci a pensare e godere di quanto già abbiamo”.

E’ l’itinerario di Papa Giovanni XXIII, ma da oggi – grazie al lavoro di sistemazione dei sentieri, ora illustrati pure da apposite tabelle – è anche l’itinerario di tutti coloro che, oltre mezzo secolo dopo le passeggiate del Cardinal Roncalli, vogliono immergersi nella natura silenziosa e nei meravigliosi panorami delle colline di San Pietro di Feletto.

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Papa Giovanni XXIII, il “Papa buono”, nacque nel 1881 a Sotto il Monte, presso Bergamo, da una famiglia contadina. Fu ordinato sacerdote nel 1904 e pochi mesi più tardo divenne segretario del vescovo di Bergamo, Giacomo Radini Tedeschi. Studioso si storia della Chiesa, fu nominato vescovo nel 1925 e inviato a rappresentare la Chiesa cattolica in Bulgaria e successivamente in Turchia. Nominato Cardinale e Patriarca di Venezia nel 1953, Angelo Roncalli divenne Papa con il nome di Giovanni XXIII il 28 ottobre 1958. Il 27 aprile 2014, in una piazza San Pietro straripante, papa Francesco ha presieduto il rito che ha canonizzato Giovanni XXIII insieme a Giovanni Paolo II.

Il Sentiero Papa Giovanni XXIII è un percorso di meditazione, pace e spiritualità dedicato alla memoria del “Papa Buono”, che, quand’era ancora Patriarca di Venezia, amava ritirarsi tra le colline di San Pietro di Feletto per riposarsi e ritemprare lo spirito. Le ricerche del cardinale Loris Francesco Capovilla, storico segretario personale di Angelo Giuseppe Roncalli sin dagli anni veneziani, e di don Nilo Faldon, insigne storico locale, unite alla testimonianza della gente del luogo, hanno permesso di definire i luoghi toccati dall’abituale cammino del futuro san Giovanni XXIII durante i suoi soggiorni a San Pietro di Feletto, dove esiste anche una millenaria Pieve visitata ogni anno da migliaia di fedeli.

 

A San Pietro di Feletto la storia, i ricordi e le tracce
di Papa Giovanni XXIII

A San Pietro di Feletto, tra colline e antiche viti
sulle orme del Papa buono

Sentiero Papa Giovanni XXIII, itinerario dedicato al “Papa Buono” a San Pietro di Feletto dove Angelo Giuseppe Roncalli, da Patriarca di Venezia, amava ritirarsi in meditazione e preghiera.

A San Pietro di Feletto il percorso intitolato ad Angelo Giuseppe Roncalli, a ricordo di quando, da Patriarca di Venezia, era solito ritirarsi sulle colline felettane per trascorrere dei periodi di meditazione e preghiera.

Di San Pietro di Feletto il futuro “Papa Buono” apprezzava il silenzio e gli ameni paesaggi. Le cronache dell’epoca lo ricordano passeggiare tra le colline e intrattenersi amabilmente e fuori da ogni protocollo con la gente che incontrava lungo il cammino. La memoria della sua presenza è ancora viva nei luoghi che frequentava.

Il vescovo Pizziolo: “Una grande iniziativa che contribuirà a ricordare la figura di un pontefice assurto a modello di cristianità e a valorizzare un territorio che ha scorci meravigliosi”.

“Esiste un rapporto straordinario tra la provincia di Treviso e i grandi papi del Novecentoha commentato il vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo -. L’iniziativa del percorso dedicato a Papa Giovanni XXIII è un grande onore, che contribuirà a ricordare la figura di un pontefice assurto a modello di cristianità e a valorizzare un territorio che ha scorci meravigliosi. La grande espansione del turismo religioso si spiega così: esistono luoghi in cui si condensa un particolare messaggio di santità e che vengono riconosciuti come tali dalle genti. Il percorso di San Pietro di Feletto sarà l’occasione per tramandare la vita e il messaggio di un papa che ha fatto la storia”.

Il percorso parte dalla villa patriarcale, ceduta alcuni anni fa dalla curia veneziana a un privato e ancora in attesa di restauro, per toccare punti di particolare valenza paesaggistica in un tracciato che porta verso il centro abitato di Bagnolo. Da qualche anno una reliquia del Papa buono, costituita dal frammento di una sua veste, è conservata nell’Antica Pieve, dove è oggetto di venerazione. Ma già nel 1966 è stato eretto un monumento con il suo busto, di fronte alla villa patriarcale è una lapide ricordo è stata collocata in chiesa. Inoltre a Giovanni XXIII è stata intitolata la piazza principale di San Pietro ed è diventata via Roncalli la strada che porta al monumento e alla villa.

 

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