Sul Montre Grappa il respiro della storia – Itinerari tra le malghe e il cielo

Da Borso a Possagno sulle orme della Grande Guerra

Da Borso a Possagno, il massiccio del Grappa
si conferma meta di turisti e appassionati.

Alla tradizionale produzione di Morlacco e Bastardo si affiancano anche ospitalità e pernottamenti a tanti interessanti sentieri sulle vie della Grande Guerra che partono dalla cima, con il Sacrario.

Con tenacia non si sono arresi all’abbandono della montagna: giorno dopo giorno contribuiscono alla piccola economia che tiene in vita il massiccio. Sono gli ultimi malgari del Grappa, il monte cui sono legate le memorie di due guerre mondiali, montagna identitaria per le tre province di Treviso, Belluno e Vicenza cui appartengono i suoi versanti. Montagna dei bassanesi lungo la Strada Cadorna, selvaggia e aspra per il Bellunese, legata alla alla memoria delle guerre il versante trevigiano che guarda a Venezia. Il Monte Grappa è meta costante di turisti, visitatori e appassionati. Nelle malghe del Grappa si continuano a produrre i tipici formaggi Morlacco e Bastardo, importanti presidi della casearia veneta. La maggior parte della malghe, facilmente raggiungibili dalla pianura, si trova nel Comune di Borso: Moda, Pat, Coi Veci, Coston de Quinto, Méda, Col Serai, Campocroce, Cason Vecio. Sotto Paderno ci sono Malga Mure, Cason del Sol, sotto Possagno malga Archeset, Archeson, Paradiso,  sotto Cavaso malga Miet Doc. Il percorso tra le malghe del Grappa permette di cogliere l’essenza di una montagna facile da raggiungere, ma non per questo caotica. Anche nelle giornate più affollate qui ognuno trova il suo spazio.


Da Cavaso si raggiunge Malga Archeset. Qui il tricolore (il segnale che indica l’apertura di una malga) sventola tutto l’anno. In questa malga si e’ smesso di fare il formaggio ma continua ad essere un importante punto di riferimento proprio per la sua presenza. Ci spostiamo quindi a Malga Mure, dove è il ciclo del formaggio è completo: dalla mungitura alla stagionatura. Da qui esce il Morlacco che ha vinto quest’anno il concorso dei formaggi del Grappa a Campocroce, ma a Malga Mure si produce anche Bastardo, ricotta e caciotte. Pure i salumi e le verdure sono rigorosamente prodotti qui. Per la tappa successiva affrontiamo la Provinciale 141 meglio nota come la «strada della gallerie». Da qui è possibile prendere il sentiero delle Meatte, uno tra i percorsi più belli del Grappa. Poco distante c’è il rifugio Malga Ardosetta e poi la tappa successiva non può che essere Cima Grappa e il Rifugio Bassano. Scendendo verso Campocroce, l’ultima tappa è Malga Col Serai.

CIMA GRAPPA

Al Sacrario il turismo di guerra

la galleria, la via degli eroi

Dici Grappa e non puoi non pensare alla Grande Guerra, soprattutto nel centenario del sanguinoso conflitto che ebbe qui uno dei teatri più tragici. Non tutto si concentra nell’area del monumentale Sacrario, su cui veglia il Rifugio Bassano, da cui si gode di uno spettacolare panorama che dalle vette dolomitiche si spinge fino alla laguna di Venezia, sebbene la Galleria Vittorio Emanuele rappresenti efficacemente come era stata organizzata l’ultima difesa all’avanzata dell’esercito austro-ungarico e il museo racconti le fasi della guerra. Il sapiente lavoro di volontari (in particolare quelli dell’Ana) ha infatti permesso in questi anni il recupero di alcuni tratti di trincea che forse più di altro fanno capire quale era la vita al fronte, in condizioni al limite della sopravvivenza. Da qualche anno il Grappa è un museo a cielo aperto della prima guerra mondiale, con percorsi che attraverso tabelle multilingue ne illustrano le varie fasi. Ma nonostante sia passato un secolo da quegli eventi, il Grappa continua a restituire pezzi di memoria. E non solo pezzi di bombe o vettovaglie abbandonate. In valle delle Mure, nel territorio comunale di Paderno, è stato riscoperto recentemente un ospedale ipogeo, ovvero costruito in parte in sotterraneo il cui obiettivo era stabilizzare i feriti in prima linea prima di inviarli via teleferica a Crespano nell’ospedale realizzato in villa Scalabrini.

A BORSO LA CAPITALE DEL PARAPENDIO

Volo libero, ciclismo, mountain bike, nordic walking

una palestra tra le montagne

Il Grappa è una grande palestra a cielo aperto. Sono infatti gli sportivi i frequentatori più assidui del versante trevigiano del massiccio. A fare la parte del leone, naturalmente, è lo sport del parapendio che accoglie ogni anno trentamila persone da tutta Europa. Borso ne è diventata la capitale con tanto di campo di atterraggio, alberghi, ristoranti che vivono di questa disciplina. Non meno frequentato è il Grappa da parte di cicloamatori da tutto il Veneto. La salita al massiccio è un must per ognuno di loro. La rampa più facile è rappresentata dalla strada Cadorna, leggermente più impegnativa quella della strada Generale Giardino, più ripida e diretta. Impegnativa è la salita da Possagno, che racchiude il Salto della Capra, prima del Pian dea Bala, e’ considerato il “Mortirolo del Veneto”. E poi c’è l’infinità di sentieri, spesso attraverso le memorie delle due guerre, che salgono da valle verso Cima Grappa. Per gli amanti delle mountain bike il massiccio del Grappa è un autentico parco. Sempre più numerosi sono anche i runner da montagna, soprattutto lungo i percorsi che collegano le varie malghe. Il Grappa ha anche il vantaggio di offrire suggestivi itinerari adatti a tutti, a chi si dedica al nordic walking ma anche a chi porta con se i bambini.

Pagina tratta da articoli di Davide Nordio per www.tribunatreviso.it del 28 08 2016

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