Il Sentiero Nino Lot a Osigo (Fregona) – Alla scoperta delle Prealpi con Giovanni Carraro

OSIGO – Il Sentiero Nino Lot

n°1036a

Punto di partenza ed arrivo: Osigo (Fregona), Pont de le Levine, sulla strada per il Cansiglio.
Coordinate punto di partenza ed arrivo: 46° 1’0.52″N 12°21’28.11″E
Tempo di percorrenza: 4 h circa
Aumento di quota: 780 m
Distanza: 8,13 km
Grado di difficoltà: medio


Tratto dall’itinerario n°33 del libro “I sentieri nascosti delle Prealpi Trevigiane” di Giovanni Carraro

Il percorso
La partenza del sentiero Nino Lot si trova nei pressi del Pont de le Levine, lungo la strada che da Osigo (Fregona) porta in Cansiglio.
Seguiamo il segnavia 1036A e dopo aver incontrato un pianoro con dei ruderi, entriamo nel bosco camminando tra rocce affioranti. La traccia è sempre ben marcata e a quota 800m notiamo la tabella del sentiero dei Balot, possibile variante. Ancora pochi minuti ed eccoci arrivati al bivacco Nino Lot, a quota 1010 m.

Questa costruzione fu edificata circa 20 anni fa a partire da un vecchio rudere diroccato. I lavori furono eseguiti da alcuni frequentatori della montagna di Cordignano che hanno voluto intitolarlo insieme al sentiero ad uno dei loro più amati amici scomparso nel 1995, Giacomo Lot detto Nino, classe 1925.

Ci riposiamo sedendoci sulle panchine all’esterno e riprendiamo la salita in direzione di Cadolten. Alcuni tratti leggermente esposti sono agevolati da cordino metallico ma complessivamente il sentiero non presenta alcuna difficoltà. Arriviamo in località Pigotera dove sorgono alcune casere e poco dopo incontriamo gli splendidi faggi tipici del Cansiglio, ai piedi del Monte dei Foresti.

Superato il vecchio roccolo de Torente, la vista si apre all’improvviso verso le colline del Vittoriese, i laghi di Revine e nelle giornate più limpide non è raro osservare l’adriatico. Siamo ormai alle quote più alte dell’escursione, circa a 1200 metri e di fronte a noi appare in lontananza il monte Croce.

Ancora panorami ed eccoci nell’immensa prateria di Cadolten, dove sorgono casere, caserin e malghe. Scendiamo nella conca tramite una strada forestale che ci condurrà al capitello di San Floriano, che in passato fu un’importante meta di devozione durante l’alpeggio.

Iniziamo la discesa verso la Val Armada lungo la Strada del Santo, un’antica strada “remiera” diretta a Sonego che veniva utilizzata dalla Serenissima per trasferire a valle il legname impiegato nella costruzione dei remi della sua flotta navale e giungiamo nei pressi di un altro importante capitello, dedicato a Sant’Antonio. Qui il panorama è veramente spettacolare verso la pianura, mentre a nord intravvediamo la cima del Col Visentin.

Riprendiamo la discesa lungo i ripidi pendii del Crep de la Scala seguendo il segnavia n.1036A, ma facciamo una deviazione al Pian de Tieda in direzione della chiesetta di San Daniele.
Dopo il Col Pravinera notiamo alcune mura misteriose. Infatti, sul colle retrostante alla chiesetta di San Daniele, sorgono i resti di un antichissimo sito archeologico, probabilmente riferibile all’età del ferro.
Riprendiamo il cammino e dopo pochi metri  eccoci alla chiesetta di San Daniele: anche qui un panorama invidiabile. Qualche minuto di cammino sulla via crucis e siamo sulla strada che porta in Cansiglio.
La percorriamo per poche centinaia di metri in salita e chiudiamo l’anello nuovamente al Pont de le Levine.



Testi e foto tratti da www.qdpnews.it

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