Il Parco di Villa Bolasco a Castelfranco Veneto tra i dieci più belli d’Italia

Parco Bolasco nella top ten dei parchi più belli d’Italia

È l’unico veneto nella top ten del concorso della rete dei giardini storici

È Parco Bolasco di Castelfranco Veneto l‘unico parco veneto selezionato tra i dieci più belli d’Italia dalla giuria della 16esima edizione del concorso nazionale per eleggere il “Il parco più bello”, con l’obiettivo di valorizzare l’inestimabile patrimonio di parchi e giardini della Penisola, contribuendo a stimolare l’interesse e la sensibilità verso il verde nelle sue forme più alte.

Definito dagli esperti un incantevole giardino romantico che presenta un alternarsi di prati, specchi d’acqua, collinette, gruppi arborei e architetture disperse, il giardino romantico di borgo Treviso, di proprietà dell’Università di Padova, è stato oggetto di un intervento di restauro tornando all’originario splendore. Ecco perché la giuria, nella motivazione che supporta la scelta d’includerlo tra i finalisti, lo ha definito un gioiello ritrovato grazie all’intervento dell’Università degli Studi di Padova, ricordando che nelle acque del lago si specchia la splendida Serra ispano-moresca, mentre sullo sfondo si ritrova la splendida Cavallerizza, un’arena per equitazione coronata da 52 statue. Il riferimento è alle statue forgiate da Orazio Marinali sul finire del 1600, fiore all’occhiello dell’arena-cavallerizza, la cui bellezza risplende tutt’oggi grazie al restauro.

 

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PARCHI PIÙ BELLI D’ITALIA 2018, VINCE IL PARADISO
DI VILLA REVEDIN BOLASCO A CASTELFRANCO VENETO

Il Parco di Villa Revedin Bolasco a Castelfranco Veneto (Treviso) è risultato vincitore per la categoria “Parchi Pubblici” della XVI edizione del concorso promosso dal network ilparcopiubello.it, che premia le più incantevoli bellezze verdi italiane.
La premiazione avverrà nel mese di settembre nella sede del Parco.

Le motivazioni della Giuria:
“Paradiso era definita nel Cinquecento la proprietà dei Cornaro. La villa lega il proprio nome a personaggi illustri: Vincenzo Scamozzi, che ristruttura il complesso nel 1607 prevedendo una nuova peschiera, un giardino cintato a scompartimenti regolari con cedrare, orto e brolo; Orazio Marinali con le sue “cento candide statue” sistemate in età barocca ai lati del rettilineo ‘stradon’; Giovanni Battista Meduna, progettista della villa, al quale succede lo scenografo Francesco Bagnara, contemporaneo di Jappelli, protagonista della fase ottocentesca – con rialzi e avvallamenti del terreno – dopo il passaggio della proprietà ai Revedin.
Uno degli elementi più singolari del parco è la Cavallerizza, dovuta al francese Marc Guignon, dominata da due enormi cavalli su alti piedistalli, un tempo sistemati sullo ‘stradon’: la scenografica arena prativa allinea lungo il perimetro una parte delle sculture del giardino settecentesco, qui riposizionate.
Ultimo nome illustre è quello di Antonio Caregaro Negrin, allievo di Bagnara e di Giuseppe Jappelli, che ridisegna nel 1868, per i nuovi proprietari Rinaldi, il precedente giardino con sentieri sinuosi contornati da una rigogliosa vegetazione che prendono il posto dei viali rettilinei, mentre le classiche peschiere diventano laghetti serpeggianti sui quali prospettano la “cavana” per il ricovero delle barche e, su un’isoletta, la curvilinea Serra moresca.
Il complesso, passato ai Bolasco (1924), con la donazione di Renata Mazza Bolasco diviene proprietà dell’Università di Padova nel 1967 che grazie a un importante restauro ha ridato vita a questo ‘Paradiso’, pur rimanendo la ferita inferta alla Cavallerizza su cui incombe la massiccia mole dell’ospedale di Castelfranco”.

Parco Bolasco di Castelfranco Veneto

Incantevole giardino romantico che abbraccia la splendida villa Revedin, poi Rinaldi, quindi Bolasco Piccinelli (ora proprietà dell’Università di Padova), edificata fra il 1852 e il 1865 dal conte Francesco Revedin (1811-1869) che ne affidò la progettazione all’ingegno del celebre architetto veneziano Giambattista Meduna. Il sito in cui oggi sono insediati la Villa e il Giardino Revedin Bolasco era detto il Paradiso, il cui giardino all’italiana con peschiera fu raso al suolo intorno al 1803. La configurazione attuale presenta un alternarsi di prati, specchi d’acqua, collinette, gruppi arborei e architetture. Sullo sfondo si erge la splendida “cavallerizza”, un’arena per equitazione coronata da 52 statue e introdotta da due statue equestri collocate al di sopra di alti basamenti. Il giardino è sorvegliato dalla torre colombara all’ingresso ovest e dalla torretta sita presso il muro di cinta a est e contenente un affresco di pregevole fattura, anch’esse residui del compendio del Paradiso Corner. Sono circa 1.500 gli alberi che popolano oggi i circa 8,5 ettari del giardino della Villa, nei quali trova spazio anche un lago navigabile con una superficie di circa 2,5 ettari.
Un gioiello ritrovato grazie all’intervento dell’Università degli Studi di Padova e del suo Centro Interdipartimentale di Ricerca per il Restauro, il Recupero e la Valorizzazione dei Parchi Storici e degli Alberi Monumentali (CIRPAM).

Foto di Maurizio Sartoretto

“Il parco più bello”  è un concorso nazionale che ha lo scopo di valorizzare l’inestimabile patrimonio di parchi e giardini presenti nella nostra Penisola, contribuendo a stimolare l’interesse e la sensibilità verso il verde nelle sue forme più alte. Il Premio intende promuovere la cultura e la conoscenza di questo nostro inestimabile patrimonio, per far sì che questi beni siano apprezzati non solo da una ristretta cerchia di specialisti, ma soprattutto dai giovani e dal pubblico nazionale e internazionale.

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