Museo Archeologico di Este: alla scoperta dei Veneti Antichi

Il Museo Nazionale Atestino in Provincia di Padova apre le sue porte alla conoscenza dei reperti archeologici scavati in Este e nel territorio circostante. Grazie alle ricche informazioni fornite dagli antichi manufatti e dai dati di scavo, è possibile ricostruire la storia del popolamento umano fin dal paleolitico, passando per il mesolitico, il neolitico, l’età del bronzo, l’età del ferro, soprattutto la civiltà dei Veneti antichi, l’epoca romana, per concludere con il medioevo.

Undici sale allestite in ordine cronologico e tematico che possono trasformarsi in un appassionante luogo di studio.

Nella foto a fianco: Situla Benvenuti

Il Museo Archeologico di Este è la porta d’accesso ad un mondo lontano e a molti sconosciuto, quello dei Veneti antichi, che appartiene alla nostra comunità e ci fa ripercorrere le nostre origini.

Nella sede museale sono ospitati i materiali archeologici più rappresentativi della cultura dei Veneti antichi, vissuti in questa regione durante tutto il I millennio a. C.: attraverso questi il visitatore potrà scoprire l’evoluzione di un’antica civiltà italica dedita a floride attività artigianali e mercantili.

La sezione romana illustra la trasformazione della città di Ateste, tra il I secolo a. C. e il II secolo d. C., mentre una piccola sezione è dedicata alla ceramica medievale, rinascimentale e moderna.

La visita al Museo

Il museo può essere considerato una tappa obbligata per studiosi e visitatori che vogliano seguire nel dettaglio l’evoluzione dell’antica civiltà veneta: nelle sue XI sale si possono infatti ammirare i tesori che più caratterizzano la civiltà degli antichi Veneti che abitarono la nostra regione nel corso del I millennio a.C. (oltre settemila oggetti e circa duecentomila reperti conservati nei magazzini del museo e non visibili al pubblico).

La visita inizia dal primo piano con la sezione pre-protostorica e si conclude al piano terra con la sezione romana e una piccola sezione medievale; le esposizioni si articolano in 11 sale e seguono un ordine rigorosamente cronologico, dai materiali più antichi a quelli più recenti, e una disposizione per temi come gli abitati, la vita quotidiana, gli usi e costumi funerari, le pratiche religiose.

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Le Sale

Primo piano: SEZIONE PREISTORICA E PROTOSTORICA

Sala I: Este e l’agro atestino nella preistoria
Sala II: Gli abitati protostorici
Sala III: Le necropoli protostoriche
Sala IV: Santuari e stipi votive protostoriche
Sala V: I Veneti antichi al di fuori di Este

Pianta del Museo: primo piano

Sala I: Este e l’agro atestino nella preistoria

In questa sala sono raccolte le testimonianze più antiche della presenza dell’uomo di Neanderthal nel territorio di Este e dei Colli Euganei a partire dal Paleolitico inferiore, con alcuni manufatti litici trovati in superficie, fino all’età del Bronzo.

Sala II: Gli abitati protostorici

La seconda sala è dedicata agli aspetti abitativi di Este e dei centri circostanti da essa controllati durante l’età del Ferro e quindi alle forme di vita quotidiana e all’economia delle comunità insediate in questo tratto di pianura in cui anticamente scorreva il fiume Adige (paleo-Adige). Alcuni reperti presenti in sala testimoniano di uno stretto contatto dei Veneti antichi con alcuni aspetti della Cultura Protovillanoviana

Sala III: Le necropoli protostoriche

 

La terza sala è dedicata ai culti funerari: il percorso espositivo comprende una selezione tra i più significativi corredi tombali a cremazione, provenienti dalle necropoli atestine disposte in lunghe fasce esterne all’abitato, a nord ai piedi del colle del Principe e a sud su una serie di dossi sabbiosi. Tutti i corredi sono ordinati cronologicamente, dal X al III secolo a. C. Alcune sepolture in cassetta di lastre, a semplice fossa o ad inumazione sono esempi delle diverse abitudini di sepoltura. Spiccano alcuni corredi per la ricchezza dei singoli ossuari o degli oggetti di ornamento (spesso veri e propri gioielli).

Ochetta Pelà

Il manufatto certamente più prestigioso del museo è la “situla Benvenuti“, massima espressione dell’antico artigianato veneto in lamina di bronzo.

Sviluppa grafico della Situla Benvenuti

clicca sull’immagine per ingrandirla

Sala IV: Santuari e stipi votive di età protostorica


Dea di Caldevigo: statuetta di devota con le braccia aperte nel gesto di preghiera

I luoghi di culto di Ateste si trovavano ai margini della città e, ad eccezione del santuario dedicato alla dea Reitia, erano tutti all’aperto. Si trattava di lotti di terreno che la comunità assegnava alla divinità perchè vi abitasse: essi erano delimitati da confini ben visibili, di norma segnalati da un muro.

Gli oggetti esposti provengono dai tre santuari periferici di Este antica, rispettivamente in località Caldevigo, Morlungo e Baratella.

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Il santuario di Reitia, presso il fondo Baratella, ha restituito una grande varietà di doni votivi che testimoniano come esso, forse anche emporio, fu frequentato dal VI secolo a.C. fino all’età romana. Nella sala sono esposti soprattutto gli esemplari preromani di bronzetti di uomini, donne, guerrieri e cavalieri e le lamine figurate che rappresentano il popolo dei devoti che frequentavano il santuario di Reitia, quello più importante, ma anche gli altri luoghi di culto che circondavano l’antica Ateste e la proteggevano. Vanno ricordati anche gli oggetti personali e di uso quotidiano dedicati per il loro valore intrinseco, come ad esempio fibule e bracciali (armille).

A Reitia venivano attribuiti anche poteri sananti: lo testimoniano i numerosi ex voto che riproducono varie parti del corpo umano, come ad esempio gambe, braccia e piedi.

Sempre dal fondo Baratella provengono le tavolette alfabetiche e gli stili in bronzo per la scrittura, che documentano l’insegnamento della scrittura all’interno del santuario.

Stili scrittori: quelli iscritti sono tutti dedicati da donne, forse sacerdotesse.

Sala V: I Veneti antichi al di fuori di Este

La V Sala del Museo Nazionale Atestino è aperta al pubblico con un allestimento dedicato a testimonianze funerarie particolarmente significative dal territorio di Este in età preromana.

Piano terra: SEZIONE ROMANA

Sala VI: La romanizzazione
Sala VII: La vita pubblica in età romana
Sala VIII: Le necropoli romane
Sale IX-X: La vita privata in età romana
Sala XI: Testimonianze di età medioevale e moderna

Pianta del Museo: piano terra

Sala VI: La romanizzazione

Questa sala è dedicata al lento e pacifico processo di romanizzazione di Este e dell’agro atestino tra III e II secolo a. C. Possiamo leggere la trasformazione del costume, del gusto e della lingua nei corredi funerari e nelle epigrafi .

Sala VII: La vita pubblica in età romana

Nella settima sala è raccolta la documentazione relativa agli edifici pubblici, in particolare il tempio dei Dioscuri, e le testimonianze della vita pubblica di Ateste romana. Nella sala è esposta anche un’interessante raccolta di monete.

Sala VIII: Le necropoli romane

In età romana era uso comune collocare le sepolture al di fuori dei confini della città e lungo le sue vie di accesso: per questo motivo il rinvenimento di necropoli appartenenti a questa fase definisce il limite del centro abitato. Le necropoli romane sono databili dall’inizio della romanizzazione fino al II secolo d.C..

Sale IX – X: La vita privata in età romana

La IX sala è dedicata agli aspetti quotidiani della vita, alle arti ed ai mestieri.

La fiorente economia di Este in età romana si basa sull’agricoltura, l’estrazione della pietra calcarea e della trachite dei Colli Euganei e su varie attività artigianali di cui i monumenti funerari ci danno testimonianza.

Nella sala X sono esposti gli oggetti personali, di toilette e di ornamento, e i materiali dell’arredo domestico come stoviglie da mensa, elementi di decorazione dell’arredamento, bronzetti che forse venivano conservati nel Larario, a scopo rituale privato.

Sala XI: Testimonianze di età medievale e moderna

 

Madonna con Bambino.
Cima da Conegliano; 1504.

In questa sala si conclude la visita al museo: vi trovano posto alcuni pezzi appartenuti ad edifici di epoca medievale e rinascimentale, una famosa Madonna con Bambino di Cima da Conegliano del 1504 e una ricca raccolta di ceramiche prodotte o commerciate ad Este tra il XIII e il XIX secolo, che hanno reso famosa la città nel corso del tempo.In una delle vetrine della sala sono conservate anche alcune armi bianche e utensili: particolarmente interessanti sono un’alabarda e un falcione da parata, stilisticamente databili al 1600 – 1700.

Info tratte e per maggiori informazioni:

MUSEO NAZIONALE ATESTINO – Via Guido Negri, 9/c – 35042 Este (Padova)
Tel.  39 0429 2085  – www.atestino.beniculturali.it

 

ORARIO DI APERTURA
Orario di apertura: 8.30 – 19.30 (feriale e festivo)
Giorni di chiusura: Capodanno – 1° maggio – Natale

BIGLIETTO D’INGRESSO
Intero € 4,00; Ridotto € 2,00
(cittadini dell’unione europea dai 18 ai 25 anni; docenti di ruolo delle scuole statali).
L’ingresso è gratuito per i cittadini dell’Unione Europea fino ai 18 anni e oltre i 65 anni.
Nello specifico, le categorie per le quali è prevista l’entrata gratuita sono:
– gruppi o comitive di studenti delle scuole pubbliche e private della U.E. accompagnate dai loro insegnanti;
– agli allievi dei corsi di alta formazione delle scuole del Ministero;
– a docenti e studenti iscritti alle Accademie di Belle Arti (o corrispondenti istituti della U.E.), mediante esibizione del certificato di iscrizione;
– a docenti e studenti dei corsi di laurea, di perfezionamento post-universitario e dottorati di ricerca delle facoltà di Architettura, Conservazione dei beni culturali, Scienze della formazione o Lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico (o corrispondenti facoltà/corsi/istituti degli Stati membri della U.E.), mediante esibizione del certificato di iscrizione;
– ai docenti di storia dell’arte di istituti liceali, previa esibizione di idoneo documento;
– ai giornalisti in regola con il pagamento delle quote associative e mediante idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta;
– ai cittadini della U.E. Portatori di handicap e ad un loro familiare o altro accompagnatore;
– a coloro che ne facciano richiesta, per motivi di studio e ricerca attestati da Istituzioni scolastiche o universitarie, accademie, istituti di ricerca e di cultura italiani o stranieri, nonché da organi del Ministero, ovvero per particolari e motivate esigenze;
– agli studiosi italiani e stranieri di materie pertinenti lo studio dei beni culturali, mediante attestazione rilasciata dall’Unione Internazionale degli istituti di archeologia, storia e storia dell’arte di Roma.

SERVIZI IN MUSEO:
Accesso e servizi per diversamente abili.
Guardaroba gratuito.
Visite guidate e laboratori didattici su prenotazione.

COME RAGGIUNGERE IL MUSEO:

– Per chi proviene da Bologna o da Padova:
Autostrada A13 Bologna-Padova, uscita “Monselice”; proseguire per strada statale Adriatica n. 16 e strada regionale Padana Inferiore n. 10.
– Ferrovia Padova-Mantova, fermata stazione di Este.

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La Situla Benvenuti


Riportiamo il percorso di ricerca realizzato dalla classe 4^A della Scuola Primaria
“San Giovanni Bosco” (Tv) – anno scolastico 2004-2005

Tra i reperti ritrovati ad Este il più interessante è una situla, un “vaso” in bronzo che conteneva le ceneri del defunto.
La situla è stata fatta con una lamina di bronzo, decorata a sbalzo.
La situla Benvenuti prende il nome del proprietario del terreno in cui venne ritrovata. Si tratta di un ossuario scoperto in una ricca tomba.
Gli studiosi pensano che risalga al VII (settimo) secolo avanti Cristo.
La decorazione della situla è divisa in tre fasce orizzontali sovrapposte, separate da una fila di borchie a sbalzo tra due file di puntini pure a sbalzo.

Nella fascia superiore c’è un personaggio in trono, che forse sta offrendo del vino ad una divinità,

e un servitore che sta osservando lo zoccolo della zampa posteriore sollevata di un cavallo.

Dopo un grande ramoscello con le gemme, si trova un “mobile” al quale sono appese due situle ed una cista (vaso per contenere i liquidi), mentre a terra stanno un’altra situla e un’ascia con il manico.

Di seguito ci sono due uomini che sembrano assistere ad una gara di “pugilato”.

Completano la fascia una sfinge (mostro con testa di uomo e corpo di animale),

un grifone (mostro alato) con un pesce in bocca,

un centauro (mostro con testa e busto umani e corpo di animale) che sta pugnalando la coda del grifone.

La situla Benvenuti

Nella seconda fascia si snoda una fila di animali reali e fantastici,

tra i quali c’è una “scena” con un uomo che incita un bue e tiene al guinzaglio un cane.

Nella situla ci sono anche numerosi riempimenti vegetali sparsi tra le figure.

Nella terza fascia si vedono un trombettiere, due guerrieri con lance, un cocchio trainato da un cavallo e montato da un cocchiere,

una sfilata di guerrieri armati di doppia lancia, elmo, scudo, che trascinano prigionieri nudi che hanno le mani legate e lo scudo gettato dietro le spalle.

articoli collegati:
Come scrivevano i PaleoVeneti e come scrivono i Veneti
La situla figurata di Montebelluna

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