Mostra ‘Renato Casaro – L’ultimo cartellonista del cinema’ a Treviso dal 26 marzo 2021

A Treviso è tutto pronto per l’apertura della grande mostra ‘Renato Casaro – L’ultimo cartellonista del cinema’ in tre diverse sedi cittadine: il Museo Nazionale Collezione Salce, che per l’occasione apre nella ritrovata Chiesa di Santa Margherita, il Complesso di San Gaetano e il Museo Civico Santa Caterina. La mostra, che aprirà al pubblico il 26 marzo 2021, realizzata in collaborazione con il Polo Museale del Veneto e il Comune di Treviso, rende omaggio a Renato Casaro (Treviso, 1935), colui che è considerato come l’ultimo dei grandi cartellonisti: uno di quegli artisti che sapevano trasporre l’anima di un film in un manifesto, non utilizzando l’immagine fotografica di un personaggio o di una scena ma disegnandola: il tutto mentre il film era ancora in lavorazione, potendo contare solo su qualche fotografia di scena e su un formidabile intuito comunicativo.
A curare la mostra e il catalogo sono Roberto Festi e Eugenio Manzato con Maurizio Baroni, tre specialisti del settore, i quali hanno analizzato l’enorme archivio di Casaro, selezionando testimonianze di un percorso artistico durato oltre 50 anni.

Il sodalizio di Casaro con il cinema inizia quando, ancora ragazzo, comincia a creare le grandi sagome, pezzi unici dipinti a mano, che venivano collocate all’ingresso del Cinema Teatro Garibaldi e del Cinema Esperia di Treviso. A 19 anni, nel 1954, parte per Roma e trova lavoro nello studio di Augusto Favalli dove rimane per circa un anno e mezzo imparando le tecniche e i “trucchi del mestiere”. È del ’55 il suo primo manifesto ufficiale per il film ‘Criminali contro il mondo’; poi, sempre a Roma, nel 1957 apre uno studio a proprio nome. Artigiano di genio, misurò la sua arte con quanto Cinecittà e il cinema internazionale andavano proponendo e via via il suo stile conquistò grandi registi e Hollywood.

La mostra documenta 170 film dei mille e più per i quali egli lavorò e lo fa partendo dal “prodotto finito”, ovvero dai manifesti a due e quattro fogli, destinati alle sale cinematografiche o all’affissione. Sono oltre un centinaio i pezzi selezionati e restaurati per l’occasione; i rari e introvabili fogli del decennio 1955-1965, mai apparsi in una mostra, presentano un artista in rapida formazione che, grazie al fertile ambiente romano – dove Cinecittà è in quegli anni una delle industrie più prolifiche – riesce a dare il meglio di sé in ogni genere: storico, peplum, commedia, noir e il nascente e dirompente fenomeno del “Western all’italiana“.

Nelle tre sedi della mostra è presente un inedito video che, per flash, mostra al pubblico trailer e spezzoni di film dei quali Casaro ha curato il corredo iconografico e alcune sue riflessioni su una carriera professionale di quasi cinquant’anni.
Nel Museo Civico Santa Caterina si svilupperà la sezione Treviso, Roma, Hollywood. Nell’innovativa sede di Santa Margherita, dove si svilupperà il suo percorso della mostra dal titolo L’ultimo cartellonista, è stata ideata anche una sezione didattica dove i visitatori più giovani potranno, in totale autonomia, comporre e creare un loro manifesto di cinema. E ancora, una sezione dedicata agli ipovedenti con la riproduzione tridimensionale del celebre affisso ‘Il tè nel deserto’. Una sezione particolare, dal titolo Dall’idea al manifesto, è allestita negli spazi del San Gaetano, prima sede del Museo Nazionale del Manifesto. Qui il pubblico potrà scoprire l’intero iter della creazione di un manifesto: dai contatti con le case di produzione o di distribuzione ai primi schizzi a matita; dal bozzetto di prova (spesso con molte varianti richieste, o imposte, dalla committenza) a quello esecutivo, sino alla fase dell’inserimento del lettering (un tempo manuale, in seguito fotomeccanico) e alla stampa.

Per maggiori info:

Collezione Salce – MiBACT  www.collezionesalce.beniculturali.it
Musei Civici di Treviso www.museicivicitreviso.it