Mostra ‘Presepi dal Mondo’ a Treviso – fino al 6 gennaio 2019

Mostra ‘Presepi dal Mondo’
presso il Museo Diocesano di Treviso
Via Canoniche, 9

fino al 6 gennaio 2019

In mostra a Treviso fino al 6 gennaio a cura della Pro loco con i manufatti raccolti da un socio durante i suoi viaggi.

Dalla Russia al Perù, duecento presepi multietnici al Museo Diocesano.

Paese che vai, piccolo presepe che trovi. Duecento presepi in formato “mini” provenienti da 60 diverse nazioni diverse in mostra fino al 6 gennaio al Museo diocesano di Treviso per raccontare la Natività così come viene vista in diverse parti del mondo, in pochi centimetri.

«Una mostra multietnica – spiega Lucia Benedetti, responsabile del Centro guide turistiche di Treviso – come è multietnica la città». A farle posto per il terzo anno consecutivo in città è l’associazione Tarvisium, Pro Loco di Treviso che ha aperto le porte in gran parte collezione privata di un proprio socio che ha girato il mondo, raccogliendo per ogni Paese un piccolo presepe realizzato con i materiali tipici del posto. Il più piccolo che misura appena qualche centimetro arriva dall’Africa ed è inciso in un ovetto di lucido alabastro. Il più grande, di dimensione 40 per 30, porta la firma di una tribù degli Indiani d’America e vede la Natività rappresentata nelle grandi praterie del West: con i conigli al posto delle pecore e l’orso e il bisonte che prendono il posto del bue e dell’asino. Ad ogni latitudine dunque il suo Presepe. Minimalista ed elegante quello in arrivo dal Giappone. In Svezia realizzato dentro una scatola di cerini. Poi c’è quello polacco di carta stagnola che ha le forme della cattedrale di Cracovia, con tanto di guglie, pinnacoli, archi e cupole al loro posto. Il pinnacolo più alto è coronato dall’aquila della Polonia. La scelta del materiale usato è figlia non solo del luogo di provenienza, ma anche del suo tempo: «In Polonia il tutto era costruito con stagnola. Nell’epoca del regime comunista però tale materiale era difficilmente reperibile, quindi i polacchi si ingegnarono anche con carta di cioccolata e altro materiale povero, purché lucido e scintillante», mette in luce Lucia Benedetti. In Russia come da tradizione il presepe è spesso rappresentato dalle matrioske. Poi ci sono i presepi dell’Africa realizzati in gesso, avorio, creta e legni pregiati come l’ebano. Le fisionomie dei personaggi si ispirano ai tratti tipici della popolazione: «I Magi assomigliano ai notabili locali e ai capovillaggio, gli animali sono quelli della savana, i pastori gli abitanti del posto che usano utensili tipici o suonano strumenti musicali, soprattutto a percussione», mette in luce Lucia Benedetti. Non mancano i presepi andini, colorati con i pastori che indossano la tipica cuffia di lana con le lunghe ali per coprire le orecchie. Quelli messicani con il tipico sombrero. Infine quelli del Perù con i costumi caratteristici delle sue tre regioni: la Costa, la Sierra e la Cordillera delle Ande.

La mostra allestita negli spazi del Museo Dicesano di Treviso è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 17. Per la visita guidata del la mostra, che comprende anche la visita della cappella Malchiostro del Duomo con l’Annunciazione di Tiziano, è necessaria la prenotazione scrivendo una mail a: eventi@guideveneto.it.

articolo di Alessandra Vendrame per www.tribunatreviso.it del 19 12 2018

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Mostra “Presepi dal Mondo “

La Mostra “presepi dal Mondo ” è stata allestita dai soci volontari della Pro Loco Tarvisium con gli elementi della collezione gentilmente messa a disposizione dal sig. Renato Leali, anch’egli socio della Tarvisium e instancabile viaggiatore.

Si tratta di minipresepi provenienti da molte parti del mondo e testimonianti le diverse tradizioni.

I presepi sono distinti per aree geografiche e, all’interno di queste, sono suddivisit secondo i materiali.

Essendo un prodotto culturale, il presepe si diffonde con significative varianti. Anche se l’idea di base, quella cioè di ricreare la scena della nascita del Cristo resta invariata, lo stesso non si può dire per i materiali usati e gli stili di costruzione.

Nella mostra è rappresentata l’area dei paesi di lingua tedesca in cui la tradizione del presepe è molto sentita; la leggenda infatti vuole che, nel Duomo di Colonia in Germania, si trovino le spoglie dei Re Magi, trasportate li’ nel 1164 da Milano dall’imperatore Federico Barbarossa.

Numerosi sono anche i presepi dei paesi dell‘America Latina che possono essere definiti “presepi folkloristici” per il fatto che viene dato risalto al sole splendente e all’azzurro dei cieli, in quanto in questi Paesi il Natale ricade in piena estate. Altra nota caratteristica di quelle aree geografiche, sono i tratti del volto e gli abiti tipici delle genti che vi abitano.

Vi sono inoltre rappresentate, oltre naturalmente all’Italia, la Francia, la Spagna, la Russia, la Palestina, Israele, l’Austria, …

La mostra è ricca di didascalie che descrivono l’origine del presepe e la tradizione suddivisa per aree geografiche.

La collocazione della mostra nelle sale del Museo Diocesano, trova un ambiente appropriato, una bella atmosfera e un interessante scenario dove si potranno ammirare molte altre d’arte appartenti alla collezione permanente del Museo stesso; insomma una duplice occasione di conoscere il patrimonio artistico della citta’.

UN PO’ DI STORIA

Sono gli evangelisti Luca e Matteo i primi a descrivere la Natività.

A partire dal IV secolo, la Natività diviene uno dei temi dominanti dell’arte religiosa. In quelle opere, dove si fa evidente l’influsso orientale, l’ambiente descritto è la grotta, che in quei tempi si utilizzava per il ricovero degli animali.

Nella storia poi il presepe costituì il maggior strumento di catechesi dei missionari cattolici in tutto il mondo, soprattutto attraverso gli ordini religiosi come quello dei Francescani e dei Gesuiti, si diffuse l’usanza della raffigurazione plastica della Natività nelle terre del gelo come nel deserto, nelle tundre e nelle savane.

Il presepio come lo vediamo realizzare ancor oggi, ha origine dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme, con personaggi reali, pastori, contadini, frati e nobili tutti coinvolti nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223. Tutto fu approntato e, con l’autorizzazione di Papa Onorio III, in quella notte si realizzò il primo presepio vivente nel mondo.

Dal secolo XIV la Natività è affidata all’estro figurativo degli artisti più famosi che si cimentano in affreschi, pitture, sculture, ceramiche, argenti, avori e vetrate che impreziosiscono le chiese e le dimore della nobiltà o di facoltosi committenti dell’intera Europa. Valgano per tutti i nomi di Giotto, Filippo Lippi, Piero della Francesca, il Perugino, Dürer, Rembrandt, Correggio, Rubens e tanti altri.

Per info e prenotazioni visite guidate:

eventi@guideveneto.it – Tel. 0422 56470 – Cell. 342 6138992
 www.guideveneto.it

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