MOSTRA “ISTANTANEE DAL PRESENTE. TESTIMONI AL TEMPO DEL COVID19 | IL RUMORE NEL SILENZIO” – a Montebelluna dal 4 marzo

In occasione dell’anniversario del primo lockdown, i servizi culturali del Comune di Montebelluna, coordinati dal MeVe – Memoriale Veneto della Grande Guerra, inaugurano la mostra “Istantanee dal presente. Testimoni al tempo del Covid19 | Il rumore nel silenzio”. Dopo un anno trascorso a raccogliere foto, storie, oggetti e gli scatti del fotografo Daniele Maccagnan, il progetto “Istantanee” si trasforma in una mostra che sarà visitabile presso il MeVe a partire dal 4 marzo 2021, fino al 30 maggio 2021. L’inaugurazione – riservata alle sole autorità – è prevista alle 11.30 e potrà essere seguita dalla pagina Facebook del MeVe.

La mostra sarà accessibile con il biglietto d’ingresso al MeVe che è ridotto (5 euro) per tutto il mese di marzo.

Il progetto “Istantanee dal Presente” è partito da una call finalizzata alla raccolta di foto, oggetti e storie avviata il 14 aprile 2020, durante il periodo del lockdown. L’invito rivolto a tutti tramite la call, senza limiti di partecipazione determinati dall’età e dalla provenienza geografica, è stato quello di prendere parte a un racconto collettivo, con l’obiettivo di fissare una testimonianza di quanto stava accadendo nel corso della pandemia da Covid-19. L’idea è nata soprattutto riflettendo su quanto accaduto 100 anni fa all’Influenza spagnola: nonostante sia oggi unanimemente riconosciuta come l’ondata di morte più sconvolgente della storia, a poco più di un secolo dai fatti si tratta di un evento la cui memoria è andata quasi del tutto dispersa, lasciando solo labili tracce tra le memorie private e familiari.

Ai partecipanti è stato chiesto di scegliere da 1 a 10 aggetti che raccontassero il lockdown, di fotografarli e di spiegare attraverso un breve testo o un audio il motivo per cui avevano scelto quegli oggetti. AI primi di febbraio il progetto ha raggiunto le oltre 100 persone partecipanti: tra chi ha mandato foto, video, interviste o contributi vari. Le istantanee ricevute hanno permesso una riflessione su alcuni nuclei tematici molto forti, emersi in maniera trasversale. Primo tra tutti la profonda ridefinizione del concetto di tempo, ma anche il rapporto tra i concetti di “dentro” e “fuori” e “vicino” e “lontano”. Rapporti totalmente ridefiniti dalla tecnologia, che ha avuto la capacità di tenere saldi alcuni legami, collocandoli però in dimensioni temporali e spaziali del tutto virtuali e, proprio per questo, alienanti. Le istantanee toccano in maniera molto forte altri temi non strettamente correlati alla pandemia ma da essa fortemente ridefiniti: ne sono un esempio la maternità e il lavoro (ridefinito dallo smartworking e dai dispositivi di sicurezza o perso a causa della crisi economica innescata dal Covid-19).

Tra l’estate inoltrata e l’autunno è stata chiesta la disponibilità ai partecipanti di effettuare un’intervista, trasformando la call in un autentico progetto di storia orale. Le interviste sono partite dall’istantanea con l’obiettivo di ripercorrere i giorni in cui era stata scattata e riflettere sulle problematiche legate alla ripartenza, caratterizzata da nuove norme e regole volte a normare il distanziamento sociale e le modalità di “convivenza” con il virus.

La mostra nasce con l’obiettivo di restituire le esperienze raccontate dai partecipanti rispondendo alla call “Istantanee dal Presente: Testimoni al tempo del Covid-19” e alle domande fatte durante le interviste. In questo modo il MeVe si ripropone di fare Storia del tempo presente attraverso i contenuti creati dal pubblico.

Ad arricchire il percorso espositivo anche il progetto fotografico “Il rumore nel Silenzio” curato dal fotografo Daniele Maccagnan che nel corso dell’ultimo anno ha collezionato migliaia di scatti che documentano gli effetti paradossali della pandemia sulle nostre città, nel nostro quotidiano. Dalle piazze vuote al distanziamento sociale, dalla Didattica a Distanza allo smartworking, dalle speranze della primavera alla stanchezza di un inverno lungo e difficile.

L’impreparazione culturale, prima ancora che sociale e politica, dimostrata a tutte le latitudini rispetto a ciò che stava per accadere con il Covid-19 ha suscitato ampie riflessioni, che partono da una domanda: cosa sarebbe accaduto se l’Influenza Spagnola non fosse stata praticamente del tutto dimenticata?

Gli storici possono dare solo due risposte: la prima è riprendere in mano gli studi sulla Spagnola, rintracciare e interpretare ciò che è rimasto di quel grande evento. La seconda è provare a documentare il presente, creando oggi gli archivi su cui studieranno gli storici di domani.

Anche le pandemie, esattamente come i grandi e piccoli conflitti umani della Storia, meritano di essere raccontate, ricordate e tramandate. Questa mostra nasce con l’intento di fissare questo tempo e le sue esperienze per trasmetterle al futuro. Perché fare memoria significa riflettere su ciò che è opportuno ricordare ma anche su ciò che è pericoloso consegnare all’oblio.

 

Per maggiori info:

Via Anassillide, 5
Montebelluna, 31044 (TV)
+39 0423 23048/ 0423 300465
info@memorialegrandeguerra.it