Mostra “Egitto. Come faraoni e sacerdoti nel Tempio di Osiride” a Conegliano – fino al 21 dicembre 2014

Mostra
EGITTO come Faraoni e Sacerdoti
NEL TEMPIO DI OSIRIDE

custodi di percorsi ormai inaccessibili

L’antico Egitto di Osiride a Conegliano.

Il misterioso fascino dell’antico Egitto incanta la città del Cima, tra maestosi templi ed enigmatici geroglifici. Decolla venerdì 12 settembre (fino al 21 dicembre 2014 (www.neltempiodiosiride.it) la mostra “Egitto – come faraoni e sacerdoti nel tempio di Osiride”, a cura dell’associazione culturale Osireion di Abido, pronta a svelare (alcuni) segreti di uno dei siti archeologici e storici più interessanti d’Egitto, quello di Abido, la città sacra ad Osiride, il dio dell’oltretomba e della resurrezione. Grazie al lavoro di venticinque anni in terra egiziana, e in particolare nel sito di Abido, del fotografo Paolo Renier e al contributo delle ricerche del geometra veneziano Maurizio Sfiotti sulle proporzioni del monumento dell’Osireion, è stato possibile presentare una ricostruzione accurata delle testimonianze abidene, completa di pannelli fotografici e plastici in scala 1:1 e 1:20, nel caso dei mastodontici pilastri monolitici in granito. A raccontare la storia del sito, le immagini frutto del lavoro sul campo e gli interventi di studiosi ed esperti in materia, grazie anche al lavoro coordinato da Romeo e Arianna Tonello della Rexpol che hanno creduto e sostenuto l’iniziativa.
«Lo scopo del lavoro – affermano gli organizzatori – è rendere accessibile al pubblico una realtà archeologica lontana, non solo geograficamente, e talvolta non fruibile». Paolo Renier è particolarmente legato a Conegliano per averci vissuto più di vent’anni. Per questo evento mette a disposizione il suo patrimonio documentario fotografico, materiale molto raro, inedito talvolta e di difficile reperimento, sia per la difficoltà di raggiungere i luoghi, sia per lo stato di degrado in cui versa il sito. Il lavoro, in questo senso, rappresenta un unicum, soprattutto la qualità e l’eccezionale rarità di una testimonianza quale la documentazione della Stanza del Sarcofago nell’Osireion. Numerosi gli eventi collaterali in diverse location della città, legati principalmente al rapporto tra cultura, antico Egitto e vino, che è poi il tema che lega la mostra alla città del Cima (la ricostruzione di un torchio permetterà di capire le antiche tecniche di lavorazione delle uve e servirà da spunto per descrivere quelle moderne). Molte anche le proposte rivolte ai più piccoli. È stato infatti stilato un ricco calendario di attività didattiche tra le quali il concorso “Disegna il sarcofago di Osiride” per bambini e adolescenti dai 3 ai 13 anni.

articolo del 10 Settembre 2014 di Elisa Giraud per www.gazzettino.it

INFO e PRENOTAZIONE

Apertura: dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.30)

Visite guidate su prenotazione al n. 349 2443326 o via email: dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle ore 16.00)

Laboratori didattici: ogni sabato, ingresso dalle ore 14.00 alle 16.00

Apertura anche nei giorni festivi – Chiuso il lunedì

Per maggiori info:
osireiondiabido@gmail.cominfo@neltempiodiosiride.it

www.neltempiodiosiride.it


Il programma per il ciclo di conferenze informali tenute da giovani ricercatori mese di dicembre:

 Venerdì 5 dicembre 2014 – Palazzo Sarcinelli
Osiride: un dio e un re nell’Osireion di Abido

D.ssa Federica Pancin (egittologa, Università Ca’ Foscari di Venezia)

 Venerdì 12 dicembre 2014 – Palazzo Sarcinelli
Girolamo Segato: l’Egitto attraverso il disegno

D.ssa Elettra Dal Sie (egittologa, Università Ca’ Foscari di Venezia)

Venerdì 19 dicembre 2014 – Palazzo Sarcinelli
Reincarnazione e antropologia: il caso studio di Omm Sety in Egitto

Dr. Alessandro Menegazzo (antropologo, Università Ca’ Foscari di Venezia)

[youtube]http://youtu.be/oe256k1F4DU[/youtube]

PERCORSO DELLA MOSTRA

L’iniziativa è volta ad approfondire il sito di Abido nell’Alto Egitto, l’antica città scelta dai primi faraoni come luogo di sepoltura, da sempre inestricabilmente collegata alla figura del dio Osiride e al culto funerario.

Androne al Piano Terra. Ricostruzione in scala 1:1 dell’angolo nord-orientale della Camera Centrale dell’Osireion di Abido, con la facciata e due dei pilastri settentrionali, grazie alla ricostruzione Rexpol. Gli antichi geroglifici del monumento a parete, mostrano una situazione non più visibile sul sito.

Piano Nobile. Localizzazione del sito e generalità dell’area archeologica: sarà esposto un modello in scala della zona d’interesse, corredato da fotografie delle tombe reali proto dinastiche di Umm el-Qaab, del Tempio di Osiride a Kôm el-Sultan e del complesso di Shunet ez-Zebib.
Una vetrina illustrerà la ceramica di Abido. Pannelli informativi e didascalie completeranno la visita.

Dal deserto al complesso sacro. Il Corridoio Occidentale dell’Osireion. Saranno esposte fotografie di un luogo altrimenti inaccessibile al circuito turistico, ovvero il corridoio che dal deserto conduce alla Tomba di Osiride. Il cambiamento di orientamento del percorso corrisponderà all’analogo cambio di direzione nel monumento egiziano. Pannelli informativi e didascalie faciliteranno la comprensione della struttura.

All’interno dell’Osireion. Un plastico in scala 1:20 di Maurizio Sfiotti illustrerà l’architettura della Tomba di Osiride: sarà impressionante constatare quale sia la mole dei pilastri monolitici in granito e quanto sia profondo il canale che circonda l’isola centrale.

Stanza del Sarcofago. Attraverso un breve tunnel ricavato nella facciata est dell’Osireion, si accederà alla Stanza del Sarcofago, ricostruita rispettando le proporzioni 1:1 e illustrata dalle 18 tavole della decorazione del soffitto, grazie alla ricostruzione fotografica di Paolo Renier, unica nel suo genere per l’enorme difficoltà di accesso all’ambiente e per l’inesorabile rovina causata dall’umidità sui straordinari rilievi.

Cappella di Osiride. Successivamente, si entrerà nell’ambiente più sacro del Tempio di Sethi I ad Abido, dedicato ad Osiride, la divinità protagonista della mostra.
Qui sarà esposto il plastico in scala 1:20 di Maurizio Sfiotti, del cosiddetto Complesso di Osiride all’interno del Tempio di Sethi e saranno ricostruite anche due colonne in scala 1:1. Il focus dell’esposizione saranno i pannelli fotografici che ritraggono le scene sacre all’interno della cappella.

Tempio di Sethi I. La Cappella di Osiride e, più in generale, l’intero complesso templare saranno spiegati in questo ambiente attraverso gigantografie dell’autore, pannelli informativi e un’opera dell’artista internazionale Lucio Tarzariol, che rievoca l’antico simbolo egizio Djed, la colonna vertebrale di Osiride.

Tempio di Ramesse II. Il secondo più importante santuario di Abido sarà descritto dagli scatti di Paolo Renier e da didascalie e pannelli informativi. Contribuiranno ad illustrare la decorazione di questo tempio straordinariamente ben conservato anche due pannelli realizzati con la tecnica del tattoo wall, opera di Gianni Moro della GM arredamenti, vere e proprie lastre lapidee su cui sono state stampate due scene tratte dalle pareti del complesso sacro ramesside.

Aula didattica. Locale adibito ad attività di approfondimento per bambini e ragazzi. Ogni sabato a cura di Federica Pancin, si terranno laboratori e giochi per i più piccoli, con quiz semplici e divertenti per mettere alla prova le nozioni apprese durante la visita.

Sala multimediale. Ambiente riservato ad approfondimenti multimediali: un monitor mostrerà a rotazione brevi filmati documentari sul sito e sul lavoro dell’ultima missione, proponendo anche la realtà odierna del villaggio di Abido e le sue genti.

Sala del vino. In questo ampio locale sarà approfondita la tematica della preparazione del vino, argomento che collega l’antico Egitto al territorio trevigiano. La ricostruzione in scala 1:1 di un torchio di Antico Regno permetterà di capire le antiche tecniche di lavorazione delle uve e servirà da spunto per descrivere quelle moderne, prerogative delle cantine di Conegliano e dintorni che vorranno conoscere il progetto. La sala ospiterà periodiche degustazioni dei vini della cantina Masottina ed eventi correlati al mondo enogastronomico di oggi e di ieri. La spiegazione dei processi antico-egiziani di coltivazione, vendemmia, spremitura, torchiatura e vinificazione sarà affidata alle immagini delle tombe nella Valle del Nilo, riproposte fedelmente da un artista contemporaneo.

PRESENTAZIONE DEI TEMI DELLA MOSTRA

Tra le divinità egiziane, Osiride copre sicuramente una posizione di rilevanza: non solo è il più noto, ma è anche il più importante dio funerario dell’antico Egitto e, considerando che la civiltà egiziana dedicò tutti i suoi sforzi alla buona riuscita del processo di Resurrezione e alla vita oltremondana, ne consegue che egli abbia un ruolo incomparabile.
La città sacra ad Osiride, fin dagli albori della storia egiziana, è Abido, nell’Alta Valle del Nilo. Qui ogni faraone concorreva a lasciare il suo segno distintivo e monumenti maestosi, prova della fede nel dio, sono ancor oggi visibili nel sito.
Sebbene lontana dai circuiti turistici, Abido conserva testimonianze uniche, rappresentando il luogo di nascita della regalità faraonica: i primi sovrani egiziani scelsero quest’area come loro dimora eterna per assicurarsi lo stesso destino post mortem che aveva subìto il dio Osiride risorgendo. Tombe dai corredi favolosi ci offrono uno scorcio sulle prime dinastie, sulla vita – e sulla morte – in Egitto, ma anche fuori Egitto: dall’estero provengono infatti le anfore vinarie abidene, che contenevano la bevanda sacra al dio, appannaggio dell’élite che aveva realizzato l’Unificazione delle Due Terre.
Nei secoli a venire, molti dinasti si impegnarono a ripercorrere la strada dei loro predecessori, costruendo ad Abido per la gloria di Osiride: sorsero, così, molteplici templi e cappelle votive, a cui si accostarono tombe e cenotafi di tutte le epoche.
Fu con il Nuovo Regno, però, che la città raggiunse il suo apice: Sethi I, il secondo faraone della XIX dinastia, decise di ubicare qui uno dei più grandi templi che l’Egitto abbia mai conosciuto. Il cosiddetto Tempio dei Milioni di Anni di Sethi I ad Abido è sorprendentemente ben conservato, essendo ancora vivi i colori originali. Il silenzio delle ariose sale ipostile e, soprattutto, dell’appartato sancta sanctorum dedicato ad Osiride, rimanda il visitatore indietro di quasi 2300 anni, quando solo faraoni e sacerdoti erano ammessi alla presenza della divinità. E alle spalle di questo monumento, nascoste alla vista, si ergono le rovine imponenti dell’Osireion, la Tomba per Osiride voluta da Sethi e ultimata dal nipote Merenptah: la straordinaria struttura versa ormai in cattive condizioni, vessata dalle intemperie e dall’incuria umana. La decorazione labile e i testi scolpiti nulla hanno potuto contro i danni dell’umidità. E oggi, purtroppo, possiamo affidare la nostra analisi solo alla documentazione delle prime campagne di scavo.
Il fervore artistico e religioso non si esaurisce certo con l’opera di Sethi e, semmai, ne è accresciuto: alla fine del XIII secolo a.C. il figlio Ramesse II fa edificare un tempio di dimensioni più modeste, ma comunque notevole per qualità, poco distante dal grande santuario del padre: è la conferma dell’importanza della memoria del passato e di come il lavoro dei figli dipenda necessariamente dalle basi poste dai padri. Di come il lavoro di oggi dipenda da quello di ieri.

Federica Pancin, archeologa
Università Ca’ Foscari di Venezia

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