Mostra ‘Canaletto & Venezia’ a Palazzo Ducale a Venezia – fino al 9 giugno 2019

Mostra ‘Canaletto & Venezia’
Dal 23 febbraio al 9 giugno 2019
Venezia, Palazzo Ducale

L’immagine di Venezia nelle vedute di Canaletto e Venezia con le sue vicende storiche nel corso di un secolo, il 700. All’inizio ancora regina del mare; l’amara conclusione nel 1797, con la dissoluzione del suo stato. Su questo doppio binario si articola la mostra a Palazzo Ducale, titolo: Canaletto & Venezia.
A cura di Alberto Craievich. Con la collaborazione di Charles Beddigton e Giuseppe Pavanello.
Canaletto (Antonio Canal detto il Canaletto 1697-1768) prima di tutto, che con i suoi scorci, razionali e le sue quasi scientifiche prospettive, ha diffuso in tutta Europa ed oltreoceano il mito della città. E che ora ritorna, finalmente, a casa, dove si contano sulle dita di una sola mano le opere che figurano nelle collezioni veneziane. In mostra, compresi alcune grafiche di eccezionali qualità, se ne annoverano 25. Piazza San Marco, il suo bacino, il Canale Grande, ma anche le feste come quella dell’Ascensione, con la moltitudine di barche a corteo del Bucintoro o l’ingresso solenne del conte de Gergy. Il miracolo di questo ritorno è merito dell’accorta politica di relazioni internazionali, da anni perseguite dalla Fondazione dei Musei Civici.
I PRESTITI – In questo caso questo prestiti soprattutto dalla Réunion des Musées Nationaux come dall’Ermitage, da Londra, Washington e Boston. Canaletto rimanda al suo alter ego: Francesco Guardi, spesso speculare nei soggetti, ma con quelle sue pennellate nervose e frammentarie, quasi anticipazioni della caduta della Serenissima. L’antagonista, invece, è Giambattista Tiepolo che sfonda i soffitti con i suoi cieli, barocco nel viluppo dei corpi; sensuale nell’uso del colore. Nello stesso tempo consapevole della grandezza di Venezia come dimostra una sua celebre icona Nettuno offre a Venezia i doni del mare. Ancora nel 1758, già prossimi alla fine. Ovviamente in mostra non ci sono i grandi affreschi, ma la sua apoteosi della famiglia Pisani è un’efficace dimostrazione del suo modo di procedere. Tra l’altro, grazie all’allestimento di Daniela Ferretti, significativamente inquadrata tra due rari esempi di sculture, raffiguranti nudi maschili sdraiati. Bellotto, Giambattista Piazzetta, con la sua celebre Indovina; Giulia Lama con un virtuoso disegno di nudo, e la sua antagonista Rosalba Carriera, con i suoi ritratti a pastello, sono altrettanti protagonisti, insieme a Giandomenico Tiepolo, figlio di Giambattista, così incline al tema dei Pulcinella. Un capitolo a parte è quello degli oggetti di uso quotidiano, prima di tutto le celebri porcellane. La parabola della città, invece, ha inizio con lo sfolgorante modello dorato del Bucintoro per concludersi con l’immancabile tema delle rovine, autore Piranesi. È il definitivo tramonto dell’Illuminismo, ma non della storia dell’arte, che trova linfa vitale nel nuovo credo del neoclassicismo e nel suo massimo cantore, Antonio Canova.
Da oggi fino al 9 giugno.
Orari: 8.30 – 17.30 fino al 31 marzo, 8.30 -19.00 dal 1 aprile.
Articolo di Lidia Panzeri per www.gazzettino.it
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Mostra ‘Canaletto & Venezia’
presentazione ufficiale

Il Settecento veneziano con le sue luci e ombre si snoda lungo le sale di Palazzo Ducale, nel racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista: Giovanni Antonio Canal, il Canaletto. Una stagione artistica di grande complessità e valore, di eccellenze nel campo della pittura, della scultura, delle arti decorative. Fin dal suo inizio il 700 si mostra come un secolo di enorme vitalità e grandi cambiamenti, nel linguaggio dell’arte, nella storia delle idee e delle tecniche, nella vita sociale. La mostra parte dall’affacciarsi nei primi anni di una nuova forma artistica, che rompe i legami con il rigore del Classicismo e con la teatralità del Barocco, mentre il colore prende il sopravvento sul disegno. Luca Carlevarijs pone le basi del vedutismo veneziano, Rosalba Carrera rinnova l’arte del ritratto. Due giovani coetanei dipingono opere in cui la luce acquista valenza fondante, costitutiva: Giambattista Tiepolo con pennellate aggressive in composizioni dinamiche, Canaletto nella pittura di vedute, lo stile di entrambi si farà poi più controllato e nitido. Il viaggio prosegue con la pittura di costume di Pietro Longhi, l’esplosione del vedutismo, la pittura di storia e quella di paesaggio, il capriccio. E la grande stagione dell’incisione, che diversi sperimentano, e di Giambattista Piranesi. Il racconto di questo secolo è anche quello della presenza europea della Serenissima e del viaggiare dei suoi artisti. Mentre anche l’arte vetraria di Murano vive i suoi fasti, con l’oreficeria e la manifattura di porcellane. Protagonisti di fine secolo sono Francesco Guardi e Giandomenico Tiepolo, figlio di Giambattista. Nelle vedute di Guardi il linguaggio pittorico, tremolante e allusivo, lontano dalle solari certezze di Canaletto, sembra evocare una Venezia in disfacimento, mentre il tempo del vivere felice e aristocratico lascia il posto a un popolo di irriverenti Pulcinella, dove tutti sono liberi e uguali, e sullo sfondo la rivoluzione infiamma la Francia. Il secolo dei lumi, e il percorso espositivo, si chiude con l’affermarsi del Neoclassicismo, su tutti giganteggia Antonio Canova.

Direzione scientifica Gabriella Belli.
A cura di Alberto Craievich.
Con la collaborazione di RMN – Grand Palais, Parigi

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