Mostra “Antonio Canova. L’arte violata nella Grande Guerra” a Possagno – fino al 28 febbraio 2016

A Possagno una mostra presenta le opere “ferite” durante il primo conflitto, a partire dai due gessi martoriati della Ebe

Quando – sembra ieri – la Siria era campo aperto per gli archeologi, non si poteva immaginare che da lì a pochi anni ci saremmo trovati ad argomentare sulle assurde distruzioni, ora in corso, dei reperti da loro messi in luce. Ma sono episodi che fanno parte dei malanni storici di tutti i tempi. A una cannonata austriaca, per esempio, è normalmente attribuita la devastazione, nel 1917, dell’attuale Museo Gipsoteca Canova a Possagno (ricavata dalla casa dello scultore) mentre in loco si parla di una granata impazzita partita dalle nostre linee.
Di quell’infausto caso tratta la mostra “Antonio Canova. L’arte violata nella Grande Guerra”, curata dal direttore Mario Guderzo, con la collaborazione di Giancarlo Cunial, vice-direttore della Fondazione, e per la fotografia storica da Alberto Prandi, docente a Cà Foscari (inaugurazione il 26 luglio, apertura fino al 28 febbraio 2016).

Nella rassegna, lì dove sono conservati i modelli originali delle sculture del maestro, integri o, appunto, «violati», figurano in primo piano i due gessi martoriati della bellissima Ebe: l’originale, di cui (trasformata in uno splendido «non finito») resta la sola parte inferiore, e la replica (rimasta senza braccia) ricavata dal marmo oggi alla Nationalgalerie di Berlino (che non è l’unico: esistono le altre versioni dell’Ermitage, della Devonshire Collection di Chatsworth e dei Musei di San Domenico a Forlì). Esposto pure il nutrito insieme delle altre opere ferite nella medesima circostanza ma irrecuperabili, più e casse dei frammenti, le fotografie e le lastre realizzate nell’immediato primo dopoguerra da due personaggi eccezionali, Stefano Serafin e figlio Siro (conservate nel Foto Archivio Storico Trevigiano – Fast della Provincia di Treviso), l’album originale con copertina ricamata dalle donne di casa (di proprietà del museo) e l’apparecchio fotografico usato.
Di produzione attuale si aggiungono le fotografie dei gessi di Guido Guidi e Gian Luca Eulisse, un libro su Canova della Fondazione Zavrel di Sarmede, con immagini dell’illustratore messicano Gabriel Pacheco, e le quasi centenarie drammatiche pagine di diario di un’adolescente della sinistra Piave, che saranno lette in cinque sessioni nei mesi di apertura della mostra da sua nipote, Cinzia Zanardo. Ai due Serafin si devono inoltre i primi dei ripetuti interventi di restauro, portati a termine con tecniche ora considerate inadeguate, perché alterano definitivamente l’opera e tendono a rendere indistinguibile l’originale dal rifatto.
Il metodo a «integrazioni reversibili» che le sostituisce è stato applicato a Possagno con la «Paolina Bonaparte» (la cui testa era stata vista presa a calci da un nugolo di soldati francesi) e la «Danzatrice con i cembali», il tredicenne «Principe Lubomirski come Amore» e «Le tre Grazie». Il procedimento contempla una serie di misurazioni ottiche (quindi senza contatto fisico) effettuate su un esemplare integro della medesima scultura per mezzo di uno Scanner 3D a frange di luce, in base alle quali una stampante elettronica tridimensionale può ricostruire le parti mancanti, vuote, leggerissime e fissabili alla scultura con semplici perni. A operazione conclusa, la statua appare nel suo aspetto primitivo, ma se richiesto può essere riportata facilmente alla forma con il danno visibile.
Ebe è passata attraverso il medesimo iter di «restituzione», eseguito sul marmo di Forlì; ma non la si vedrà com’era in origine. Le sue parti ricostruite saranno esposte separatamente: una decisione che dà all’iniziativa non soltanto il senso di un’operazione tecnologica guidata da finalità culturali ma soprattutto, nel momento che un’Europa vacillante nello spirito e un mondo in fermento stanno vivendo, il valore di un monito.

articolo di Ennio Puchard  per www.gazzettino.it di sabato 11 luglio 2015

Museo Canova di Possagno
Via Canova, 74    31054 Possagno TV
www.museocanova.it – tel +39 (0)423 544323 – posta@museocanova.it

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