Mostra ‘L’anima delle cose’, un viaggio fra i tesori dell’antica Oderzo – dal 24 novembre fino al 31 maggio 2020

L’ANIMA DELLE COSE

Riti e corredi dalla necropoli romana di Opitergium

ODERZO CULTURA
PALAZZO FOSCOLO E MUSEO ARCHEOLOGICO ENO BELLIS

24 novembre 2019 > 31 maggio 2020

INAUGURAZIONE

Sabato 23 novembre ore 16.00
Palazzo Foscolo, Via Garibaldi 65,Oderzo (TV)

L’anima delle cose nell’antica Opitergium
Un viaggio fra i tesori lungo sei secoli

Oggetti e suppellettili romani rinvenuti in 30 anni di scavi a Oderzo in mostra a Palazzo Foscolo e al Museo Archeologico dal 24 novembre fino al 31 maggio 2020.

Un bimbo gioca con il suo cavallino di argilla arancio rosato dotato di ruote per il traino, una matrona romana adornata con gioielli regge tra le mani uno specchio e tre corredi. Sono i due straordinari personaggi simbolo che dal 24 novembre fino al 31 maggio 2020 accompagneranno i visitatori alla mostra “L’anima delle cose. Riti e corredi dalla necropoli romana di Opitergium” tra le sale di Palazzo Foscolo e del Museo Archeologico di Oderzo. Sei secoli di storia, dal I al VI secolo d. C., raccontati in un viaggio attraverso reperti inediti alla scoperta dell’antica Opitergium con i suoi abitanti e le loro consuetudini.

Per la prima volta è presentato al pubblico lo spaccato di una società attraverso i secoli: il mondo dei vivi riemerge così dalla città dei morti grazie alla singolare esposizione promossa e organizzata dalla Fondazione Oderzo Cultura – presidente Carlo Gaino – in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso e il Polo Museale del Veneto.

Anni di scavi, rilievi, documentazioni, restauri, studi che a partire dagli anni Ottanta hanno interessato vie, piazze, sottopassi del centro di Oderzo e portato alla luce 94 corredi dell’antica città romana rivelandone il suo glorioso passato.

Durante gli scavi in Via Spiné gli archeologi hanno portato alla luce nel 1986 una collana in onice, pasta vitrea, osso, argento; nel 2013 un coltello che fa supporre potesse far parte dell’equipaggiamento dei contingenti dell’esercito tardoromano, una bottiglia in vetro blu cobalto trasparente e bianco realizzata con la tecnica dello spruzzo o schegge applicate e una statuetta cava (genius cucullatus) dotata di pallina interna che la trasformava in sonaglio. In Via degli Alpini nel 1993 un pendente a sospensione con corpo a botticella e nel 1994 nella stessa via, un inedito: un anello chiave in bronzo. Importanti anche gli oggetti del corredo rinvenuti all’interno di una tomba tra il 1999-2000 nel sottopasso della Statale 53: oltre venti piccoli balsamari in vetro colorato deposti in origine in un contenitore di tessuto. Ancora. Tra gli inediti dell’Opera Pia Moro una splendida collana in oro con infilate cinque coppie di laminette circolari decorate da baccellature di tradizione magno-greca, poi vasi, piatti, giocattoli, monete.

In bella mostra immersi nella luce del tempo antico e contemporaneo ben 50 corredi funerari su 94 suddivisi per tipologie di deposizione, incinerazione diretta e indiretta, inumazioni che sono stati selezionati e studiati da un apposito comitato scientifico composto dai funzionari della Soprintendenza che hanno coordinato le diverse campagne di scavo – Marianna Bressan, Annamaria Larese, Margherita Tirelli, Maria Cristina Vallicelli – e da Marta Mascardi, conservatore del Museo archeologico di Oderzo. Le indagini archeologiche sono state effettuate dal 1986 al 2013 mentre la Regione e il Comune di Oderzo hanno finanziato il restauro dei reperti.

A ricordarlo, il sindaco Maria Scardellato e l’assessore alla cultura Lara Corte che hanno evidenziato un singolare aspetto. «A Oderzo l’archeologia è vissuta nel quotidiano; 30 anni di cantieri e di curiosità dove gli oggetti archeologici raccontano la storia di un territorio». I piccoli e antichi tesori hanno anima, sentimento, ricordo, emozionano e ora vengono restituiti alla comunità. Soddisfatto il Soprintendente Vincenzo Tiné che nel presentare il progetto ha sottolineato: «C’era un filo interrotto con l’archeologia. Con questa mostra viene valorizzata la galassia necropolare di Oderzo, comune virtuoso».

 

La mostra è visitabile dal 24 novembre 2019 al 31 maggio 2020 a Palazzo Foscolo e al Museo Archeologico Eno Bellis.

orari:

venerdì, sabato e domenica dalle 14 alle 19,
tutti i giorni su richiesta;
aperture straordinarie:
giovedì 26 dicembre, mercoledì 1 gennaio, lunedì 6 gennaio, domenica 12 e lunedì 13.

Per gruppi e singoli sono previste visite guidate con prenotazione obbligatoria e per le scuole anche laboratori didattici.

articolo di Nadia De Lazzari per www.tribunatreviso.it del 6 11 2019

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L’ANIMA DELLE COSE

Riti e corredi dalla necropoli romana di Opitergium

ODERZO CULTURA
PALAZZO FOSCOLO E MUSEO ARCHEOLOGICO ENO BELLIS

24 novembre 2019 > 31 maggio 2020

Sei secoli di storia, dal I al VI d.C., raccontati in un viaggio attraverso reperti inediti, alla scoperta dell’antica Opitergium e dei suoi abitanti.

Ave lento viaggiatore, ti saluta Phoebe, schiava di Manilio, figlia di Tito: io che ottenni meritatamente ricompense pari ai compiti assolti”

Phoebe, è una degli abitanti della romana Opitergium, di cui la mostra in programma dal 23 novembre 2019 a Oderzo, a Palazzo Foscolo e al Museo Archeologico ” Eno Bellis”, saprà risvegliare la memoria.
Il suo ricordo riemerge nelle parole scolpite nella stele a lei dedicata risalente al I secolo d.C., che conserva i volti di tre personaggi, due donne e un uomo, sullo sfondo di una grande conchiglia; così come il bellissimo cavallino in terracotta, dotato di ruote per il traino, rinvenuto in una tomba di fine II-III secolo d.C., narra di un bambino e dei suoi giochi infantili.

Personaggi, consuetudini, lo spaccato di una società attraverso i secoli; il mondo dei vivi che riemerge dalla città dei morti, grazie all’esposizione promossa e organizzata dalla Fondazione Oderzo Cultura in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica,Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova, Treviso e con il Polo Museale del Veneto.

Una mostra, “L’anima delle cose. Riti e corredi dalla necropoli romana di Opitergium”, che per la prima volta presenta al pubblico, in una visione d’insieme, alcuni tra i corredi più belli e significativi rinvenuti grazie alle indagini archeologiche che, a partire dagli anni Ottanta, hanno interessato il centro di Oderzo, portando alla luce importanti evidenze dell’antica città romana e rivelando il glorioso passato dell’abitato.

APERTURA

Venerdì, sabato e domenica 14.00 > 19.00
Tutti i giorni su richiesta

BIGLIETTO POLO MUSEALE

Intero euro 6,00
Ridotto euro 4,00

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