Una gita sul Monte Cesen, le Dolomiti dei trevigiani

Le passeggiate lungo i sentieri del Monte Cesen permettono di vedere suggestivi panorami dell’arco alpino delle Dolomiti e la pianura Veneta.
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Valdobbiadene – Aumentano i turisti che da Pianezze si incamminano per boschi e sentieri.
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Non avrà il fascino delle Dolomiti, ma offre un’alternativa suggestiva a pochi chilometri da casa. Per questo il Cesen sta diventando la montagna dei Trevigiani. Trekking, mountain bike, ma anche passeggiate slow insieme ai lama oltre ad un’offerta enogastronomica di tutto rispetto. Ma per chi vuole conoscere i segreti della natura non manca il camminamento degli alberi storici.
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Il paesaggio che da Pianezze porta verso le pendici del Cesen è un alternarsi di zone boschive, prati e pascoli ancor oggi utilizzati per l’alpeggio in malga.
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Dal piazzale di Pianezze si dipartono i sentieri principali, che consentono di raggiungere tutte le malghe presenti sulle pendici del Cesen: malga Faè, malga Barbarìa, malga Mariech, malga Budoi, malga Domion a est, malga Molvine e Agriturismo Balcon a ovest.
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Uno dei più interessanti e agevoli è il Sentiero dell’acquedotto e delle prese, un percorso anulare che, attraverso una serie di pannelli didattici, introduce l’escursionista agli aspetti geologici, alla flora, alla fauna e alla storia dell’uomo in queste montagne. Autentica meraviglia di questo itinerario è la presenza, lungo il percorso, di una serie di faggi secolari, alberi considerati sacri nell’antichità per la loro longevità. Li incontriamo dapprima in località Borri, poi presso le casere Fontana, infine adagiati sui bordi dei placidi prati di Balcon. Autentici monumenti alla natura, sono affidati alla tutela del corpo forestale. Costeggiando il bosco abbiamo anche la possibilità di imparare a riconoscere gli alberi, grazie a degli indovinati cartelli posti alla base delle principali varietà di arbusti che compongono la flora boschiva. Ecco dunque svelata la differenza fra abete rosso e bianco, carpino nero e bianco, l’inconfondibile corteccia della betulla, l’elastico legno del frassino, la delicata foglia della farnia. Avvicinandosi a qualche posa d’acqua si possono a volte fare fortunati incontri con poiane, falchi, caprioli, più facilmente se si  cammina contenendo il volume della conversazione.

Per gli amanti delle due ruote c’è invece l’anello mountain bike: una sequenza di grandiosi panorami, pascoli, malghe, ma anche fitti boschi. E’ un anello abbastanza impegnativo, per esperti, più che altro per le due lunghe salite e per qualche passaggio dal fondo sterrato abbastanza brutto specie se fangoso.
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Chi è più ancorato alla mobilità slow può scegliere il trekking con i lama (già utilizzati in molte aree prealpine) presto a disposizione per la scoperta del monte Cesen. Da Pianezze partiranno le escursioni per gruppi, da 7 a 20 persone. Va chiarito che i lama non si cavalcano, i lama sono animali che accompagnano lentamente il nostro cammino.
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Transgenerazionale e dedicato ai percorsi avventura è nato anche il nuovo parco a Pianezze: funi, corde, teleferiche, ponti tibetani, slackline, reti su cui arrampicarsi e ben 26 diverse piazzole attrattive. Tre i percorsi, per tutte le età, per sentirsi, almeno un pomeriggio nella vita, emuli di Indiana Jones.
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Articolo di Elena Filini tratto da www.gazzettino.it del 20 agosto 2017

 

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