Martino Zanetti Hausbrandt

Martino Zanetti considerazioni su Shakespeare

Lo studioso imprenditore Martino Zanetti
espone il frutto dei suoi studi su Shakespeare

Martino Zanetti, studioso imprenditore, Presidente di Hausbrandt Trieste 1892, prosegue i suoi studi su William Shakespeare.

L’amore per la cultura lo accompagna da tutta la vita rimanendo pur primaria dimensione a latere della sua personalità, esibendo ufficialmente la sua figura di imprenditore.

Hausbrandt è stata la prima azienda nel 1904 a firmare la sottoscrizione presso l’Associazione Industriali Austriaci e nel 1920 la prima azienda italiana presso l’Associazione Industriali di Trieste.

Nella sua ricerca, che non si limita ad una semplice ipotesi, Martino Zanetti ha individuato i termini esatti del percorso delle commedie shakesperiane e determina la creazione delle commedie venete per mano di Mary Sidney, Ben Jonson, Beaumont e Fletcher, scritte a Penshurts e Wilton House in Gran Bretagna.

Interi atti delle commedie sono scritti dalla mano femminile di Mary Sidney e da quella di Giovanni Florio, traduttore della Crusca e dei Saggi di Montaigne in inglese, personalità grande nel periodo del formarsi della cultura inglese moderna.

Nella sua assidua ricerca, Martino Zanetti ha cercato e trovato tre documenti essenziali: il “De Architectura” di Vitruvio, tradotto da Daniele Barbaro; “I 4 libri dell’Architettura” di Andrea Palladio ma soprattutto, importantissimo, il testo che ha dato vita all’architettura moderna, “La pratica della perspettiva” di Daniele Barbaro. Su questo testo Andrea Palladio ha studiato e costruito il primo manufatto della Villa Barbaro di Maser e in successione gli altri.

Nel mentre, l’architetto Inigo Jones giungeva a Maser e nel vicentino raccoglieva l’eredità di Palladio per trasmetterla al mondo anglosassone.

Ma, cosa più importante per Martino Zanetti, nel suo percorso di rientro in Inghilterra Inigo Jones riportava con sé Almorò Barbaro che, giungendo a Penshurts, divenne ispiratore delle commedie cosiddette venete di Shakespeare, poiché solo un veneziano e uomo di mare poteva dare le coordinate precise della Villa Barbaro in relazione al Mercante di Venezia.

E ancora solamente un veneziano e uomo di questa terra poteva descrivere nella loro perfetta caratterialità umana il padovano Petrucchio, i veronesi, le parole tipicamente veneziane, l’indole simpaticamente riottosa di Caterina nella “Bisbetica domata”, tutte caratteristiche che un viaggiatore non poteva azzardatamente aver supposto. Almorò Barbaro visse in incognito accanto a Mary Sidney, la quale giovane vedova non contrasse più matrimonio avendo accanto a sé il nostro che, cardinale latino e Patrizio Veneziano, era nell’impossibilità di manifestarsi. Almorò Barbaro ricompare solamente nell’occasione della sua traslazione a Udine, nella chiesa patriarcale.

Un individuo come Shakespeare, del quale non si ha la minima testimonianza né di scritti né di compagni di viaggio! L’unica cosa che rimane di lui è una firma mal scritta in un testamento…Proprio in un momento in cui i suoi colleghi commediografi ed umanisti lasciano un profluvio di testimonianze scritte autografe!

Il ritrovamento da parte di Martino Zanetti de “La pratica della perspettiva” gli ha permesso di riscontrare solamente due testi giacenti alla Biblioteca Nazionale di Vienna. La sua ricerca prosegue mediante aggregazione di altri studiosi.

Per maggiori info:

Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A.
Via Foscarini, 52 – 31040 Nervesa della Battaglia (TV)
Tel.0422 8891 – info@hausbrandt.comwww.hausbrandt.com

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