Il Marrone del Monfenera

La castagna è il frutto dell’albero del castagno (Castanea sativa,) albero longevo, alto in media dai 15 ai 20 metri che appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Il Castagno e’ originario dell’Europa meridionale, Nord Africa e Asia occidentale. E’ presente anche sulle coste atlantiche del Marocco, sulle rive del mar Caspio e nel sud dell’Inghilterra.

Il castagno ama i terreni profondi, leggeri, permeabili, ricchi di elementi nutritivi, con pH tendenzialmente acido, con poco o privi di calcare. Non sopporta i terreni pesanti e mal drenati. E’ una pianta eliofila, ama i climi temperati, pur sopportando freddi invernali anche molto intensi.

Esistono sul nostro mercato due principali varietà di questo frutto:

– Castagne: sono di numerosissime varietà diffuse nelle diverse zone castanicole italiane, derivano tutte dal castagno europeo.

– Marroni: sono particolarmente ricercati sul mercato. Sono prodotti dall’albero coltivato e sono più grossi rispetto alla castagna, con forma ovale o a cuore.

Il Marrone del Monfenera

Territorio interessato alla produzione: Area del monte Monfenera. Comune di Pederobba (TV)

La storia: Il Monfenera è il monte su cui è sorta e si è sviluppata la castanicoltura della pedemontana, cuore della zona dei marroni di Pederobba. Una terra generosa particolarmente adatta alla coltivazione del castagno grazie alle condizioni climatiche temperate, all’esposizione solatia e arieggiata, alla composizione chimico-fisica del terreno, fattori indispensabili per ottenere marroni di elevata qualità e particolarmente diversi da altri tipi di castagne che si trovano comunemente nel mercato. La fascia dei castagneti si estendende da un’altitudine che va da ca. 200 m. a ca. 600 m. La zona può essere divisa in due: una bassa denominata “ rive” che va da un’altitudine di 250 a 400 m, ed una più alta denominata “ bosco grande” che arriva fino ai 550 m. La coltivazione del castagno è localizzata nella fascia sud. Da più lustri la Mostra Mercato che si tiene ad Ottobre a Pederobba concorre a promuovere i marroni del Monfenera e sta assumendo un ruolo sempre più importante nel rilanciare lo sviluppo della castanicoltura nelle amene colline della Pedemontana del Grappa. Interessanti informazioni si possono ritrovare nel sito web www.marronidelmonfenera.it

Descrizione del prodotto: Il marrone è un frutto di forma ovoidale a buccia striata di colore variabile dal marrone chiaro al bruno scuro. Sulla base del frutto c’e’ un’area chiara detta “ilo”. All’apice la castagna si restringe e i residui del perianzio e degli stili formano la cosiddetta “torcia”. Il frutto si trova protetto da un riccio ricoperto di aculei all’interno del quale si possono trovare 2 o 3 marroni. La parte commestibile del frutto è soda, biancastra all’interno e giallastra all’esterno, avvolta da una sottile pellicola (episperma), ha una pasta farinosa, zuccherina, saporita, consistente, resistente alla cottura, croccante e di sapore dolce. La pezzatura è grossa e di norma varia dai 48 ai 65 frutti per kg.

Processo di produzione: Questa particolare pianta da frutto non richiede nessun trattamento chimico o antiparassitario, per cui il “marrone” resta ancora oggi uno dei pochi frutti assolutamente genuini. Raccolto ancora oggi secondo i vecchi metodi tradizionali, bacchiato con lunghe pertiche di canna, messo a mucchi (rissare) a macerare per venti giorni nel riccio, viene successivamente scelto e confezionato opportunamente. La pulizia del prodotto avviene tramite spazzolatrice e successivamente si provvede al confezionamento in sacchetti retinati della capienza di 5 kg, dopo la selezione e l’eliminazione dei frutti di piccole dimensioni tramite il processo di calibratura. I marroni possono essere conservati in luoghi freschi ed asciutti o in normali celle frigorifere.

Reperibilità: Il periodo di maturazione del prodotto va da metà settembre per le specie più precoci a metà novembre per quelle più tardive. Durante quel periodo e comunque fino a dicembre inoltrato sono reperibili presso qualsiasi mercato della marca trevigiana.

Usi: I marroni sono generalmente consumati arrostiti ma sono ottimi anche lessati e trovano largo impiego in pasticceria. Inoltre è da segnalare la particolare ricetta dei “Mondoi”, cioè i marroni in brodo che un tempo sostituivano la tradizionale minestra.

Fonte: Atlante dei Prodotti tradizionali ed agroalimentari del Veneto – Regione Veneto e Veneto Agricoltura

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Marroni del Monfenera con certificazione IGP

Certificazione IGP per i marroni del Monfenera. Non ci poteva essere soddisfazione più grande a Pederobba tra l’associazione castanicoltori per la denominazione IGP (identificazione geografica protetta) dei famosi Marroni del Monfenera ottenuta proprio mentre era in corso la 35. della mostra Mercato. Ieri mattina infatti è arrivata dal parte del sindaco Raffaele Baratto l’ufficialità in un apposito incontro al quale hanno partecipato gli attori di questo prestigioso traguardo, in primis l’onorevole Giampaolo Dozzo, della commissione europea per l’agricoltura che ha accompagnato l’iter della certificazione fin da quando era sottosegretario al Ministero delle politiche agricole. “Ma l’ IGP non sarebbe sufficiente se non ci fosse un magazzino di lavorazione dei prodotti agricoli a Pederobba”. A fargli eco l’assessore provinciale all’agricoltura Marco Prosdocimo che ha sottolineato come lavorando in sinergia si riescano ad ottenere risultati eccellenti. Per la Regione Veneto è intervenuto il consigliere Amedeo Gerolimetto che ha sottolineato l’importanza dei prodotti IGP all’interno del piano di Sviluppo Rurale della Regione Veneto per i quali c’è un’attenzione particolare. Soddisfazione ha espresso anche Antonio Fragona presidente dell’Associazione Castanicoltori che raccoglie 130 soci, orgoglioso soprattutto del fatto che ogni anno vengono fatti 500 nuovi innesti sulle giovani piante di castagno. Con 2500 castagni censiti nell’area IGP di riferimento (tutti i comuni della Pedemontana del Grappa, dell’Asolano e del Montello) la zona si appresta ad essere una realtà di rilievo nella castanicoltura italiana.

articolo tratto da www.gazzettino.it

articolo collegato: Marrone di Combai

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