Lingua Veneta premiata in Campidoglio: “Migliore risposta a chi insulta una regione” – 6 febbraio

Tullio De Mauro consegnerà a Rita Gusso di Caorle (VE) il primo premio nazionale.

La poesia veneta premiata in Campidoglio:
“Migliore risposta a chi insulta una regione”

La poetessa veneziana vincitrice assoluta del concorso organizzato dall’Unione delle Pro Loco: “La nostra lingua è materia viva, la ricerca poetica la innalza oltre gli archetipi in cui è stata relegata”. Tanti i premi per il Veneto, Follador: “La migliore risposta a polemiche di questi giorni, altro che parlata degli ubriaconi”.

Sarà Tullio De Mauro, il grande linguista italiano, a consegnare venerdi 6 febbraio nella Sala della Protomoteca del Campidoglio in Roma, il Premio letterario nazionale “Salva la tua Lingua Locale” organizzato per il secondo anno dall’Unione delle Pro Loco con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Commissione UNESCO e del Mibact. Una celebrazione che conclude idealmente la Giornata nazionale del Dialetto, celebrata in tutta Italia il 17 gennaio scorso, con iniziative di sensibilizzazione promosse da migliaia di Pro Loco. Il concorso letterario, con giuria di esperti che vede proprio l’ex Ministro De Mauro presidente onorario e il Prof. Pietro Gibellini (Università Cà Foscari di Venezia) come presidente, ha visto primeggiare nella sezione poesia edita Rita Gusso, di Caorle (VE) che ha fatto della ricerca linguistica attorno al dialetto caorlotto l’impegno poetico di oltre un decennio. Il premio, il primo per lei di rilievo nazionale, le verrà assegnato venerdi 6 febbraaio per l’opera “Gris de Luna” (Campanotto, 2013), il suo secondo libro dopo aver pubblicato in diverse antologie (dal 1995 fa parte del collettivo Majakowsji).

Un vero e proprio amore, il suo, verso la lingua madre: “Il caorlotto, con la sua doppia vocale, ha un suono particolare che lo distingue sia dal Veneto che dal Friulano. A lungo ho scritto in italiano, poi ho trovato nella mia lingua lo strumento più adatto per coniugare le mie radici e l’espressione dell’io”. Perché la poesia innalza il dialetto, oltre gli stereotipi: “Potremmo citare Merlin Cocai o Ruzante, ma è solo in tempi recenti che anche la nostra poesia dialettale ha dato spazio all’io, uscendo dal linguaggio popolare o goliardico. Una materia viva che, al di là delle ricerche filologiche che la vorrebbero cristallizzata in forme archetipe, è invece sempre mutevole e da plasmare attraverso neologismi”. Non solo la poetessa Gusso, sono davvero tanti i riconoscimenti giunti agli scrittori in lingua veneta: finalista sempre nella sezione poesia edita anche Renzo Favaron con “Ieri cofà uncuò” e Pier Francesco Uliana con “La casa, la léngua e l’armelinièr”, in dialetto cenedese del Cansiglio (Vittorio Veneto-Treviso). Secondo premio assoluto per la sezione prosa edita a Isidoro Perin, con “Poca tera tanti sass” (Stamperia provincia di Treviso, 2014). A questi si aggiunge il premio nazionaleMichele Benetazzo” per tesi di laurea sul ruolo delle Pro Loco nel Turismo e nella Società, andato a Debora Vangelista di Mirano (Venezia) con “Il ruolo delle Pro Loco nella promozione del patrimonio culturale e immateriale”, Ca’ Foscari: una analisi sul ruolo delle Pro Loco per la valorizzazione di costumi e tradizioni che prende come punto di partenza la realtà della Riviera del Brenta.

Ci sembra la migliore risposta alle polemiche di queste ore contro i veneti, a chi ha definito la nostra lingua la “parlata degli ubriaconi”. Con orgoglio – afferma il presidente dell’Unione delle Pro Loco del Veneto, Giovanni Folladorvedremo salire sul palco tanti scrittori veneti che innalzano il nostro dialetto a valori universali, cercando di seguire l’esempio tracciato da un grande maestro della poesia contemporanea come Andrea Zanzotto. La risposta della cultura, quella vera, fatta di tradizioni e sentimenti, a chi pensa che il linguaggio sia solo pubblicità usa e getta”.

Con buona pace di tutti – ha dichiarato inoltre il Prof. De Mauro il dialetto e le lingue locali, dopo la necessaria campagna di apprendimento della lingua italiana, sono tornate ad occupare il posto che meritano nel patrimonio culturale immateriale del nostro Paese. Attualmente oltre il 50% degli italiani parla bene la lingua nazionale e il dialetto. Ma il dato più importante – ha proseguito l’insigne linguista – è la crescita della consapevolezza che i dialetti non sono merce datata del passato, ma fanno parte dell’immagine dell’Italia nel mondo dove la lingua italiana è conosciuta più per le canzoni come “ ‘O Sole Mio” , cioè in lingua partenopea, che per la bellissima lingua uscita dai vari risciacqui in Arno”.

Dalla raccolta: “Gris de Luna” di Rita Gusso

Pare de soriso

Acua de porto
corde e teraferma
acua de spassio
ocio sfesa che varda lontan,
soto a trasparensa a veo
curva s’ciame lucicanti.
El to mondo fato de salso e rughe
a fadiga che sa spetar
el tenpo del distaco,
i ossi come sassi
sul leto ancora tacà
nel ricordo dea sposa.
Anca ti fiol che porta memoria
co e agreme discoàda
ne l’urna dee me man
che strinxo forte come testimonio
caldo involtoà ne l’inverno:
el mar ghe xé senpre
se alsa e se sbassa
el movimento plasma
el cristal del sal.

– Come stee marine e man.

Padre di sorriso.

Acqua di porto/ corde e terraferma/ acqua di spazio/ occhio fessura che scruta l’ignoto,/ sotto la trasparenza a velo/ curvano squame iridescenti./ Il tuo mondo fatto di salso e rughe/ la fatica che sa aspettare/ il tempo del distacco,/ le ossa come sassi/ sul letto ancora unito/ nel ricordo della sposa./ Anche tu figlio che porta memoria/ con le lacrime disciolta/ nell’urna delle mie mani/ che stringo forte come testimone/ caldo avvolto nell’inverno:// il mare c’è sempre/ si alza e si abbassa/ il movimento plasma/ il cristallo del sale.//
– Come stelle marine le mani.

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