Il Fantasma del Castello:la leggenda di Bianca di Collalto

Del potente e inespugnabile castello di Collalto, sulla collina, a pochi chilometri da Susegana, è rimasto soltanto il grande torrione, parte delle mura, i portali e le poche case del borgo interno e una delle torri, oggi trasformata in campanile. E all’interno delle mura più alte si trova ancora la base di una delle torri distrutte, con il proprio sotterraneo ancora praticabile, chiamato “Prigione della Goccia”; qui venivano imprigionati i nemici e torturati facendo loro cadere sulla testa, lentamente ma costantemente, una goccia d’acqua.

Ancor oggi il luogo è intriso di una umidità che fa rabbrividire.

Come ogni castello che si rispetti, anche il castello di Collalto ha il suo fantasma: BIANCA, LA MURATA VIVA.

La leggenda narra che il conte Colberto Collalto prese in sposa tale Chiara, della famiglia dei Da Camino, anch’essi di origine longobarda, per rappacificare definitivamente l’odio secolare che divideva le due famiglie e che causava battaglie e ostilità a non finire. Probabilmente non fu un matrimonio felice, dato il pessimo carattere di Chiara, estremamente gelosa e irascibile. Per questo, quando capitò l’occasione, Tolberto decise volentieri di partire per la guerra. Il giorno della partenza andò a salutare la moglie, che stava pettinandosi aiutata da una serva, Bianca. Questa, affezionata al padrone, si commosse; la signora vide le lacrime e vide anche che Tolberto salutava la serva con una mano. Non appena il cavaliere se ne fu andato, la perfida Chiara, colma di gelosia, la fece prendere dalle guardie, che la murarono viva in una torre del castello. Ovviamente, al suo ritorno, Tolberto cacciò la moglie malvagia. Si dice che, da allora, il fantasma di Bianca appaia periodicamente ai membri della famiglia Collalto, annunciando gioie oppure, se appare velata di nero, annunciando delle sciagure.

Da “Guida Insolita del Veneto” di Maurizio Vittoria

articolo collegato:  La Provincia di Treviso, Terra di misteri

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Il Castello di Collalto e il Castello di San Salvatore a Susegana


Nel 1312, il conte Rambaldo VIII ottenne per sé e per la sua discendenza dall’imperatore Arrigo VII piena giurisdizione sulle contee di Collalto e San Salvatore, legittimando così la definitiva consacrazione feudale della famiglia Collalto che da allora fu sottoposta solo all’autorità imperiale.

Il castello di Collalto diveniva il capoluogo comitale di un vasto territorio che comprendeva anche le ville di Falzè, Sernaglia, Barbisano e Refrontolo, mentre il castello di San Salvatore amministrava le ville di Susegana, Colfosco e Santa Lucia.
A partire dal 1461 il castello di Collalto fu sede di un monastero francescano voluto da Antonio II, soppresso in età napoleonica ed adibito poi a filanda.

Nelle chiese e nei castelli collaltini operarono già dal primo decennio del 1500 artisti come Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone e Francesco da Milano.

Nel 1806 Napoleone I re d’Italia abolisce l’organizzazione feudale e nasce così il Comune di San Salvador, divenuto successivamente Susegana.
Per Collalto continua un declino inesorabile che porta il capoluogo dell’ormai ex feudo a diventare frazione del Comune di San Pietro di Feletto, e ritornare poi nel 1889, al patrocinio amministrativo del Comune di Susegana.
La Grande Guerra (1915-1918) fece trovare il borgo medievale di Collalto e l’ambito fortificato, con i suoi palazzi, la rocca e la cinta muraria, sotto il tiro delle artiglierie italiane che, come successe per il castello di San Salvatore, per buona parte li distrussero.
Del castello e delle sue mura rimane oggi ben poco, come poco o nulla resta dei palazzi, delle antiche chiese e delle torri di guardia.

Nel 1927, su progetto dell’architetto Domenico Rupolo, venne costruita l’attuale Chiesa di San Giorgio, dopo che quella fatta edificare nel 1851 (la consacrazione del vescovo Manfredo Bellati è del 1857) cadde anch’essa sotto i colpi dell’artiglieria durante la Prima Guerra Mondiale.

Testi di Antonio Menegon – Per ulteriori informazioni: www.collalto.info

Il Castello di San Salvatore a Susegana

Il castello domina il paese di Susegana. La storia di questo maniero, che ha tipico impianto architettonico medievale, è legata alle vicessitudini dei suoi proprietari, la nobile famiglia dei Collalto. Destinato a divenire uno dei più estesi castelli tardomedievali italiani, il Castello di San Salvatore subì pesanti rovine tra il 1917 e il 1918, quando il territorio comunale venne a trovarsi nella zona di occupazione Austro-Tedesca a seguito della rotta di Caporetto e il fronte era attestato sul fiume Piave.

E’ visitabile parzialmente anche nel suo interno.

Susegana è nota nella storia per i Conti di Collato, questi scelsero le vicine colline per edificare i loro castelli. I Conti di Collalto , prima conti di Treviso, più tardi di Nervesa, Collalto, San Salvatore, Rai, Credazzo, Col San Martino, Musestre, sono probabilmente di origine longobarda.
l patriarca di questa famiglia fu Rangbaldus, grande guerriero e abile diplomatico nel periodo di Carlo Magno, nel 1327 , i suoi discendenti divennero conti di Collalto.

Il Castello di Collalto a Susegana

Una strada tra alberi e colline conducono ai ruderi di questo castello distrutto da Endisio I nel 1110. Questi erano i più antichi possedimenti dei Conti di Collalto. Una leggenda narra che Chiara da Camino moglie di Rambaldo VIII di Collalto, colta dalla gelosia, abbia murato viva la damigella Bianca da Collalto; il fantasma di Bianca in certe notti vaga tra le rovine lamentandosi.

Visibili all’esterno i resti della torre principale, parti delle mura e la porta principale.

Informazioni tratte da www.tragol.it

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