La storia si immerge nei Laghi di Revine

Borghi antichi, stretti vicoli, siti archeologici e poesie affisse su piccole pezze tra ninfee e canneti

Alle spalle, un ripido pendio ricoperto di boschi che parte dalle cime delle Prealpi Bellunesi e arriva al fondovalle. Intorno, piccoli borghi antichi che hanno mantenuto gran parte della loro fisionomia, nonostante la strada provinciale che li attraversa. E poi, percorrendo un dedalo di stretti vicoli tra le case in pietra o viottoli scoscesi tra i prati, si arriva allo specchio d’acqua. Anzi, ai due specchi d’acqua, intitolati a San Giorgio e a Santa Maria. Anche se il primo è correntemente chiamato Lago di Lago (in uno strano gioco di parole con il nome della frazione in cui insiste) e sono più noti entrambi come Laghi di Revine.Visitarli in questa stagione, prima dei rigori invernali e dopo la vivacità estiva (che qui significa soprattutto escursionisti locali e turisti dal nord Europa, olandesi in primis), permette di godere di una quiete quasi surreale, in uno scenario ruvidamente romantico e straordinariamente fuori dal tempo. Poesie tra i canneti. In queste miti giornate di novembre, c’è ancora qualcuno che non rinuncia a solcare le acque in canoa o ad attraversare il cielo in parapendio, decollando dal Pian delle Femene per atterrare negli spiazzi attrezzati in riva al lago, senza alcun rumore che scalfisca il morbido silenzio del luogo. Le ninfee sono sfiorite e restano le loro larghe foglie a pelo d’acqua, vicino alle sponde ricoperte da canneti e saliceti suggestivamente disordinati che nascondono ripari artigianali per le barche, numerose delle quali sono solo tirate a secco sulla spiaggetta. Sulla riva opposta, oltre i campi che arrivano quasi sulla sponda, i borghi di Molino di Fratta e Colmaggiore di Tarzo sembrano affiorare qua e là tra gli alberi che l’autunno mite ha appena iniziato a colorare. Percorrendo il sentiero che costeggia il Lago di Lago, s’incontrano piccole pezze di stoffa su cui grafie diverse hanno scritto versi, citazioni, frasi di canzoni d’autore, per poi appenderle a fili tirati tra due alberi, come amache di versi che dondolano. Altri versi sono incisi su sezioni di vecchi tronchi appesi ai pioppi e ai gelsi: sono quelli di Luciano Cecchinel, una delle più autorevoli voci della poesia contemporanea, cittadino di Revine Lago. E tutto contribuisce ad aggiungere poesia alla poesia, rendendo la passeggiata ancora più incantata. In principio era uno. I due laghi, separati da una piccola lingua di terra, sono di origine glaciale (glaciazione di Wurm, dal 30.000 al 13.000 a.C.) e fino al XIII-XIV secolo erano un unico lago circondato da terreno paludoso. Sono state le numerose bonifiche iniziate già in età molto antica a mutare la fisionomia del bacino originale. Le attività agricole e il riporto fluviale hanno progressivamente ristretto, poi, la superficie del Lago di Lago (quello a ovest, il più ampio) tanto che, verso la metà dell’Ottocento, fu necessario approfondire il canale emissario Tajada (1878) e il canale barche che collega i due attuali laghi (1923). Insomma: se la storia geologica è iniziata millenni fa, l’idrologia dei due laghi è stabile solo da qualche decennio.
Le palafitte di Colmaggiore. Fu proprio durante gli scavi del canale delle barche che, nel 1923, fu ritrovata una spada databile alla media età del bronzo (XIV secolo a.C.) che, assieme ad altri piccoli ritrovamenti successivi, fece nascere qualche sospetto sulla valenza archeologica del sito. Ma fu nel 1987 che in località Colmaggiore, a cinquanta metri dallo stesso canale delle barche, fu raccolta da un cittadino di lago una notevole quantità di manufatti preistorici in selce, osso e ceramica assieme a resti di pali di legno. La Soprintendenza archeologica del Veneto e il Gruppo Archeologico del Cenedese stabilirono subito l’eccezionale importanza dei materiali: si trattava del più grosso, e finora unico, insediamento palafitticolo scoperto nel Veneto Orientale, databile tra il tardo Neolitico e l’età del bronzo, ossia dalla fine del IV agli inizi del II secondo millennio a.C.
La preistoria al Livelet.
Per valorizzare le scoperte del sito di Colmaggiore, sulla sponda occidentale del Lago di Lago è stato creato, nel 2007, il Parco Archeologico Didattico del Livelet, con tanto di villaggio palafitticolo ricostruito, corredato da varie strutture coperte e semi-coperte, per laboratori di archeologia imitativa e iniziative didattiche per tutte le età, anche per le scuole. Inoltre, vi si svolgono numerosi concerti e incontri culturali che, sommati alla bellezza del luogo e all’efficienza dell’organizzazione, richiamano ogni anno circa 15.000 visitatori: in una frazione con circa 500 residenti (l’intero comune ne conta circa 2.200), non sono pochi.
Il Parco dei Laghi. È stato formalmente istituito alla fine del 2011, ma si comincia a vedere solo ora, il “Parco dei Laghi e della Vallata” nato da un progetto condiviso tra i Comuni di Revine Lago e Tarzo. Dopo qualche ritardo burocratico, i finanziamenti regionali sono arrivati e sono numerosi i piccoli ma significativi interventi che stanno modificando la fruibilità dell’area senza impatti sul sito. A partire da due distinti anelli ciclo-pedonali attorno ai due bacini, fino ad oggi non attraversabili nel punto in cui il canale unisce i due laghi. È, infatti, in fase di collaudo e sarà inaugurata a breve una passerella tra le due sponde del canale che sarà anche dotata di un punto di osservazione protetto e che unirà, così, i due comuni che si affacciano sui laghi, mentre un pontile galleggiante collega da pochi mesi la spiaggia del lido di Lago con il parco del Livelet. Poi arriveranno anche segnaletica e panchine, un rinnovato punto di ristoro e quindi, com’è auspicabile, anche i turisti. Che negli ultimi anni sono aumentati, sì. Ma che una località così seducente potrebbe richiamare in grande quantità. Sperando non diventino troppi, però. Per non intaccarne l’incanto.

la leggenda

Il mistero del trenino affondato
Un treno in fondo al lago: una leggenda? Forse, ma – come ha documentato lo studioso Lucio Tarzariol – inizia con un fatto storico, ossia che durante l’occupazione del 1918 fu costruita una teleferica che congiungeva Serravalle a Revine, dove si trovava la stazione di una ferrovia a scartamento ridotto che collegava il paese con Cison di Valmarino. La parte meno certa riguarda il trenino affondato durante la ritirata e del quale, nei periodi di secca, si potrebbero intravedere le rotaie.

Nel Giardino Museo della Serenità

Nel centro storico di Tarzo la quiete del lago comincia a confondersi con i rumori della strada. Ma i vecchi gradini in pietra che portano sul retro della casa di Antonio Dal Col conducono in un altro mondo: nel Giardino Museo Bonsai della Serenità (visitabile tutti i giorni), che in autunno aggiunge alla sua magnifica singolarità di centinaia di alberi in miniatura un vero e proprio tripudio di colori di foglie di ogni forma. È un terrazzo di circa mille metri quadri addossato alla collina, fatto di tanti piccoli mondi racchiusi in un vaso, molti dei quali pluripremiati dalla Nippon Bonsai Association e celebri tra gli appassionati di tutto il mondo. Armando vi ha dedicato quasi sessant’anni di ricerca e passione, condivisa con Haina, sua moglie e talentuosa discepola.

il santuario

Sul monte tra dipinti e pellegrini

Il seicentesco Santuario di San Francesco da Paola sorge su una balza del Monte Frascon e custodisce numerosi dipinti di valore (aperto solo nelle domeniche estive). Nel Settecento fu abitato da eremiti e meta di pellegrinaggi, come testimonia anche la salita d’accesso che parte dalla piazza di Revine, affiancata da capitelli votivi della Via Crucis. Durante la Settimana Santa vi si celebra la Passione con una processione dalla parrocchiale al sagrato del Santuario, dove viene rappresentata la Crocifissione.

Passeggiata tra le rovine

I tre castelli abbarbicati sul monte
Anticamente Revine vantava tre castelli. le cui rovine sono ancora oggi visibili sul Monte Frascon, che in realtà è una collina di 380 metri, quindi facilmente raggiungibili con una passeggiata poco impegnativa. Le rovine dei tre castelli sorgono lungo l’antica via che attraverso il Pian delle Femene conduceva in Valbelluna: Castel Major (in località nel “Pra de Palath”), Salt de Casin (che era la fortezza minore. con la tipica base rastremata romana, sita sopra il santuario di S.Francesco) e il Castello di Monte Frascon.

“VA DEE FEMENE”

Un’area da picnic con giochi per bambini Il Sulle rive dei laghi vi sono alcune aree attrezzate a verde pubblico dai comuni di Revine Lago e Tarzo. La più conosciuta è l’area di “Va dee femene” a Colmaggiore di Tarzo (versante sud del lago di Santa Maria) il cui nome ricorda che è stato il varco (tra i canneti) per le lavandaie. Oggi è un’area picnic molto ben mantenuta, con tanti servizi e giochi per i bambini.

come arrivare

In autostrada via A27 – I laghi di Revine si trovano ai piedi del versante meridionale delle Prealpi trevigiane, lungo la strada provinciale che collega Vittorio Veneto a Valdobbiadene. Si possono raggiungere percorrendo l’autostrada A27 fino al casello di Vittorio Veneto nord, per poi seguire la SS51 fino quasi all’ingresso al centro di Vittorio Veneto. Da lì svoltando a destra, sulla SP35, si arriva al primo dei due specchi d’acqua, il lago di Santa Maria.

articolo di Marina Grasso per www.tribunatreviso.it del 9 11 2017

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Ai Cadelach – Hotel Restaurant and Wellness Center

“Ai Cadelach” è un grande complesso alberghiero alle porte di Revine, armoniosamente integrato nella natura e gestito fin dal 1970 dalla famiglia Grava. Nelle due strutture che lo compongono, le antiche pietre originarie si sposano con raffinati elementi di design, mentre gli spazi comuni sono separati dalle camere e dal centro benessere (aperto anche ai non residenti) da un bel giardino con tanto di piscina. Il ristorante elegante e raffinato, con cucina a vista, propone piatti tradizionali e non che esaltano la qualità e la ricercatezza delle materie prime (dalle lumache ai risotti con i porcini, dalla tartare alla zuppa di cipolle). Imperdibili, qui, i secondi di carne alla griglia, tra i quali spicca una fiorentina di rara succulenza.

 Per maggiori info: 

Ai Cadelach – Hotel Restaurant and Wellness Center
Via G. Grava, 2 31020 Revine Lago (TV)
Tel. 0438/523010 (Hotel & Restaurant) – Tel. 0438/524135 (centro benessere)
info@cadelach.it – centrobenessere@cadelach.it – www.cadelach.it

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