Il kiwi di Treviso

La produzione del kiwi in provincia di Treviso si concentra nella zona pedemontana, interessa oltre 300 ettari coltivati ed è contraddistinta da una colorazione bionda, da un’assenza del torsolo centrale e da un equilibrato rapporto zuccheri – acidi che danno al frutto una sapidità particolare.
Il kiwi è reperibile da ottobre a gennaio presso qualsiasi mercato al dettaglio in quasi tutto il territorio regionale.
Il kiwi è buono crudo, tagliato a fettine sottili. È molto utilizzato per guarnire dolci di frutta, ma si sposa bene anchemangiato con prosciutto crudo, meglio se prosciutto d’oca e, sempre a fettine, con trota affumicata. Grazie alle sue qualità organolettiche ed alla particolare ricchezza di vitamina C, superiore anche agli agrumi e alle fragole, il kiwi è destinato a diventare un frutto sempre più presente nella nostra dieta quotidiana.

 

Kiwi di Treviso

La storia: il Kiwi è un frutto esotico originario della Cina del quale si hanno notizie dalla metà del secolo XIX a seguito dei viaggi in Oriente. Largamente coltivato da tempo in Nuova Zelanda è certamente uno dei frutti di più recente introduzione nella nostra alimentazione. La coltivazione del kiwi è iniziata nella provincia di Treviso più di 25 anni fa. Da allora sono stati fatti importanti passi avanti nel miglioramento sia delle varietà, sia per quanto riguarda i sistemi d’impianto. Oggi la coltivazione nella Marca Trevigiana ha raggiunto livelli qualitativi molto elevati.

Descrizione del prodotto: La pianta del kiwi presenta foglie tomentose sulla pagina inferiore per peli stellati e fiori giallo arancio. I frutti invece sono bacche ovali-ellissoidali, misuranti mediamente cm 3 x 3,5, irsute con peli bruni e del peso medio di circa 75 g. La polpa è di colore verde e ricca di piccoli semi neri disposti al centro del frutto; il sapore è delicatamente acidulo e dolce. La produzione proveniente dalla zona pedemontana trevigiana è caratterizzata da una colorazione bionda, da un’assenza del torsolo centrale e da un equilibrato rapporto zuccheri-acidi che danno al frutto una sapidità particolare. Queste caratteristiche distinguono la produzione trevisana da quella nazionale e rendono il prodotto simile a quello neozelandese, pur manifestando un sapore più definito. I frutti provenienti dalla zona pedemontana sono inoltre caratterizzati da un equilibrato rapporto zuccheri-acidi che danno al frutto una sapidità particolare.

Processo di produzione: Il prodotto, specialmente vicino alla fase di maturazione, è molto delicato. In campo la coltura viene protetta da reti antigrandine per evitare ammaccature ai frutti. Il prodotto dopo la raccolta viene confezionato in padella con uno strato ad alveoli singoli per proteggere il frutto e rispettando scrupolosamente le norme di qualità impartite dalla comunità. La preparazione del prodotto per la commercializzazione può essere fatta a mano oppure con calibratrici meccaniche. Il frutto, imballato nelle padelle, può essere conservato nelle celle frigorifere utilizzate per la frutta.

Reperibilità: Da ottobre a gennaio è reperibile presso qualsiasi mercato al dettaglio in quasi tutto il territorio regionale.

Usi: Il kiwi è buono crudo, tagliato a fettine sottili. È molto utilizzato per guarnire dolci di frutta, ma si sposa bene anche mangiato con prosciutto crudo, meglio se prosciutto d’oca e, sempre a fettine, con trota affumicata. Grazie alle sue qualità organolettiche ed alla particolare ricchezza di vitamina C, superiore anche agli agrumi e alle fragole, il Kiwi è destinato a diventare un frutto sempre più presente nella nostra dieta quotidiana.

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