Il pianista Ivo Pogorelich apre la quarantesima edizione degli Incontri Asolani – 1 settembre 2018

Ivo Pogorelich apre la 40° edizione del Festival Asolano di Musica da Camera

INCONTRI ASOLANI

Sabato 1 settembre ore 20,45 – Chiesa di San Gottardo, Asolo

“Quest’uomo è un genio”, affermò senza esitazioni Martha Argerich nel 1980 dopo aver ascoltato l’allora ventiduenne Ivo Pogorelich, che subito dopo intraprese una travolgente carriera internazionale. Ora, dopo tanti successi e lunghi silenzi, recital acclamati e pause di riflessione, il grande pianista croato torna agli Incontri Asolani, dove incantò la platea per la prima volta nel 1989  con il suo universo poetico capace di scardinare consuetudini interpretative secolari.

Interpellato sul suo ritorno asolano, afferma che «l’evoluzione dell’uomo non va fermata, è importante per i cittadini proteggere la propria identità comunale e regionale, ma anche invitare artisti di altri Paesi e condividere la bellezza di Asolo e dell’arte italiana. Ciò crea uno scambio che può solo arricchire la conoscenza e dare buona continuazione agli amanti dell’arte».

Il valore di un musicista si misura anche dalla capacità di mettere insieme un programma di concerto, e quello che Pogorelich propone è ponderato, profondo, di grande intensità emotiva e certo dolore esistenziale, magnificamente articolato in quattro brani eterogenei ma coerenti.

L’Adagio in Si minore K 540 di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sonata per pianoforte n. 23 in Fa minore Op. 57 “Appassionata” di Ludwig van Beethoven, Valse Triste Op. 44 n. 1 di Jean Sibelius e infine la Sonata per pianoforte n. 2 in Si bemolle minore op. 36 di Sergej Rachmaninov.

Incontri Asolani, organizzato e promosso da Asolo Musica Associazione Amici della Musica in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione del Veneto, Provincia di Treviso, Rete Eventi Treviso, Città di Asolo e Parrocchia di Asolo, è reso possibile grazie al sostegno di Pro Gest, Piazzetta, Centromarca Banca, Tenuta 2Castelli e il Signor Innocente Pivetta.

Il Festival proseguirà con altri cinque concerti: martedì 4 settembre il violoncellista e compositore Giovanni Sollima, torna ad Asolo con Fandango, progetto condiviso con Francesco Manara e Federico Guglielmo (violini), Vladimir Mendelssohn (viola) e Luigi Puxeddu (violoncello), volto a evidenziare la modernità della musica settecentesca.

Giovedì 6 settembre Sonig Tchakerian presenterà il suo Effetto Mozart, interpretando con l’Orchestra di Padova e del Veneto tre concerti per violino e orchestra del Maestro di Salisburgo, per i quali Giovanni Sollima ha scritto inedite cadenze dedicandole proprio alla violinista di origine armena.

Un altro sguardo inconsueto alla musica del Settecento la proporrà l’appuntamento di domenica 9 settembre con il programma dedicato a Il Mondo di Giuseppe Tartini: Maestri, amici e rivali interpretato dal trio L’Arte dell’Arco (Federico Guglielmo, violino; Francesco Galligioni, violoncello e Roberto Loreggian, cembalo) nell’ambito del progetto Tartini2020, che intende diffondere la conoscenza del compositore istriano e della sua musica.

Altro gradito ritorno sarà quello, mercoledì 12 settembre, di Mario Brunello insieme al suonatore di dudk, caratteristico strumento a fiato armeno, Gevorg Dabaghyan e alla voce di Francesca Breschi presenta un progetto di sperimentazione e ricerca intitolato Danze, Lacrime e Lamentazioni.

Per concludere il Festival, venerdì 14 settembre Bruno Giuranna, amico da sempre degli “Incontri”, propone un nuovo Incontro Asolano, ossia il frequente appuntamento nel quale uno dei violisti più celebri del mondo divide il palcoscenico di San Gottardo con giovani talentuosi musicisti da lui conosciuti nei concorsi in cui da decenni è chiamato a presiedere la giuria. Conosceremo, così, la violinista Sara Pastine e la pianista Giulia Contaldo: due giovani interpreti già pronte a diventare protagoniste della grande musica di domani.

Ivo Pogorelich

Nato nel 1958 a Belgrado, ha iniziato la sua educazione musicale all’età di sette anni, continuando poi gli studi a Mosca, prima alla Scuola Centrale di Musica per cinque anni e poi al Conservatorio Ciajkovskij. Nel 1976 inizia dei corsi intensivi presso la famosa pianista e pedagoga georgiana Alice Kezeradze, con la quale si sposerà poco tempo dopo mantenendo un profondo legame professionale fino alla sua scomparsa nel 1996.

Ivo Pogorelich si distingue come pianista di raro talento dopo aver vinto nel 1982 il primo premio al Concorso Internazionale di Montreal in Canada, in seguito ai primi premi ricevuti in precedenza presso vari concorsi, tra cui il “Casagrande” in Italia nel 1978.

A consacrarlo come uno dei protagonisti del panorama musicale internazionale fu anche la controversia provocata dalla sua eliminazione dalla finale della Warshaw International Music Competition nel 1980, che provocò il clamoroso abbandono della giuria da parte di Martha Argerich, persuasa della genialità del giovane pianista.

In seguito al debutto al Carnegie Hall di New York nel 1981, Ivo Pogorelich ha suonato trionfalmente negli Stati Uniti, Canada, Europa, Australia, Giappone, America Latina ed Israele, con i più grandi direttori e le più prestigiose orchestre del mondo.

Ivo Pogorelich si è dedicato anche al sostegno della carriera artistica dei giovani musicisti e alla promozione della cultura musicale: nel 1986 ha fondato in Croazia l’Associazione dei Giovani Musicisti, nel 1988 ha inaugurato il Bad Wörishofen Festival in Germania, nel 1993 la Competizione Internazionale per Piano Solo “Ivo Pogorelich” a Pasadena, in California.

Attivo anche nel sociale nel 1994 Pogorelich ha creato la Sarajevo Charitable Foundation con lo scopo di raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale per le Madri ed i Bambini di Sarajevo.

“Pogorelich è comparabile a Horowitz. Ha suonato ogni nota con una tale esattezza, emozione ed espressione. Ci è sembrato di sentire un’orchestra intera. Ha suonato duecento anni in anticipo rispetto al suo tempo.” ha scritto il Los Angeles Times.

Dal 1982 Ivo Pogorelich incide per la Deutsche Grammophon, firmando un contratto esclusivo con la celebre etichetta discografica.  Questa unione darà come risultato una serie di incisioni delle opere di Bach, Beethoven, Brahms, Chopin, Haydn, Liszt, Prokofiev, Ravel, Scarlatti, Schumann, Scriabin e Caikovskij che non passeranno inosservate alla critica mondiale e che gli hanno permesso di guadagnare la fama di uno dei migliori musicisti di tutti i tempi.

INCONTRI ASOLANI 2018

IL CALENDARIO

 

Sabato 1 settembre – ore 20,45

IL RITORNO

Ivo Pogorelich, pianoforte

Musiche di Mozart, Beethoven, Sibelius, Rachmaninov

“Quest’uomo è un genio”, affermò senza esitazioni Martha Argerich nel 1980 dopo aver ascoltato l’allora ventiduenne Ivo Pogorelich, che subito dopo intraprese, infatti, una travolgente carriera internazionale. Ora, dopo tanti successi e lunghi silenzi, recital acclamati e pause di riflessione, il grande pianista croato torna agli Incontri Asolani, dove ha già incantato la platea nel 2010, con il suo universo poetico capace di scardinare consuetudini interpretative secolari.

 

Martedì 4 Settembre – Ore 20,45

FANDANGO

Francesco Manara e Federico Guglielmo, violini

Vladimir Mendelssohn, viola

Giovanni Sollima e Luigi Puxeddu, violoncelli

Musiche di Schubert, Boccherini, Sollima

Cinque archi d’eccellenza per evidenziare la modernità della musica settecentesca, partendo da Schubert e l’unica sua opera-capolavoro per questo organico (Quintetto in Do maggiore). Per proseguire poi con Boccherini, il primo a esplorare le tecniche del violoncello anche con il “Quintettino dello Scacciapensiero” qui proposto e al quale Giovanni Sollima ha dedicato un Fandango, tratto proprio da un’omonima composizione del compositore lucchese.

 

Giovedì 6 settembre – ore 20,45

EFFETTO MOZART

Sonig Tchakerian, violino

Orchestra di Padova e del Veneto

Musiche di Mozart

Tre concerti per violino di Wolfgang Amadeus Mozart (KV 211, 216 e 218) e le cadenze scritte da Giovanni Sollima espressamente per Sonig Tchakerian creano un “Effetto Mozart” unico e innovativo, pur nell’ambito di un repertorio di tradizione. Una proposta classica e sorprendente insieme, come lo sono sempre i progetti della violinista di origine armena, qui in veste di solista e di concertatore dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

 

Domenica 9 settembre – ore 20,45

IL MONDO DI GIUSEPPE TARTINI: MAESTRI, AMICI E RIVALI

L’Arte dell’Arco

Federico Guglielmo, violino

Francesco Galligioni, violoncello

Roberto Loreggian, cembalo

Musiche di Corelli, Vandini, Vivaldi, Tartini, Veracini

Attraverso le opere di quattro musicisti coevi, un’immagine del virtuosismo settecentesco lontana dagli stereotipi, capace di metterne in rilievo la ricerca espressiva, l’esplorazione di colore, la garbata conversazione musicale arricchita di molteplici elementi e non solo del funambolismo degli esecutori. Una proposta che rientra nel progetto Tartini 2020, che intende diffondere la conoscenza di Giuseppe Tartini e della sua musica.

 

Mercoledì 12 settembre – ore 20,45

DANZE, LACRIME E LAMENTAZIONI

Mario Brunello, violoncello

Gevorg Dabaghyan, duduk

Francesca Breschi, voce

Musiche di Monteverdi, Bach, Dowland, Sollima, Salvatore, Komitas, Sharafyan, Yekmalyan

Mario Brunello ama da sempre la sperimentazione, la ricerca, lo studio di ciò che è sconosciuto, avvicinando tradizioni e mondi lontani. In questo concerto, intraprende dialoghi con altre culture in compagnia della voce di Francesca Breschi e di Gevorg Gourgeni Dabaghyan suontore di duduk, strumento tradizionale armeno. Il titolo suggerisce tutto il misticismo acchiuso in questo progetto, un patrimonio sonoro e poetico che si riverbera nelle diversità di secoli, latitudini, significati, sfuggendo ai corsi e ricorsi della storia e proponendosi sempre con inesauribile energia.

 

Venerdì 14 settembre – ore 20,45

INCONTRO ASOLANO

Bruno Giuranna, viola

Sara Pastine, violino

Giulia Contaldo, pianoforte

Musiche di Janacek, Ravel, Brahms

Bruno Giuranna non è solo uno dei violisti più celebri del mondo ed uno dei più fedeli amici di Inconti Asolani. È un amico prezioso che ogni volta porta con sé nuovi giovani talenti. E anche questo suo ritorno a San Gottardo farà scoprire due giovani volti che si candidano autorevolmente ad essere protagonisti delle sale da concerto di domani. Un finale, quindi, dedicato al futuro della grande musica, secondo lo sguardo privilegiato di uno dei suoi più straordinari interpreti.

 

Biglietteria:
Al botteghino da un’ora prima dell’inizio del concerto:

€10 ridotto giovani under 26
€20 soci Asolo Musica
€25 intero

Online (www.boxol.it)
€ 11 ridotto giovani under 26
€ 27,50 intero

Telefonicamente
Al numero 392 4519244 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00
€ 11 ridotto giovani under 26
€ 20 soci Asolo Musica
€ 27,50 intero

Per maggiori informazioni: ASOLO MUSICA
Via Enrico Fermi, 14/E4 – 31011 ASOLO (TV)
Tel. 0423.950150 Fax. 0423.529890 – info@asolomusica.com

www.asolomusica.com

 

QUARANT’ANNI DI “INCONTRI ASOLANI”

In un panorama musicale come quello italiano, dove il sostegno alla musica è sempre più affidato alle cure dei soggetti privati, giungere al ragguardevole traguardo dei quarant’anni è oramai cosa rara, per una rassegna musicale.
Per questo Asolo Musica è particolarmente orgogliosa dei risultati conseguiti con la propria attività, iniziata nel 1976, in particolare per il quarantesimo “compleanno” degli “Incontri Asolani”.
Nata come “Associazione Amici della Musica di Asolo”, ossia come associazione spontanea di appassionati ed operatori del settore, Asolo Musica si è immediatamente imposta come modello e punto di riferimento nel panorama musicale italiano ed internazionale, grazie all’organizzazione di concerti di qualità dal taglio, allora, pressoché inedito.
Quando, nel 1978, Asolo Musica diede vita al Festival Internazionale di musica da camera “Incontri Asolani”, lo fece adottando una formula che anticipava una tendenza di seguito affermatasi: accostare recital di solisti di fama internazionale ad “incontri” degli stessi con altri interpreti per ensemble che realizzavano “da vivo” il concertare, il suonare insieme sia nella inusuale e rilassata cornice delle prove aperte al pubblico, sia nel momento del concerto vero e proprio. “Incontri” in cui, fin dalla prima edizione, musicisti affermati nel mondo furono affiancati sul palcoscenico da giovani talenti, molti dei quali sono poi divenuti a loro volta grandi interpreti oggi acclamati nelle sale da concerto internazionali.
Dopo queste prime esperienze che diedero fama e lustro alla sua attività, e ancora una volta anticipo sui tempi e su altre iniziative simili, Asolo Musica allargò la propria sfera d’azione trovando un fertile terreno nel più complesso ambito regionale: nacque “Cantantibus Organis”, con le sue centinaia di manifestazioni musicali diffuse sul territorio coinvolgendo le altre realtà locali, le associazioni, gli Enti, i gruppi musicali: progetto dal quale nel 1988, nacque il Festival Organistico Internazionale “Città di Treviso e della Marca Trevigiana”, che da trent’anni ospita i più importanti e accreditati organisti internazionali.
Nel frattempo anche il Festival Internazionale di Musica da Camera ampliò i suoi spazi geografici e propose alcune edizioni a Cortina d’Ampezzo: appuntamenti che concentrarono una grande attenzione internazionale attorno al Festival e che confermarono la validità delle iniziative asolane.
Iniziarono, poi, i grandi progetti: l’organizzazione della tournée dell’Europea Comunity Youth Orchestra, esperienza indimenticabile alla presenza del grande compositore Gyorgy Ligeti; i concerti del “Monteverdi Choir and Orchestra”, diretto da John Eliot Gardiner; l’organizzazione dell’articolata esperienza delle orchestra giovanili di Alpe Adria; il concorso internazionale di composizione “Gian Francesco Malipiero”; il percorso di “Musica e Danza nei Musei del Veneto”; i corsi di perfezionamento vocale e strumentale per futuri professionisti della musica.
Nell’ultimo decennio Asolo Musica si è concentrata sulla valorizzazione delle risorse umane, strumentali e strutturali del proprio territorio, divenendo uno strumento d’intervento della Regione Veneto e promuovendone la crescita culturale attraverso l’assistenza amministrativa, la consulenza artistica e la partecipazione economica alle attività musicali.
Un’attività che ha permesso di proporre concerti anche in località dove non esisteva una tradizione di iniziative musicali, nelle quali è cominciata così una programmazione regolare di eventi, arricchendo le opportunità culturali del territorio.
Gli Incontri Asolani, invece, hanno ristretto la loro attività alla suggestiva cornice dell’asolana chiesa di San Gottardo, continuando ad ospitare “i grandi” della musica cameristica internazionale e ad accogliere, per ogni concerto, circa 300-400 ascoltatori in serate speciali sia dal punto di vista artistico, sia sotto il profilo umano. Poiché a San Gottardo i protagonisti suonano a pochi passi dal pubblico che facilmente può condividere con loro le pulsioni della loro musica, il ritmo del loro respiro. E poi, concluso il recital, s’intrattengono informalmente a condividere con la platea le emozioni del concerto, spesso sorseggiando insieme un calice tra i cipressi e le stelle di Asolo, onorando una tradizionale proposta del Festival che – anche questa – contribuisce a rendere gli Incontri Asolani un momento speciale.

ASOLO MUSICA
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Chiesa di San Gottardo ad Asolo

La chiesa di San Gottardo deve il suo nome alla confraternita di flagellanti dedicata al santo che vi fu istituita nel XV secolo. Ma la prima notizia di un convento di Padri Minori lungo il Foresto Vecchio è in un atto di vendita di terreni datato 1254, quando la chiesa era dedicata

Pare che sia lì dalla metà del XIII sec., come attesta un contratto del 1254 dei Padri Minori conventuali che dà notizia di un complesso sacro. E aver dovuto fare a meno di lei per un anno a San Michele arcangelo, poi nota come Sant’Angelo. Una consolidata tradizione, non attestata però da alcun documento dell’epoca, vuole che nel cimitero del convento sia sepolto il beato Arnaldo da Limena, tenuto prigioniero da Ezzelino nella torre Dieda dal 1246 e assistito fino alla morte, avvenuta nel 1255, dai frati di S. Angelo.

Per molti anni fu sede di un convento molto vivace, che offrì ospitalità a numerose personalità di rilievo che soggiornavano in città e divenne anche scuola, dotata di ricchissima biblioteca, per i figli delle più importanti casate asolane. Le fabbriche del convento si disponevano a mezzogiorno della chiesa ed erano organizzate intorno a due chiostri.

La soppressione degli ordini religiosi ordinata da Venezia nel 1769 causò l’abbandono del convento da parte dei frati, la sua vendita al Colledani e infine la caduta in stato di abbandono e degrado che consigliò l’abbattimento delle fatiscenti strutture negli anni tra il 1820 e il 1830. Fu conservata solo la chiesa che passò alle dipendenze della cattedrale.

All’interno della chiesa, oggi sconsacrata, i più antichi interventi decorativi sono della metà del XIV sec., cui un secolo dopo si sovrappose un altro ciclo di affreschi. Opere di pittori vaganti talvolta di estrazione popolareggiante, altre volte di particolare qualità e forza espressiva, come quelli attribuibili a Dario da Treviso (seconda metà del XV sec.)

La tradizione attribuisce la “testa di martire” alla parete sinistra a Paolo Uccello (che risiedette per sette anni nei territori della Serenissima, tra il 1425 e il 1432).



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