Venezia. Due “pastori” e un orologio in piazza dal 1499

Due pastori in piazza S. Marco

Non tutti sanno che in piazza S. Marco a Venezia ci sono due pastori dal 1499, data di costruzione della Torre dell’Orologio. Guardando a destra con la Basilica alle spalle, alzando gli occhi sulla sommità della Torre, spiccano due figure bronzee dette “I Mori”. Il nome deriva dal colore del bronzo ossidato dal tempo, ma osservando le due figure da vicino si potrà notare che i due sono rivestiti di pelle animale, forse di pecora. Uno è più giovane, l’altro è più vecchio. Allo scoccare dell’ora (due minuti prima per il vecchio e due minuti dopo per il giovane) le due figure, ferme sulle gambe eseguono una torsione che permette loro di colpire la campana emettendo un suono molto unico. Il “vecchio” è quello dalla parte destra guardando la torre dalla laguna. E’ grosso, con la barba e si intuisce che è più avanti con gli anni del suo “collega” a sinistra, più magro e senza barba. Quante ne avranno viste da lassù. Se potessero parlare ci racconterebbero sicuramente delle storie interessanti. Magari chissà quante volte il Casanova avrà aspettato il rintocco della campana prima o dopo uno dei suoi incontri amorosi passati alla storia. Olidoro e Migliabecco sono i loro nomi. Oli il vecchio, Miglia il giovane (così li avrebbero accorciati i giovani d’oggi. I nostri amici pastori misurano quasi tre metri ciascuno, proprio come la campana che porta lo stemma dei Barbarigo. La sommità della torre è visitabile prenotando al sito (https://torreorologio.visitmuve.it/) Ingresso solo su prenotazione, con accompagnatore specializzato. L’ingresso è consentito a partire dai 6 anni. Biglietto intero: 12,00 euro Biglietto ridotto: 7,00 euro * Ragazzi dai 6 ai 14 anni; studenti dai 15 ai 25 anni; cittadini over 65; residenti e i nati nel Comune di Venezia; titolari di Carta Rolling Venice; acquirenti dei biglietti per i Musei di Piazza San Marco o Museum Pass; acquirenti del biglietto degli Itinerari Segreti in Palazzo Ducale; membri ICOM; personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC); possessori MUVE Friend Card, possessori biglietto del percorso speciale “I Tesori nascosti del Doge”, titolari di ISIC – International Student Identity Card.   * Online è disponibile solo la riduzione per ragazzi dai 6 ai 14 anni, studenti dai 15 ai 25 anni e over 65. Per le altre riduzioni è necessario presentare un documento che attesti il diritto alla riduzione. Gli acquirenti del biglietto per la Torre dell’Orologio hanno diritto all’ingresso gratuito al Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Sale Monumentali della Biblioteca Marciana.

L’OROLOGIO : Fonte e FOTO CREDIT : (https://www.metropolitano.it/orologio-san-marco-venezia/)

Un orologio? No, un capolavoro di ingegneria e bellezza

L’Orologio dei Mori è nato per indicare l’ora con una sola lancetta. E non su un quadrante di 12 ma di 24 ore. Un quadrante prezioso in oro e smalto blu.
Segna ora, giorno, fasi lunari e zodiaco. Sulla terrazza in cima alla Torre ci sono i Mori che battono le ore con una mazza su una grande campana.
L’orologio è dotato anche di un meccanismo a carillon che si attiva solo nei giorni dell’Epifania e dell’Ascensione. In quelle occasioni, i personaggi della Natività e i Re Magi a ogni scoccare delle ore sfilano da un lato all’altro della piattaforma semicircolare posta sopra il quadrante, rientrando poi nella Torre.

La macchina dell’Orologio

Il cuore dell’intero sistema dell’Orologio è un complicato insieme di ingranaggi situati in una grande struttura metallica a pianta cruciforme posta al centro della Torre, il vero motore del sistema. L’attuale Orologio è stato ricostruito nel1750 da Bartolomeo Ferracina. Il restauro di Gorla a fine anni ‘90 ha modificato significativamente l’originaria macchina, costruita a fine Quattrocento da G. Carlo Rainieri.
Con l’introduzione dell’automazione di ricarica non è infatti più necessaria la presenza stabile di una persona, che prima viveva nella Torre, per farlo funzionare.

La macchina dell’Orologio

Uno dei due Mori in bronzo e la campana dell’Orologio in cima alla Torre

L’Orologio dei Mori: 270 anni di salute

Certo è che l’età si fa sentire e “il paziente” di 270 anni, pur godendo di buona salute, richiede particolare attenzione e cure. Ecco allora che arriva Simonpietro Carraro, “il medico” dell’orologio più celebre in laguna. E’ lui che tiene monitorato il suo funzionamento dal 2007, sempre pronto ad intervenire per ogni necessità. E a raccontare con passione la storia di uno dei simboli di Venezia. Perché l’Orologio dei Mori lo conosce molto bene.Ogni suo componente per lui non ha segreti. Basti pensare che nel 1999, anno in cui in occasione dei 500 anni dalla costruzione della Torre è stato restaurato dall’orologiaio Alberto Gorla, Carraro, chiamato per farne il rilievo analitico, l’ha smontato e rimontato due volte. Ha inventariato e disegnato le migliaia di pezzi che lo compongono, portati poi nel laboratorio del restauratore di Cividale Mantovano.

Un gioiello da preservare

Simonpietro Carraro è un ingegnere meccanico e fin da piccolo ha la passione per l’orologeria.
«Le opere di meccanica – ci dice – hanno bisogno di attenzione e manutenzione, soprattutto perché particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura. L’Orologio gode di buona salute. Per la manutenzione ordinaria lo visito un paio di volte al mese: pulisco e lubrifico gli ingranaggi, stringo viti, controllo che tutto funzioni al meglio.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su twitter
Twitter