Venezia. Dal 1 settembre un museo all’interno delle Gallerie dell’Accademia

Un museo nel museo quello che verrà aperto al pubblico, a partire dall’1 settembre alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, grazie al sostegno della fondazione Venetian Heritage, organizzazione internazionale non profit con sedi a Venezia e New York che agisce nel quadro del Programma Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia. «Dopo aver finanziato l’allestimento permanente delle prime quattro sale del piano terra nel 2015 – spiega Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage– mancavano gli allestimenti dei due grandi saloni monumentali del piano terra e il restauro di alcuni capolavori del XVII e XVIII secolo. Grazie ai nostri sostenitori abbiamo raccolto i 400mila euro necessari».

Percorso espositivo

Le grandi sale 5 e 6, delle rinnovate Gallerie dell’Accademia, ospiteranno uno straordinario percorso espositivo dedicato ai pittori attivi a Venezia nel Seicento e nel Settecento. Un totale di 63 opere, alcune mai esposte prima d’ora e sottoposte a importanti interventi di restauro da poco conclusi, come il vertiginoso Castigo dei serpenti di Giambattista Tiepolo. Un telero di più di 13 metri di lunghezza per 1 metro e 64 di altezza. «L’intervento di restauro – spiega il direttore di Venetian Heritage – è stato finanziato con un contributo di 120.000 euro». L’opera rappresenta un episodio biblico: la punizione dei morsi dei serpenti inflitta da Dio al popolo di Israele dubitoso di Mosè. Il grande dipinto era originariamente collocato sul «barco», il balcone o coro pensile, che attraversava la controfacciata della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano alla Giudecca. Per trasportare l’opera dalle Gallerie al laboratorio della Misericordia è stato necessario eseguire una delicata manovra di rullaggio, ovvero di arrotolamento.

Danni da ripiegamento

Il restauro ha integrato le gravi lacune di colore, verticali e diagonali, che solcavano come una ragnatela l’intera superficie. I danni erano stati causati da un maldestro ripiegamento della tela e piegata come un lenzuolo. La tela, così ripiegata, rimase per molti anni in deposito nella chiesa dei SS. Maria e Liberale a Castelfranco. «Finalmente –prosegue Bergamo Rossi- si potrà ammirare questo capolavoro. L’immediatezza dell’esecuzione di Tiepolo è straordinaria. Si riesce a vedere la velocità delle pennellate. Hanno tentato per secoli di sminuire la sua reputazione, asserendo che fosse un semplice decoratore, mentre qui ci appare tutta la genialità del maestro».

I capolavori esposti

Il restauro è stato dedicato alla memoria di Lawrence D. Lovett, fondatore di Venetian Heritage. Ci saranno anche altri grandi capolavori esposti: «Moltissimi -racconta Bergamo Rossi- a partire dal recupero della splendida Deposizione di Cristo dalla croce dell’artista napoletano Luca Giordano, esposta per la prima volta all’interno della collezione permanente. Giordano arriva da Napoli e vuol far vedere ai veneziani la sua maestria; in quest’opera egli guarda Tiziano. La pulitura ha evidenziato le cromie dei favolosi incarnati che prima non erano visibili». Nel Pantheon della pittura veneta potremo inoltre ammirare, tra le tante opere, Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito capolavoro di Gianantonio Guardi, unica tela di un ciclo di 13 ispirato alla Gerusalemme liberata di Tasso; la Parabola delle Vergini sagge e delle Vergini stolte di Padovanino che sarà presentata per la prima volta al pubblico, riallestita a soffitto com’era originariamente. Info e prenotazioni: www.gallerieaccademia.it e www.venetianheritage.eu.

Articolo di Barbara Codogno tratto da www.corrieredelveneto.it

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