Tino Vettorello Pittore di piatti prelibati. L’arte incontra il gusto della qualità

FARRA DI SOLIGO – Nella stupenda cornice di una Villa Soligo baciata dal sole di una splendida giornata, nel nuovo ristorante gestito dallo “Chef delle Stelle” Tino Vettorello, è andato in onda uno spettacolo di cucina gourmet difficilmente reperibile altrove. Un ristorante che è sicuramente destinato a diventare un punto di riferimento, e sicura porta d’entrata, verso le colline patrimonio Unesco che lo sovrastano con i vigneti in piena fioritura con il loro colore verde intenso che contrasta con il celeste di un cielo terso e sgombro di nuvole. Questo lo scenario nel quale si è esibito il noto Chef , disegnando i suoi piatti quasi fossero creati su una invisibile tela. Una pittura estemporanea e , carica di un gusto nuovo, particolare, ricercato, leggero. I piatti sembravano essere dei piccoli passi di danza di una ballerina della Scala sulle tovaglie bianchissime che facevano da sfondo ai ricercati colori delle entrée. Quello che Tino Vettorello ha certamente dimostrato al Gotha del giornalismo veneto e nazionale, riunito a Villa Soligo martedì’, è la sua maestria nel creare artisticamente dei piatti capaci di mandare in visibilio le papille gustative dei commensali che alla fine di questa unico e incredibile viaggio nel gusto e nell’arte ad esso abbinato, lo hanno applaudito per aver ancora una volta dimostrato, anche se non ce n’era assolutamente bisogno , cosa può’ fare Tino con quel tocco artistico che da anni ormai contraddistingue la sua cucina creativa. “La nostra cucina- Afferma lo chef-Si baserà sull’esperienza del gruppo di lavoro formato da una formidabile squadra di cucina e un eccellente staff di sala con esperienza nazionale ed internazionale. Assieme alla location di questa meravigliosa villa Palladiana e alla mia esperienza maturata in viaggi a scoprire gusti e tradizioni diverse per sposarle con la nostra cucina tradizionale veneta. Come sempre tanta ricerca nel prodotto e delle primizie stagionali, ma anche tanta innovazione legata alla storia del Prosecco, alla coltivazione degli orti, degli asparagi, le castagne, il nostro amato radicchio e alla mia amata cucina veneziana di laguna, tra pesce dell’Alto Adriatico ed erbe spontanee delle barene”

Dalle entrée, al Mosaico di Tonno con salsa di coniglio sedano croccante e quinoa, passando al Raviolo con Branzino e burro affumicato al fieno, limone candito e olive, per finire in bellezza con la Ricciola con patate alla brace, ortiche e salsa curcuma e champagne. Anche i nomi attribuiti ai piatti nella loro ricercatezza hanno contribuito al successo decretatogli dai commensali con un lungo accorato applauso dopo il dolce “Tinomisu’’ rivisitato nome del Tiramisù noto dolce dalle origini venete che spopola in tutte le tavole del pianeta. Tino ha sorpreso, ha colpito nel segno, sia nel gusto che negli abbinamenti cromatici che da anni lo hanno innalzato all’olimpo di uno dei migliori chef del nostro Paese, orgoglio di un Veneto che anche a tavola non è secondo a nessuno. Le ampie tavole rotonde e apparecchiate con gusto e raffinatezza, con tovaglie di candido cotone bianco hanno accolto la sua passerella di sapori e colori. Tutto questo bagnato da un ottimo Prosecco e da vini veneti di qualità superiore, che sono stati scelti per accompagnare ed esaltare i gusti delle portate senza soverchiarne il gusto, ma in un certo modo aggraziandoli ancor di più’ e completandoli. Al termine del convivio, gli invitati hanno visitato Villa Soligo che con questo evento riparte pronta ad accogliere gli ospiti che verranno dopo il periodo buio della pandemia che al pensiero dell’esperienza fatta grazie allo chef Tino, diventa quasi un lontano ricordo e riaccende la speranza della rinascita e della ripartenza nel nome di un’ accoglienza Veneta che fa ben sperare in tempi migliori e più sereni. (pio dal cin)

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