“I Macchiaioli”A Padova fino al 30 giugno

PADOVA – “I MACCHIAIOLI. Capolavori dell’Italia che risorge”, la mostra ospitata a Palazzo Zabarella, a Padova, dal 24 ottobre scorso, viene prorogata al 30 giugno 2021. 

“Una Mostra da non perdere, che racconta di tutti noi, delle nostre emozioni e del nostro valore – afferma  il Presidente della Fondazione Federico Bano annunciando la proroga  – una Mostra Evento che celebra Artisti fuori dagli schemi, liberi e spavaldi, a dispetto delle convenzioni e delle regole del tempo; artisti che amavano dipingere la quotidianità, il valore umano, gli istanti di vita e l’immediatezza di atti ed emozioni con forza, coraggio e voglia di ripartire giorno dopo giorno con rinnovata energia a dispetto di qualsiasi difficoltà. Abbiamo deciso di prorogare la Mostra fino alla fine di giugno per poter dare la possibilità ai visitatori di venire a Palazzo Zabarella e ritrovarsi protagonisti della storia” – conclude il Presidente.

L’esposizione, a cura di Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca, attraverso oltre 100 opere, ha lo scopo di riaprire un capitolo importante della nostra storia artistica, di arricchirlo servendosi di punti di vista insoliti e di una ricerca scientifica rigorosa, attraverso fonti spesso trascurate.

“La mostra – spiega Matteucci – celebra i Macchiaioli alzando il velo proprio su quelle che sono state le antiche collezioni ed i coraggiosi artefici e su tanti aspetti completamente inediti. Un’operazione culturale totalmente coinvolgente e di grande efficacia.”

Puntando su opere iconiche e inedite, i curatori, attraverso lo scandaglio delle antiche fonti, sono risaliti ai primi acquirenti – amatori, cultori, critici, mercanti – che, al di là di ogni convenzione, si sono circondati d’immagini ispirate alla contemporaneità, molte delle quali oggi in mostra. Personaggi come Fiorella Favard de l’Anglade, Isabella Falconer e Giulio de Gori rivestirono il ruolo di veri e prori mecenati, acquistando alle esposizioni o direttamente dagli artisti. Al loro credo si aggiunge quello di alcune famiglie particolarmente sensibili alla pittura come i Fabbroni, i Cecchini e i Bandini che, nei confronti di Lega, hanno dimostrato grande umanità e accoglienza. Infine i critici della lungimiranza di Diego Martelli e Ugo Ojetti che con i loro scritti hanno difeso l’identità stilistica di Abbati, Fattori, Signorini e Zandomeneghi. E poi ancora i mercanti intraprendenti quali Mario Galli ed Enrico Checcucci la cui linea estetica ha privilegiato i protagonisti del Caffè Michelangiolo. 

Da segnalare inoltre il progetto della Fondazione Bano a favore delle scuole, a titolo gratuito, in questo momento così difficile. Palazzo Zabarella è pronto ad accogliere in Mostra i bambini e i ragazzi nonostante il periodo di chiusura!

Sono stati infatti prodotti in questo periodo di lockdown due virtual tour di 20 minuti circa in cui si alternano vedute della Mostra a dettagli di importanti opere (sette per ciascun video); la voce guida (guida specializzata) si concentrerà su temi di vita quotidiana, intimità, lavoro, natura, campagna e animali nel primo tour virtuale rivolto ai bambini di IV e V elementare e I e II mediaFocus del primo video le seguenti opere:

Mietitura del grano nelle montagne di San Marcello” di Odoardo Borrani; “L’elemosina”e Le bambine che fanno le signore” di Silvestro Lega;“Le faccende di casa” di Adriano Cecioni; “Viale con buoi e spaccapietre” di Giovanni Fattori; “Al sole” e “Ritorno dai campi”di Vincenzo Cabianca. Il virtual tour invece rivolto ai ragazzi di III media e delle scuole superiori, partendo dal contesto storico in cui i Macchiaoli si trovarono ad operare, affronta in modo approfondito anche  la tecnica innovativa e rivoluzionaria di questi artisti della rinascita. Queste le opere scelte: “L’elemosina” e “Le bambine che fanno le signore” di Silvestro Lega; “Giovanni Del Greco medico garibaldino soccorre i feriti durante la battaglia di Bezzecca”, “La mena in Maremma” “ Viale con buoi e spaccapietre” di Giovanni Fattori; “Aspettando” e “Ore d’ozio a Riomaggiore” di Telemaco Signorini.

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