Una gita slow a Treviso, lo scrigno del bel vivere

Per una gita slow, fatta di bellezze del territorio,
di architettura, cultura, food&beverage,
Treviso è una magnifica meta.

Per una gita slow, fatta di bellezze del territorio, di architettura, cultura, food&beverage, Treviso è una magnifica meta, tanto in inverno quanto in primavera perché la parola d’ordine è vivere bene.

Treviso con i suoi canali, i suoi affreschi e decori, con le sue boutique di classe con le sue ville e i suoi giardini è un incanto. Un luogo tranquillo, ma frizzante, sarà anche merito del suo prosecco, città di cultura e di raffinato nido dell’architettura, Treviso operosa e motore dell’economia.

Il suo stile medievale è un crescendo di emozioni. Racchiusa ed elegante con il suo salotto buono e luogo dello struscio a tutte le ore della giornata.

Itinerario. Da Ponte S. Martino, vicino alla stazione ferroviaria, attraverso Corso del Popolo, si arriva nel cuore della città, Piazza dei Signori che rosseggia delle gotiche merlature del Palazzo dei Trecento e della Torre civica. Lungo il Calmaggiore si arriva al Duomo, una sovrapposizione di stili su fondazioni romaniche, con candida facciata neoclassica. E poi ancora qualche passo per arrivare alla cattedrale di S. Nicolò che risale al XIII secolo di fianco alla quale la Sala del Capitolo dei Domenicani del Seminario vescovile affrescata da Tommaso Da Modena.

Attraverso le vie ombreggiate della `città giardino`, il Borgo Cavour, dove visitare il Museo civico e, poi, lungo la via Canova con le case medievali che riportano in piazza Duomo.

E se la curiosità non è solo donna, non può mancare un giro alla piazza S. Vito passando davanti alla caratteristica Fontana delle Tette, uno dei simboli della città; sul retro il caratteristico canale dei Buranelli costeggiato da un vicolo porticato. Poco lontana l`altra imponente chiesa romanico – gotica, S. Francesco.

I colori della terra e dell`acqua si incrociano all`isolotto della pescheria, su cui si affaccia Cà dei Carraresi, dov’è possibile ammirare il percorso che racconta la storia dell’India, un appuntamento impedibile e di grande impatto. Prendendo via S. Agostino, eccoci all`ex convento S. Caterina, oggi museo che ospita le storie di S. Orsola affrescate da Tommaso Da Modena. Da qui, attraverso piazza S. Maria Maggiore con l`omonima chiesa, si raggiunge il punto in cui il Sile incontra il Cagnan, a Ponte Dante. La visita sta volgendo al termine, almeno per quanto riguarda la visita del centro, da vedere la sede universitaria, prima ospedale, la Loggia dei Cavalieri, il ponte di Santa Margherita fino al ponte S. Martino il punto di partenza del tour.

E, per chi non si accontenta e dispone ancora di qualche giorno di vacanza, non può mancare un tour nelle meraviglie della provincia fate di arte, cultura, enogastronomia e buon vino.

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