Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio dell’Umanità Unesco

Un territorio da proteggere, conservare e trasmettere
alle generazioni future per il patrimonio culturale
mondiale di eccezionale valore universale.

Domenica 7 luglio 2019. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio dell’Umanità. La 43esima sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, riunita a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ha iscritto le Colline trevigiane nella lista dei paesaggi culturali e naturali da tutelare. Una decisione che è stata presa all’unanimità dai 21 Stati membri del Comitato. I 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano così l’ottavo sito veneto e il 55esimo sito italiano sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela complessivamente 1092 (ora 1093) luoghi “unici” in 167 Paesi. L’Italia, in questo modo, rafforza ulteriormente il suo primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell’umanità.
Il riconoscimento Unesco conferma il valore unico del paesaggio delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, frutto del lavoro dell’uomo in armonia con la natura.

Moavero: “Straordinaria interazione tra attivtà produttiva e natura”

A confermarlo le parole del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: “Le splendide Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi il 55mo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco”. Per Moavero, “si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante”. Il titolare della Farnesina ha poi aggiunto: “Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese”.

Zaia: “Ci avevamo creduto fin dall’inizio”

Non nasconde la sua soddisfazione il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta”, dichiara il Governatore, presente a Baku insieme ai tre consulenti scientifici del dossier della candidatura, Mauro Agnoletti, Amerigo Restucci e Leopoldo Saccon e al presidente dell’Associazione temporanea di scopo per la candidatura, Innocente Nardi. “Il riconoscimento del massimo organismo mondiale per la tutela dei beni culturali – prosegue il presidente – consacra il lavoro di un intero territorio, il laborioso gioco di squadra, creato tra istituzioni, esperti, produttori e abitanti, per identificare e far apprezzare al mondo intero identità, valori e caratteristiche di un paesaggio plasmato dall’attività agricola e che si è conservato integro e autentico attraverso i secoli. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria”.

Centinaio: “Una giornata storica”

Per il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, “oggi è una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera”. Si tratta di “un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale. Una terra dalla quale nascono i frutti che danno vita a uno dei prodotti che più caratterizza l’eccellenza del nostro made in Italy”.

Innocente Nardi: “Grande soddisfazione e immensa gioia

Grande soddisfazione e immensa gioia per l’iscrizione a Patrimonio dell’Umanità delle Colline di Conegliano Valdobbiadene – dichiara Innocente Nardi, Presidente dell’Associazione Temporanea di Scopo “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità” e del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. – “A Baku, l’Assemblea mondiale Unesco ha assegnato alle nostre colline quest’ambito riconoscimento, da oggi quindi rappresentano il 55° sito italiano da proteggere e tutelare per l’unicità del suo paesaggio culturale. Grazie al lavoro svolto da una squadra eccezionale capitanata dal governatore della Regione Veneto Luca Zaia, con il contributo dei Ministeri competenti e l’impeccabile lavoro del comitato scientifico, presieduto da Mauro Agnoletti, e, non ultimo, il supporto della Delegazione italiana Unesco, abbiamo raggiunto questo traguardo. Parlo di traguardo – continua il presidente Nardi – anche se il riconoscimento non rappresenta il punto di arrivo, ma un’importante tappa di un percorso che mira alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico ed agricolo presente in questo piccolo territorio, noto per il suo prodotto principe, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”.

Foto di Arcangelo Piai (www.arcangelopiai.it)

Da oggi l’impegno di tutti sarà rivolto alla conservazione e alla manutenzione dei beni paesaggistici iscritti, con particolare attenzione alle raccomandazioni Unesco per la tutela e la valorizzazione di questi a favore delle future generazioni, in coerenza con l’obiettivo di un equilibrato e armonico sviluppo economico e sociale.
L’obiettivo della valorizzazione comporta lo sviluppo sostenibile dell’area iscritta, possibile grazie a un piano di gestione studiato in accordo tra istituzioni private e pubbliche.
Il paesaggio delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene è il 10° sito al mondo iscritto alla categoria di “paesaggio culturale” ed è caratterizzato da tre attributi unici, basati sulle differenti caratteristiche geomorfologiche e culturali, rispetto agli altri nove territori (Alto Douro – Portogallo, Tokaj – Ungheria, Pico Island – Portogallo, Lavaux – Svizzera, Langhe Roero e Monferrato – Italia, Champagne – Francia, Borgogna – Francia, Saint-Emilion – Francia, Wachau – Austria). Tutti e dieci i siti sono paesaggi culturali evolutivi, il cui risultato visibile è dato dall’interazione uomo-ambiente, un’interazione vitale, in continua evoluzione.

LE TRE FASCE

Sono tre le fasce che contribuiscono a comporre il quadro, racchiuso dentro una cornice così sintetizzata nel documento: «La delimitazione del confine si basa su caratteristiche naturali e vallate che separano le colline dalle Prealpi a nord, il fiume Piave a ovest e il fondo delle colline pedemontane verso la Pianura Padana a sud-est».
La superficie della core zone, cioè della zona principale, si estende su 9.197,45 ettari, comprendendo 12 Comuni: Valdobbiadene, Vidor, Miane, Follina, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Cison di Valmarino, Tarzo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Revine Lago e Vittorio Veneto.
Sono invece passati in buffer zone, vale a dire nella zona cuscinetto, i municipi di Conegliano, Susegana e San Vendemiano.
I restanti fanno parte della commitment area, l’area di impegno, che prevede comunque l’adesione al protocollo d’intesa fondato sulla conservazione del sito nel tempo: Fregona, Sarmede, Cappella Maggiore, Cordignano, Colle Umberto, Godega di Sant’Urbano, San Fior, Codognè, Mareno di Piave, Vazzola, Santa Lucia di Piave, Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia e Segusino.

Le colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio UNESCO!

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