Incontri Asolani 2014 Festival Internazionale di Musica da Camera – Il programma

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Incontri Asolani 2018

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Incontri Asolani 2014 Festival Internazionale
di Musica da Camera

La chiesa di San Gottardo ad Asolo
ospita la 36ma edizione del Festival

Fino al 21 settembre  2014

La grande musica torna a vibrare nell’asolana chiesa di San Gottardo, per la 36ma edizione di Incontri Asolani: un numero che è un’autentica rarità nel panorama delle proposte festivaliere estive dedicate alla musica classica in Italia. Sono otto gli appuntamenti di fine estate con il Festival Internazionale di Musica da Camera concerti che – come sempre – affiancano grandi nomi e giovani talenti, proposte inusuali e capolavori universalmente conosciuti che ancora una volta s’incontreranno nella magia di San Gottardo.

Mercoledì 27 agosto e’ stata la data d’inizio del Festival con il concerto di Mario Brunello e il Signum Saxophone Quartet, nel segno di una collaborazione artistica già concretizzatasi da qualche tempo, e nata proprio agli Incontri Asolani 2013, quando il violoncellista trevigiano sedeva tra il pubblico del concerto del quartetto di sassofonisti che incantò il pubblico di Villa Emo.

Sabato 30 agosto sono saliti sul palco di san Gottardo lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco e il pianista Nazzareno Carusi per un Omaggio a Shakespeare in musica e parole.

Venerdì 5 settembre un altro gradito ritorno agli Incontri, quello della violinista Sonig Tchakerian, protagonista nel 2007 di uno straordinario concerto a solo. Questa volta sarà, invece, con il sassofonista Pietro Tonolo e con l’Orchestra di Padova e del Veneto, per un appassionante programma intitolato Le stagioni e le mezze durante il quale l’esecuzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi saranno intervallate dalle Mezze stagioni scritte ed interpretate da Pietro Tonolo al sax. Dando vita ad un continuum tra barocco e jazz che farà gustare al meglio la libertà inventiva che anima due ambienti musicali forse non così lontani.

Martedì 9 settembre si va Da Vienna a Vienna con il pianista Filippo Gamba e il Gringolts Quartet. L’ensemble raccoltosi intorno a Ilya Gringolts, uno dei più affermati violinisti della sua generazione, proporrà l’ultimo dei quartetti per archi di Schubert che idealmente chiude il periodo della classicità viennese. E poi, con l’espressivo tocco del pianista veronese, interpreterà il Quintetto op. 34 di Brahms, una delle partiture più amate di sempre, in cui la musica viennese scoprì la sua anima romantica.

Giovedì 11 settembre uno straordinario omaggio al canto tricolore con Bianchi, Rossini e Verdi. Un viaggio originale e raffinato nella storia della musica classica (e non solo) italiana. Con la voce e l’autorevole presenza scenica di Elio e il pianoforte di uno dei più talentuosi musicisti italiani: Roberto Prosseda. Dalle arie di Don Giovanni e Barbiere di Siviglia alle odi musicali alla zanzara, al criceto e moscerino, in uno spettacolo caleidoscopico e divertente nel segno della musica di qualità.

Domenica 14 settembre tornerà agli Incontri un amico di sempre: Bruno Giuranna.
Anche questa volta il grande violista si esibirà con una giovane e molto interessante formazione: The Busch Ensemble, trio con pianoforte britannico che si sta distinguendo nel panorama internazionale. Deutsch Schule è il titolo del programma che impegnerà il trio inglese in musiche di Haydn e Mendelssohn, per poi affrontare con la viola di Giuranna il Quartetto di Brahms op.26, una delle più alte pagine della poetica brahmsiana, curiosamente composto proprio quando il Maestro d’Amburgo aveva l’età dei tre musicisti inglesi. Anche quello di Fabrizio Meloni è un felicissimo ritorno agli Incontri: da trent’anni primo clarinetto del Teatro e della Filarmonica della Scala, Meloni nutre infatti un’autentica passione per la musica da camera che lo ha portato anche ad incontrare l’Ars Trio di Roma, con il quale giovedì 18 settembre eseguirà una delle opere più strabilianti della musica del Novecento: il Quartour pour la fin du Temps di Messiaen. Il programma, intitolato Elegie, si completerà poi con il Trio op. 67, n.2 di Šostakovič, opera quasi contemporanea al quartetto di Messiaen, che racconta anch’essa lo smarrimento e il dolore.

Conclusione sgargiante, domenica 21 settembre, con I Virtuosi Italiani e il loro Souvenir d’Italie. Con il virtuosismo del violinista serbo Stefan Milenkovich e la direzione di Alberto Martini (primo violino), una delle orchestre più attive e qualificate del panorama artistico internazionale spazierà da Rossini a Rota, da Paganini a Respighi, per offrire alcune pagine di musica italiana rare da ascoltare. E sicuramente entusiasmanti da scoprire.

Un finale festoso, dunque, per un Festival come sempre poliedrico e ricco di proposte inusuali.

Inizio concerti ore 20.45
Biglietti: interi 25 euro, ridotti 19 euro
Sosta gratuita presso il parcheggio comunale Cipressina
(a 200 metri dalla chiesa di San Gottardo)

Info e fonte: Asolo Musica

Partner dell’evento:

CONTE LOREDAN GASPARINI
Via Martignago Alto 23
31040 Venegazzù del Montello (TV)
Tel. +39 0423 870024
info@loredangasparini.it
www.loredangasparini.it

 

Chiesa di San Gottardo ad Asolo

La chiesa di San Gottardo deve il suo nome alla confraternita di flagellanti dedicata al santo che vi fu istituita nel XV secolo. Ma la prima notizia di un convento di Padri Minori lungo il Foresto Vecchio è in un atto di vendita di terreni datato 1254, quando la chiesa era dedicata

Pare che sia lì dalla metà del XIII sec., come attesta un contratto del 1254 dei Padri Minori conventuali che dà notizia di un complesso sacro. E aver dovuto fare a meno di lei per un anno a San Michele arcangelo, poi nota come Sant’Angelo. Una consolidata tradizione, non attestata però da alcun documento dell’epoca, vuole che nel cimitero del convento sia sepolto il beato Arnaldo da Limena, tenuto prigioniero da Ezzelino nella torre Dieda dal 1246 e assistito fino alla morte, avvenuta nel 1255, dai frati di S. Angelo.

Per molti anni fu sede di un convento molto vivace, che offrì ospitalità a numerose personalità di rilievo che soggiornavano in città e divenne anche scuola, dotata di ricchissima biblioteca, per i figli delle più importanti casate asolane. Le fabbriche del convento si disponevano a mezzogiorno della chiesa ed erano organizzate intorno a due chiostri.

La soppressione degli ordini religiosi ordinata da Venezia nel 1769 causò l’abbandono del convento da parte dei frati, la sua vendita al Colledani e infine la caduta in stato di abbandono e degrado che consigliò l’abbattimento delle fatiscenti strutture negli anni tra il 1820 e il 1830. Fu conservata solo la chiesa che passò alle dipendenze della cattedrale.

All’interno della chiesa, oggi sconsacrata,  i più antichi interventi decorativi sono della metà del XIV sec., cui un secolo dopo si sovrappose un altro ciclo di affreschi. Opere di pittori vaganti talvolta di estrazione popolareggiante, altre volte di particolare qualità e forza espressiva, come quelli attribuibili a Dario da Treviso (seconda metà del XV sec.)

La tradizione attribuisce la “testa di martire” alla parete sinistra a Paolo Uccello (che risiedette per sette anni nei territori della Serenissima, tra il 1425 e il 1432).

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