“Ho fatto centro”: presentata a Ca’ del Poggio l’autobiografia di De Pellegrin

Una vita da Oscar: presentata a Ca’ del Poggio l’autobiografia di De Pellegrin

L’omaggio di Igor Cassina, Alessandra Patelli, Marzio Bruseghin e dell’intera Nazionale paralimpica di tiro con l’arco alla presentazione del libro che il campione azzurro ha scritto con Marco D’Incà e Francesca Mussoi

Le sconfitte sono state i momenti fondamentali della mia carriera: senza di esse, non ci sarebbe stato neanche il resto”. Non te l’aspetteresti, da un atleta che ha vinto tutto quello che c’era da vincere: sei medaglie paralimpiche, sino all’oro di Londra, e oltre 70 titoli italiani, insieme alla soddisfazione di essere stato portabandiera dell’Italia ai Giochi del 2012.

Una vita da Oscar, potremmo definirla. E non è un caso che ieri sera, nella cornice di Ca’ del Poggio Ristorante & Resort, Oscar De Pellegrin abbia ricevuto l’omaggio di tanti sportivi: dall’olimpionico di ginnastica, Igor Cassina, ad Alessandra Patelli, da Marzio Bruseghin al collega d’azzurro Davide Dalla Palma, sino ad arrivare alla “sua” Nazionale paralimpica di tiro con l’arco, rappresentata da atleti e tecnici.

Al centro della scena, l’autobiografia, fresca di stampa, che l’asso bellunese ha scritto insieme a Francesca Mussoi e Marco D’Incà. “Un libro ricco di sfumature, proprio come Oscar”, l’ha definito uno degli autori.

“Ho fatto centro” – questo il titolo del libro – è la storia di un’esistenza: la caduta, la rinascita, il trionfo. Il presentatore della serata, il giornalista bellunese Silvano Cavallet, uno dei primi ad accorgersi del talento di De Pellegrin, ha condotto il pubblico attraverso i momenti salienti della vita di Oscar. Dall’infanzia nel borgo di Sopracroda, “dove l’unico sport era giocare a pallone con una bottiglia vuota di varechina”, sino all’incontro con il destino: l’incidente con il trattore che ha cambiato tutto (“Il giorno più fortunato della mia vita, se penso a ciò che è venuto dopo”). E poi l’inizio della carriera sportiva, prima nel tiro a segno e poi nel tiro con l’arco, dopo che per ingannare il tempo Oscar si era persino appassionato al lavoro a maglia (“Non c’è famiglia a Sopracroda che non abbia una maglia, una sciarpa o un paio di calzini realizzati da lui”).

Il resto è una storia di trionfi, che Oscar spiega non soltanto con la sua buona mira, ma anche con la capacità di allenare la mente, come e più della tecnica.

Dopo quella leggendaria ultima freccia di spareggio con il malese Sanawi che gli ha regalato l’oro paralimpico a Londra, De Pellegrin ha appeso l’arco al fatidico chiodo, ma continua il suo impegno nel mondo dello sport e dei diversamente abili, anche grazie all’associazione da lui stesso fondata, Assi Onlus, “perché lo sport è soprattutto libertà e per tanti ragazzi rappresenta la strada verso la piena autonomia”.

A Ca’ del Poggio, nella serata organizzata in collaborazione con la sezione Aia di Conegliano, rappresentata dal presidente Paolo Dal Cin, c’era anche Willy Fuchsova, il tecnico federale che era al fianco di De Pellegrin nella gara londinese. “Non solo Oscar ha fatto centro, ma continua a farlo con il suo impegno quotidiano”, ha detto Fuchsova. Tutti in piedi. E applausi.

 

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…Ca’ del Poggio, dove il prosecco incontra il mare…

 

C’è il Prosecco. E c’è il mare. Il Ristorante Relais Ca’ del Poggio a San Pietro di Feletto, nel Trevigiano, coniuga alla perfezione le due anime della famiglia Stocco. Quella marinara, che ha portato Fortunato e la moglie Maria Stella ad affrontare una qualificata esperienza di ristorazione a Bibione, prima di trasferirsi a San Pietro di Feletto. E quella collinare, interpretata dai figli Alberto e Marco, che, con l’aiuto dei genitori, hanno fatto propria la tradizione familiare, rivisitandola con un tocco di modernità ed eleganza. Il Ristorante Relais Ca’ del Poggio è aperto a San Pietro di Feletto, lungo la Strada del Prosecco Superiore Docg, dal 18 ottobre 1994, e da allora incontra il crescente favore di una clientela raffinata ed esigente.

Se il panorama sui colli del Prosecco che si ammira dalle sale del Ristorante Relais Ca’ del Poggio va dritto al cuore, il palato degli ospiti della famiglia Stocco è deliziato da una cucina marinara che, grazie alla creatività degli chef Marco Stocco e Vincenzo Vairo, si è ormai imposta all’attenzione dei più severi gourmet. Molto conosciuto nell’ambiente sportivo (in via dei Pascoli, unica salita certificata dalla Federazione Ciclistica Italiana, ribattezzata Muro di Ca’ del Poggio e gemellata con il Muro di Grammont, la leggendaria salita del Giro delle Fiandre, sono transitate le edizioni 2009, 2013 e 2014 del Giro d’Italia e il Campionato Italiano Professionisti del 2010), il Ristorante Relais Ca’ del Poggio dispone di 80 coperti inseriti in un ambiente elegante e al tempo stesso familiare, in cui Alberto Stocco e i suoi collaboratori fanno sentire gli ospiti come a casa loro.

Dal maggio 2013, l’offerta turistica di Ca’ del Poggio è arricchita dall’Hotel Villa del Poggio, una struttura dotata di ogni comfort (e con una meravigliosa terrazza panoramica) che si integra alla perfezione con l’ospitalità offerta dal ristorante, trasformando quest’angolo della Marca Trevigiana – a 60 km da Venezia – in una specie di paradiso per una clientela che ama immergersi nell’atmosfera rilassata ed elegante delle colline del Prosecco. Nelle vicinanze sono disponibili campi da golf e da equitazione, oltre a percorsi naturalistici da esplorare a piedi o con le mountain bike messe a disposizione dall’hotel, per una vacanza all’insegna del benessere e del relax.

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