Le Grotte del Montello

Una esplorazione alla portata di tutti

Il Montello è pieno di grotte naturali, eppure ancora in molti non lo sanno. Sono circa novanta tra grandi, medie e piccole. Si va dagli oltre 8 km di sviluppo del Castel Soto Tera di Volpago (tra le più grandi al mondo nel suo genere) a piccoli anfratti di pochi metri, come il Buoro di Ciano. Io non volevo crederci, l’anno scorso, quando una signora mi raccontò di avere scommesso su questo fatto con un anziano abitante del Colle, che sosteneva di non averne mai vista una, nonostante vivesse lì da sempre. Credo che ciò sembrerà esagerato a molti lettori, eppure questo argomento rimane misterioso ed affascinante. Molta gente dice che sotto terra ci vuole andare ‘solo dopo morta’ ed in questa affermazione sono racchiusi buona parte dei significati evocativi ed ancestrali che riguardano il mondo ipogeo. Si parla del grembo di madre terra, ma anche della porta degli inferi, della tana dei draghi, della casa dei nani di Tolkien nel Signore degli Anelli, come delle avventure di J. Verne nel suo famoso Viaggio al centro della Terra. Celebre la descrizione di Leonardo Da Vinci che, esitando di fronte all’ingresso di una oscura spelonca descrive il conflitto tra curiosità e paura. Ma la caverna è anche il luogo del mito di Platone, è la sede dei mitrei, il luogo in cui nasce Gesù, in cui appare la Madonna… Anche da noi i culti religiosi e le leggende precedono la fase della conoscenza reale e scientifica di questi fenomeni della natura, basti pensare alle leggende delle fate del buoro o all’Eremo di San Girolamo. Lo studio del carsismo sul Montello è decisamente recente. Il libero accesso al colle fu reso possibile solo con la sua sdemanializzazione e ad Antonio Saccardo si devono i primi studi e pubblicazioni, agli albori del secolo scorso, mentre si ha memoria di sistematiche esplorazioni speleologiche solo dal secondo dopoguerra. I gruppi speleo che hanno rilevato l’insieme delle cavità naturali locali nascono solo sul finire degli anni ’60 ed operano tuttora per completare le mappe delle cavità più importanti. Il fenomeno alla base della formazione delle doline, delle valli, delle cavità e sorgenti naturali del Montello, detto carsismo, è particolarmente evidente e rappresentativo. La geomorfologia del colle è, storicamente parlando, anche tra le prime attrattive in termini turistici, ne dà una descrizione il Touring Club Italiano nella sua rivista già nel luglio 1918, appena a ridosso della Battaglia del Solstizio ed ancora in pieno conflitto militare. Ciò è dovuto evidentemente ad alcune caratteristiche peculiari. Il Montello è composto quasi esclusivamente da un conglomerato di ciottoli alluvionali che qui viene chiamato ‘croda’ e seppure la sua origine sia relativamente recente (terziario superiore), l’erosione della roccia calcarea ad opera dell’acqua piovana resa acida dall’anidride carbonica presente in atmosfera (carsismo) è particolarmente accentuata. Ampie doline, più o meno marcate e diffuse ovunque, si alternano con estese valli dalla sezione a ‘V’ (presenti in particolare sul versante centro meridionale del Colle) e con grotte e sorgenti carsiche, queste ultime posizionate prevalentemente sul versante settentrionale ed orientale. Le acque ipogee che defluiscono a Sud si perdono nelle falde di cui l’alta pianura trevigiana è ricca, salvo i pochissimi casi di cui la sorgente del Forame a Giavera è l’esempio più rappresentativo.

La visita alle grotte del Montello è possibile, opportunamente guidati da esperti e dotati di caschi di protezione ed adeguata illuminazione, avendo anche l’accortezza di prevedere un abbigliamento che si possa sporcare di fango e bagnare, oltre a calzature (scarponcini o stivali) adatti allo scopo. Il clima nelle grotte è mite e costante tutto l’anno: 11 gradi circa la temperatura, anche se l’umidità è particolarmente elevata. Se ben organizzata, una escursione speleologica sul Montello è istruttiva, affascinante ed avvincente, senza esporre i partecipanti a particolari pericoli o difficoltà. Sconsiglio vivamente, tuttavia, l’improvvisazione o il ricorso ad accompagnatori non qualificati o non regolarmente abilitati. Se si rispettano queste semplici precauzioni, il divertimento è assicurato!

Articolo di Enrico Tirindelli per il mensile Marca Aperta (2013)

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Le grotte del Montello

Sul Montello, l’attività della natura e il trascorrere del tempo, modellarono il colle con ampie valli a “V” nei versanti centrali, e numerose doline sulla sua superficie, mentre il lavoro di erosione andava a formare le grotte nel sottosuolo.

Sono oltre 60 le grotte naturali che possono essere ammirate poiché comunicanti con l’esterno e per lo più accessibili all’uomo. Le loro dimensioni variano da pochi metri fino agli oltre 8 km del “Castel Soto Tera”, una delle più grandi grotte al mondo in conglomerato.

Numerose di queste cavità, prevalentemente sul versante settentrionale, furono impiegate come ricoveri o postazioni durante la Prima Guerra Mondiale e alcune recano ancora le opere di fortificazione che le hanno profondamente trasformate. Ad esse si affiancano anche diverse cavità artificiali costruite nello stesso periodo ed adibite a postazioni di mitragliatrici o usate come osservatori.

Ma gli ambienti carsici, come il Montello, sono anche ricchi di sorgenti e queste sono presenti in gran numero, sia alle quote più alte che lungo la base. L’abbondanza di acqua e di ricoveri naturali favorì la presenza dell’uomo fin dalla preistoria e numerosi reperti latici, qui ritrovati, sono visibili nei musei locali a testi¬monianza degli antichi cacciatori. Una di queste cavità, forse la più suggestiva, è il “Tavaran Grando” , a Nervesa della Battaglia vicino al Piave, di fronte all’ansa che il fiume fa per aggirare ad est il rilievo e gettarsi definitivamente nella pianura.

Nel medioevo una grotta del Montello fu scelta dall’eremita San Girolamo quale sua dimora e successivamente, nei suoi paraggi, sorse una imponente Certosa. Napoleone ne volle la rovina, ma i suoi resti sono ancora visibili, assieme alla Grotta nella valle delle Tre Fonti.

foto di apertura e articolo tratto da da www.montello.eu

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