Festa dei Carbonai (Poiat) 2017 a Cordignano – 15 e 16 Luglio

Festa dei Carbonai (Poiat) 2017
8-9 luglio e 15-16 luglio

A Villa di Cordignano (TV) in Località Lamar
(Bosco del Cansiglio)

Domenica 9 luglio 2017
inaugurazione e accensione del Pojat (carbonaia)

Ogni anno, nel mese di luglio, la Pro Belvedere collabora con l’Associazione ex Carbonai di Cordignano nell’organizzazione della festa dei Carbonai. La festa ha luogo in località Lamar nella Foresta del Cansiglio, dove e’ stata allestita in modo permanente una ricostruzione delle abitazioni tipiche un tempo utilizzate dai carbonai e le “Pojat“, i tradizionali cumuli di legno, foglie e terra necessari alla produzione del carbone.

La ricostruzione del campo di lavoro del carbonaio inizio’ nel 1983 con la volontà di far conoscere alle nuove generazioni un mestiere ormai scomparso, affinché non si perdesse il bagaglio di cultura e di storia connessi ad uno dei mestieri che per anni rappresento’ uno dei punti di sostentamento delle comunità di Cordignano e dintorni.

L’area e’ sempre aperta alle visite.

Presso il parco tematico, Pojat – Località Lamar, l’associazione Pro Belvedere vi aspetta con ottima carne alla griglia e l’inimitabile frico!

Domenica 9 luglio associazione Prealpi Cansiglio Hiking in collaborazione con l’associazione Pro Belvedere propongono “L’ARTE DI FARE IL CARBONE” : escursione giornaliera per riscoprire l’antica tradizione nel trasformare, con pazienza e maestria, il legno in carbone.
orario: 09.30 – 16.00, difficoltà: media, ritrovo: Valsalega, Fregona TV (46.018628, 12.390368)
quota: 12 €, comprensivi di escursione guidata da Guida Naturalistica coperta da assicurazione RCT (Guide Naturalistiche associate AIGAE), cena esclusa. Gratuita per i minori di 10 anni.
Per info, prenotazioni e note tecniche: Prealpi Cansiglio Hiking snc, 370/1107202 – prealpicansiglio@gmail.com
La prenotazione è obbligatoria e va effettuata entro due giorni dall’uscita; l’escursione verrà svolta al raggiungimento di un numero minimo di iscritti.

 

Le date ufficiali della Festa dei Carbonai
– Festa in Poiat 2017 –
in località Lamar:

sabato 8 luglio: cena
domenica 9 luglio: pranzo e cena
sabato 15 luglio: cena
domenica 16 luglio: pranzo e cena


Per maggiori info:
www.probelvedere.it

Come arrivare

IN AUTO
Dal centro di Villa di Villa di sale verso le colline fino a giungere nei pressi del Castelat, rudere di una antico castello medievale: subito dopo ad un bivio tenere la destra e salire fino a giungere nel bosco del Cansiglio: dopo circa 2 km, trovate il “Poiat” sulla sinistra.

IL SENTIERO DEL PATRIARCA

E’ possibile taggiungere il “Poiat” anche a piedi, percorrendo il sentiero del Patriarca: itinerario prende origine fuori dall’abitato di Villa di Villa, all’altezza della strada del Faidel e consente di vedere i ruderi del Castello di Cordignano, detto Castelat. Lasciando a sinistra il Col Castelir s’arriva in loc. Lamar e si attraversa la strada asfaltata per giungere al “Pojat”.
Si scende lungo Lama Lunga e si arriva a Pian Posocco (530 mt)e si ritorna al castello di Cordignano.
Il percorso segue l’antica via detta “strada del Patriarca”, così chiamata in onore del patriarca di Aquileia Raimondo Della Torre che la fece costruire. La via ha costituito fino al 1500 un asse per la viabilità commerciale pedemontana.

Sentiero n° 1060A Sentiero del Patriarca
Lunghezza : 20 km
Dislivello: 700 mt
Tappe : Castello di Cordignano q.154 – Villa di Villa – Coll’Alt – La Mare q. 879 -Lama del Zei q.346 – Castelir q.353

foto tratta da www.youreporter.it

LA VITA DEL CARBONAIO

La stagione del carbonaio iniziava con la definizioni dei lotti per il taglio del bosco, attraverso delle aste comunali: una volta assegnate le zone boschive intere compagnie di carbonai, all’inizio della primavera, partivano per rimanere sulle montagne a volte anche fino ad autunno inoltrato.
Spesso partivano anche le mogli ed i figli, che potevano rendersi molto utili nei periodi di maggior lavoro, quali ad esempio il taglio della legna e l’estrazione del carbone. I carbonai dovevano adempire a tutte le necessità primarie: per primo, la dimora. Venivano erette in luoghi reputati idonei (importante era la vicinanza dell’acqua) dei casolari detti cason: si trattava di una capanna di legno occupata per la maggior parte da una lettiera costruita con paletti di legni di 5-6 cm di diametro e ricoperta da frasche; a fianco della porta c’era il focolare. L’alimentazione era essenziale: polenta, legumi secchi, formaggio, patate, più raramente uova fresche e verdura di stagione. Le suppellettili venivano create sul posto, lavorando con abilità il legno. L’acqua costituiva il problema principale: era indispensabile oltre che per le necessità umane, anche per spegnere eventuali focolai d’incendio al momento dell’estrazione del carbone. Ove non c’erano pozze naturali (la cui acqua limacciosa andava bollita e filtrata), ci si ingegnava nel recuperare l’acqua piovana. La donna aveva nella vita di una compagnia di carbonai un ruolo essenziale: provvedeva alla vita domestica, alla cucina, all’allevamento di animali, alla cura di un piccolo orto e in più fungevano da aiuto per le attività specifiche della preparazione del carbone.

LA CARBONAIA

La prima operazioni che veniva eseguita appena arrivati nei boschi erano il taglio del legname, che veniva poi trasportato ai bordi della piazzola circolare su cui sarebbe sorta la carbonaia: le impervietà del terreno spesso rendevano il trasporto a spalle l’unica via per portare a destinazione il legname tagliato. Venivano raccolti tutti i rami e la ramaglia con diametro superiore ai 3 cm: il carbonaio tagliava poi i rami più lunghi per renderli tutti della stessa lunghezza, 1 metro e 20 circa, e poi separava i più fini dai più grossi. Una volta livellata la piazzola di terreno, si procedeva all’allestimento della carbonaia: al centro veniva piantato un tronco di qualche metro d’altezza che avrebbe funto da guida per i pezzi di legna disposti uno in fianco all’altro, ma anche per mantenere un foro di comunicazione tra la base ed il vertice della carbonaia. I pezzi di legna venivano disposti dai più sottili ai più grossi, fino ad ottenere una catasta circolare di forma conica con raggio base di 3-4 metri e un altezza di 2-2,5 metri: ogni fessura possibile tra i pezzi di legna andava meticolosamente otturata: successivamente l’intera catasta veniva ricoperta di fogliame, felci e sterpaglie e quindi con del terriccio: quest’ultimo formava uno strato esterno molto compatto e aveva uno spessore di circa 20 cm alla base del cono e circa 20 cm all’apice. In tal modo l’intera catasta diveniva una camera di combustione completamente isolata dall’ossigeno.

IL CARBONE

L’allestimento della carbonaia era così completato: veniva tolto il palo-guida, lasciando così un foro centrale che fungeva da fornelletto. In fianco alla carbonaia veniva acceso un fuoco, per produrre braci ardenti e tizzoni che venivano immessi nella carbonaia (fino ad un metro d’altezza) attraverso il foro che doveva poi essere immediatamente otturato. A piano terra venivano aperti dei fori perché l’ossigeno favorisse la combustione: la carbonaia accesa doveva essere costantemente sorvegliata giorno e notte per evitare incendi causati dall’improvvisa rottura in alcuni punti della camera di combustione, ma anche per alimentare la combustione con dell’altra legna. Quando la legna dal foro centrare si consumava, si scopriva il foro e con una forca si spingeva in basso per dare cibo alla carbonaia. Quindi la carbonaia veniva ricoperta e si praticavano alla base altri fori fino ai 50 cm da terra. La carbonizzazione non derivava dalla combustione della legna, ma dalla sua cottura, cioè dalla fuoriuscita dalla legna dell’acqua che si trasformava all’esterno in fumo dapprima biancastro e denso e via via che saliva sempre più azzurrino: quando non fuoriusciva più fumo la carbonaia era cotta. Veniva quindi estratto il carbone, ancora rovente: in caso di incendio di interveniva con acqua e terra. Il carbone andava a questo punto pulito dalle mondezze di terra e corpi estranei e poi si passava all’insaccatura: venivano adoperati dei sacchi di juta dalla capacità di 27-36 kg ciascuno. Una volta pieni i sacchi venivano portato a mano o con degli asini fino ad una carrareccia dove passavano delle mani di un commerciante li caricava sui carri.

Info tratte da www.probelvedere.it

Alloggi Agrituristici “Le Vignole” a Cordignano (Tv)

alloggio situato ai piedi delle Prealpi trevigiane, a Pinidello di Cordignano.

Alloggi Agrituristici “Le Vignole”
Strada dei Lavina n.7, Pinidello di Cordignano (TV)
cell. 333/4348966 – fax 0438/999667 – www.alloggilevignole.itinfo@alloggilevignole.it

Gli Alloggi Agrituristici “Le Vignole” sono il risultato di un accurato restauro di un’antica casa rurale per soggiorni business, d’affari, per fiere o per vacanze. Gli alloggi offrono un servizio ricettivo con tutti i comfort necessari presentando quattro appartamenti con due ingressi indipendenti e sei camere con bagno privato e servizio di prima colazione a buffet.

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Bed and Breakfast La Ghiandaia a San Biagio di Callalta

la ghiandaia casa dietro

Il B&B La Ghiandaia
ha riservato speciali tariffe per coloro che parteciperanno all’evento

Per maggiori info: B&B La Ghiandaia
via Bredariol 17 – 31048 San Biagio di Callalta (TV)
+39 3478899600 – info@beblaghiandaia.it www.beblaghiandaia.it

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MiniGuide e Mappe Turistiche della Marca Trevigiana in pdf
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