Giuseppe De Nittis protagonista a Palazzo Zabarella – Padova, 19 gennaio – 26 maggio 2013

Giuseppe De Nittis protagonista a Padova, Palazzo Zabarella, 19 gennaio – 26 maggio 2013. “Una mostra come questa a De Nittis non è mai stata dedicata”. Federico Bano, forte dell’elenco dei capolavori che i prestatori internazionali hanno già garantito, lo può affermare senza timori di smentita. Il numero, ma soprattutto la qualità delle opere già assicurate alla mostra sono tali da farla considerare come la più importante che mai sia stata dedicata a De Nittis.
L’esposizione voluta da Fondazione Bano e che aprirà la stagione espositiva 2013 di Palazzo Zabarella, prende avvio da quanto emerso dalla grande celebrazione che all’artista ha recentemente dedicato il Petit Palais, per andare oltre. Approfondendo finalmente in modo esaustivo la figura di quello che a pieno titolo si annovera tra gli artisti europei di maggior rilievo di tutto l’Ottocento. A consentire queste ulteriori prospettive di ricerca e di riflessione intorno a De Nittis concorre anche il recupero di opere dell’artista non presenti nella imponente mostra parigina, alcune delle quali ignote anche alla critica.

La mostra promossa da Fondazione Bano e Fondazione Antonveneta è curata da Emanuela Angiuli e da Fernando Mazzocca.

Giuseppe De Nittis, L’amazzone al Bois de Boulogne, 1875 ca.
Olio su tela, cm. 31,5×42 – Genova, Raccolte Frugone

Con la sua arte e il suo fascino tutto italiano Giuseppe De Nittis affascinò la Parigi delle Esposizioni Universali. A quella del 1878, l’ultima prima della sua prematura scomparsa, era presente con ben 11 opere, segno dell’enorme considerazione di cui godeva. Si confrontava, alla pari, con Degas e Monet e gli Impressionisti sapendo cogliere il meglio delle loro novità ma interpretandole con gusto e sensibilità del tutto originali. L’italien era amato dalla critica e le sue tele ambite dal grande collezionismo internazionale. Sposato con una brillante francese, Léontine, la sua casa parigina era il punto di incontro di artisti, intellettuali e dell’alta società. Un artista di successo, quindi, in una città, Parigi, che in questi decenni era la vera capitale culturale e artistica del mondo. Il suo era un successo veramente meritato e duramente conquistato. Nato a Barletta, presto orfano di entrambi i genitori, viene cresciuto dai nonni, insieme ai fratelli. La sua immediata vocazione per l’arte è osteggiata dai parenti che la considerano una perdita di tempo. Caparbio, riesce comunque ad andare a Scuola di pittura a Napoli, poi si sposta a Firenze dove fa proprie le novità dei Macchiaioli. Poi, a 21 anni, va a Parigi dove “incontra fortuna e amore” e qui rimane, salvo qualche importante soggiorno a Londra di cui ci ha lasciato vedute bellissime, sino alla morte ad appena 38 anni. E’ un artista italiano e allo stesso tempo internazionale. Sa far proprie le novità della pittura macchiaiola e poi degli amici Impressionisti ma anche gli influssi dell’Arte giapponese, metabolizzando il tutto alla luce della sua particolare sensibilità. Non c’è tema che egli non tratti, dal paesaggio, alle scene di interno, ai ritratti di uomini ma soprattutto di belle donne, in questo è avvicinabile a Boldini, altro protagonista italiano della scena parigina. Per questa mostra sono state selezionate e ottenute le opere veramente fondamentali dell’artista, provenienti dalla Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” di Barletta (cui furono lasciate dalla vedova), come dai grandi musei francesi o da esclusive collezioni private. Di questi dipinti, molti di grande formato e rari, alcuni vengono esposti adesso per la prima volta. Raccontano un mondo e una società in veloce cambiamento, colte con tecnica raffinata e profondità psicologica. Sono vedute, dipinte en plein air, come facevano gli Impressionisti, sulla loro Senna ma anche alle falde del Vesuvio e lungo il Tamigi. Poi la vita frenetica dei boulevards, i divertimenti e il tempo libero nei grandi parchi, il vitalismo che si respirava nelle corse dei cavalli e negli altri luoghi della mondanità, poi la vita dei salotti à la page, primo fra tutti quello della Principessa Matilde. Sono la fragranza, la vitalità, l’intensità di un’epoca quelle che De Nittis fa rivivere, mirabilmente, sulle pareti di Palazzo Zabarella. Grazie ad una mostra che, più di ogni altra precedente, rende giustizia alla grandezza dell’artista, un pittore che incanta e seduce coniugando i nuovi fermenti europei alla grandezza della tradizione italiana. Che fa una pittura capace di trasmettere emozione, vitalità, gusto, sia che si tratti di ritratti, di scene d’interno che di paesaggi urbani o bucolici.

info e prenotazioni 049.87.53.100

DE NITTIS
Padova, Palazzo Zabarella (Via San Francesco, 27 – Padova)
19 gennaio – 26 maggio 2013

Prenotazioni:
INGRESSO MOSTRA Padova, Palazzo Zabarella Via degli Zabarella, 14
ORARIO
Dal martedì alla domenica 9.30 – 19.00 La biglietteria chiude 45 minuti prima.
Chiuso i lunedì non festivi
BIGLIETTI Intero    € 12,00 –  Ridotto     € 9,00
Over 65 anni, soci FAI, insegnanti in attività, forze dell’ordine e militari con tessera di riconoscimento, clienti Gruppo Montepaschi, viaggiatori Trenitalia in possesso di biglietto Alta velocità Frecciargento, ES* City Frecciabianca, IC ed Exp con destinazione Padova e titolari di Cartafreccia.
Ridotto speciale    €6,00
Ragazzi dai 6 ai 18 anni, studenti fino ai 25 anni, titolari Padova Card, titolari “Carta Giovani – Studiare a Padova Card”.
Ingresso gratuito – Bambini fino ai 5 anni compiuti (non in gruppo scolastico), giornalisti con tesserino, guide autorizzate di Padova, accompagnatore di visitatore diversamente abile.
Le tariffe ridotte/gratuità vengono applicate presentando un documento, tessera o badge che attesti il diritto alla riduzione/omaggio.

PRENOTAZIONE € 1,00 a persona (obbligatoria per gruppi e scolaresche)

VISITE GUIDATE E GRUPPI
– Gruppi € 110.00, scuole € 50.00 (tariffa non applicata a scuole di specializzazione e scuole di adulti; per visite effettuate il sabato e la domenica viene applicata la tariffa dei gruppi)
– Scuole fino a 25 alunni visita € 50.00 + € 6.00 biglietto singolo partecipante + € 1 di prevendita + 2 gratuità per gli insegnanti senza prevendita. (tot 27 pax)
– Gruppi da 15 a 25 persone max , visita € 110.00 + € 9.00 biglietto singolo partecipante + € 1 di prevendita + 1 gratuità per capogruppo senza prevendita
Con esclusione delle scuole, le visite guidate per i gruppi verranno effettuate con l’ausilio di un apparato microfonico e cuffie personalizzate. Questo servizio è compreso nel costo della visita guidata. Per i gruppi con guida propria è obbligatorio il noleggio di apparecchiature audio per un costo di € 50.00 *Le scuole che non si servono per le visite di personale incaricato dalla Fondazione Bano devono avvalersi del proprio personale docente. Non sono consentite visite guidate se non autorizzate dalla Direzione.

GUARDAROBA
Gratuito. Obbligatorio per valigie, borse, zaini, caschi, ombrelli e oggetti il cui ingombro sia ritenuto pericoloso dal personale di sorveglianza. Non sono ammessi all’interno delle sale passeggini, animali, cibi e bevande.

AUDIOGUIDE
È disponibile il servizio di noleggio audioguide in italiano e inglese al costo di € 5.00 (audioguida singola); € 8.00 (audioguida doppia)

PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
CALL CENTER Tel. +39 049 8753100 Fax +39 049 8752959 – prenotazioni@palazzozabarella.it –  www.zabarella.it

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Biografia Giuseppe De Nittis

Giuseppe De Nittis nasce a Barletta il 25 febbraio 1846, dove trascorre l’infanzia segnata dalla perdita prematura dei genitori. A quattordici anni si trasferisce a Napoli con i fratelli, frequenta l’Istituto di Belle Arti dal quale, dopo due anni, viene espulso a causa della sua insofferenza verso metodi di insegnamento e stilemi artistici che gli appaiono vecchi ed anacronistici. La libertà conquistata lo porta a vivere un rapporto diretto e inebriante con la campagna e il mare, i soggetti pittorici più amati nel corso degli anni ’60. Dall’amicizia con Adriano Cecioni e Domenico Morelli, che eserciteranno una notevole influenza sulla sua formazione, nasce, assieme ad altri artisti napoletani, il sodalizio della “Scuola di Resina” o “Repubblica di Portici”. Dopo una parentesi fiorentina, caratterizzata dagli incontri con i macchiaioli, Giuseppe arriva a Parigi nel 1867. Trasferitosi definitivamente l’anno successivo, conosce Meissonier, il mercante d’arte Goupil, che molto contribuirà alla sua fortuna futura, il tedesco Reitlinger. A ventitre anni sposa Léontine Gruvelle con la quale vive nella villetta della Jonchère, poi in Avenue de l’Imperatrice. Al 1869 risale la prima esposizione denittisiana al Salon, cui ne seguiranno altre fino al 1879. Nel 1871 la guerra franco-prussiana lo costringe a tornare a Napoli, quindi definitivamente a Parigi con frequenti ritorni nel Sud, fra Napoli e Barletta. L’esposizione del 1872 segna un successo straordinario con La strada da Brindisi a Barletta, mentre è del 1874 la sua partecipazione alla prima mostra degli Impressionisti presso lo studio del fotografo Nadar. Nello stesso anno si reca a Londra, dove ritornerà periodicamente, su invito del banchiere Kaye Knowles che gli commissiona una serie di vedute londinesi. Le frequentazioni con l’artista anglo-francese Tissot, ormai ricco e celebre negli ambienti londinesi, esercitano una notevole influenza sul linguaggio pittorico di Giuseppe, ormai definito “pittore delle parigine”. Le sue donne, sempre à la page, si muovono nei grandi parchi, lungo le passeggiate, alle corse, nei salotti, nelle stanze delle ricche dimore borghesi. Anche la cura dedicata ai particolari dell’abbigliamento rivela i segni di una femminilità percepita e rappresentata attraverso una sottile quanto raffinata indagine psicologica. La modella principale è Leontine, colta negli ambienti domestici, nei ritratti, nelle scene en plein air, nei luoghi della mondanità e del divertimento. Del 1876 è Place des Pyramides con cui, due anni dopo, partecipa all’Esposizione Universale dove espone, tra le altre opere, La National Gallery a Londra, Piccadilly, Westminster, Il ritorno dalle corse, e riceve la medaglia d’onore d’oro assieme al titolo di Cavaliere della Legion d’Onore . La partecipazione alla mostra organizzata al Cercle des Mirlitons, nel 1881, con Le corse ad Auteuil e altri quindici grandi pastelli segna un altro clamoroso riconoscimento da parte del pubblico e della critica.
La sua casa diventa il luogo d’incontro dell’élite culturale franco-britannica, frequentata da Degas, Manet, Zola, Herédia, Dumas figlio, de Goncourt. Pur continuando a frequentare Napoli e Barletta con ricorrenti, a volte lunghi soggiorni, è la capitale francese la città d’elezione che incide profondamente nelle scelte d’arte e di vita del giovane barlettano. Reitlinger prima, in seguito Goupil, gli consentono di entrare nel mercato di facoltosi collezionisti che gli permetteranno, anche sotto il profilo economico, di affermarsi fra gli artisti di successo più quotati. L’amicizia con Manet, Degas, Tissot, Caillebotte, Morisot e scrittori quali i de Goncourt, Daudet, Duranty, Claretie, arricchiscono, negli anni di maggior successo, i ricevimenti del sabato sera nel salotto più ricercato della Parigi degli artisti, degli intellettuali, dell’aristocrazia. Il Museo del Luxenbourg compra Le rovine delle Tuileries, prima opera in assoluto di un artista italiano moderno ad entrare in una collezione pubblica francese.. L’ultima partecipazione al Salon è del 1884 con La guardiana delle oche, Foglie d’autunno e Colazione in giardino
Giuseppe De Nittis muore improvvisamente a soli 38 anni nel 1884, a Saint Germain-en Laye.

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