Da Ponte a Ponte, un itinerario tra i due ponti sulla Piave: Vidor e Ponte della Priula

Da Ponte A Ponte è un susseguirsi di sentieri che collega Vidor a Susegana, un itinerario tra i due ponti sulla Piave: Vidor e Ponte della Priula. Inaugurato nell’ottobre del 2014 in occasione del centenario della Grande Guerra, segue tutto il fronte Austro-Ungarico che costeggiava le sponde del Fiume Sacro alla Patria. Un importate progetto realizzato dal GruppoCasaPiave fruibile ora da chiunque, appassionati degli eventi della Prima Guerra Mondiale o di percorsi naturalistici.

Partendo da Vidor visitate Col Castello, dove un tempo sorgeva un castello degli Ezzelino, distrutto completamente nel XVI secolo, ora sorge un memoriale dedicato ai caduti della Grande Guerra. Tra la vegetazione compare di tanto in tanto l’entrata di una trincea ben segnalata dai cartelli descrittivi. Qualche passo attraverso piccoli sentieri suggestivi e raggiungete Col Marcon caratterizzato da ottimi punti di osservazione, un tempo atti al controllo del nemico italiano. La vista spazia dal Ponte di Vidor fin su sul Monte Grappa, in un alternarsi di colline e avvallamenti interrotti di tanto in tanto dal letto del fiume. Un paio di trincee e cartelli esplicativi risultano fondamentali per cogliere i punti d’interesse.

Scendendo da Col Marcon l’Abbazia benedettina di Santa Bona fa bella mostra di sé. Sorta nel XII sec. subì danni importanti durante il conflitto mondiale tanto che ora di originali rimangono la chiesa ed il chiostro. Essendo privata, risulta difficile poterne visitare gli interni, quindi se vi capita l’occasione, non lasciatevela sfuggire.

Oh Signor da Vidor ciolé la barca e vegnéme a cior;
che quel da Zian l’é’n poro can;
quel da Bigolin l’é massa picinin;
quel da Col nol me vol e de quel da Onigo no me fido!

Una stradina sterrata sembra perdersi nella campagna ancora un po’ assonnata di una domenica mattina. Lambisce campi pronti per la coltivazione primaverile, sfiora un gelso, che suo malgrado deve aver visto quelle cruente battaglie di 100 anni fa, per poi accompagnarci fin sul greto della Piave, le cui acque ci accompagnano fino all’Isola dei Morti a Moriago. Un’oasi di pace e tranquillità, nota perchè da qui ebbe inizio l’offensiva della sanguinosa Battaglia del Solstizio costata la vita a migliaia di giovani vite.

La piccola Fontigo ospita una raccolta di materiale bellico, donata dalla popolazione locale e ben conservata presso il Museo della Grande Guerra. Aperto la domenica dalle 15.00-19.00, mentre negli altri giorni è su prenotazione tel. +39 0438 966356 – Ingresso gratuito.

In pochi minuti le Fontane Bianche ci accolgono in tutto il loro splendore. Risorgive indipendenti allo scorrere della Piave sono caratterizzate da acque sempre copiose e cristalline, che sgorgano tra la vegetazione abbondante in questa zona. Dei ponticelli e piccoli passaggi in legno rendono ancor più magico questo angolo di paradiso. Un groviglio di vegetazione e risorgive che si trasforma in un ambiente ideale per la fauna stanziale o di passo.

Lentamente come il fluire delle acque si arriva a Falzè di Piave, dove ammirare due grotte naturali e il monumento  di Tre Arditi all’Assalto di Giovanni Possamai datato 1921. Un memoriale caratterizzato dalla forza del movimento dei soldati, una concezione totalmente diversa dall’ideale fascista e sarà proprio la propensione anti regime dello scultore a procurargli diversi problemi.

 

L’itinerario completo si snoda su sentieri per un totale di 25/30 km, che prosegue fino a Susegana e può essere suddiviso in percorsi più brevi nel caso risulti troppo impegnativo. Tenete presente che i percorsi non sono ad anello, quindi dovrete prevedere di ritornare indietro a piedi per la stessa strada oppure se siete in un gruppo, lasciate un’auto nel punto in cui intendete arrivare per poi poter tornare indietro agevolmente. Credo che rifarò lo stesso percorso anche con la bella stagione per sentire lo sprigionarsi dei profumi della primavera e magari cogliendo qualche altro aneddoto sulla Grande Guerra.

Articolo e foto tratti da www.aroundandabouttreviso.com

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