Cogli la prima mela di Cristiana Sparvoli – Ricette e curiosita’ sul frutto più antico e salutare del mondo – 11 novembre, presentazione alla Libreria Lovat di Villorba

Cogli la prima mela

Ricette e curiosita’
sul frutto più antico e salutare del mondo

di Cristiana Sparvoli

Editoriale Programma

Presentazione ufficiale alla Libreria Lovat di Villorba
11 novembre alle 18.30

La mela: protagonista dl innumerevoli proverbi, frutto favorito dalla letteratura, fiore all’occhiello delle colture del nord Italia, cibo tanto antico quanto versatile. Un trattato melicolo e melivoro per saperne di più sulle varietà provenienti dal nostro paese e non solo, per scoprire l’appartenenza storica del pomo e le sue infinite declinazioni culinarie, caserecce o stellate che siano.

Titolo: Cogli la prima mela. Ricette e curiosità sul frutto più antico e salutare del mondo
Autore: Sparvoli Cristiana

Prezzo di copertina: € 9,00
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Dati: 2016, 160 p., ill., brossura
Editore: Editoriale Programma – collana Cucina e ricettari

 

 

 

 

 

 

di Flavio Birri

“Una mela al giorno toglie il medico di torno”. Così affermava J.T. Stinson, in occasione dell’esposizione di St.Louis, sintetizzando in una frase gli effetti benefici sulla salute attribuiti al frutto del melo. Benefici a tutto campo anche per la mente, se è vero che, osservando la traiettoria della caduta di una mela, Isaac Newton formulò la teoria della forza di gravità.
Del resto, il frutto ha la sua bella forma sferica che ricorda la Terra e forse per questo ha sempre avuto un forte significato simbolico. Si potrebbe partire dal dono che Gaia fece a Zeus ed Hera in onore delle loro nozze: un albero di mele d’oro collocato nel giardino delle Esperidi, i cui frutti furono l’oggetto del desiderio per antonomasia. Dalla storia di Atalanta e Ippomene, alla scelta di Paride che portò al rapimento di Elena e alla guerra di Troia; o all’impresa di Eracle, una delle celebri “dodici fatiche”, finalizzata appunto alla conquista di questi frutti. Della mitologia greca alla tradizione biblica è sempre la mela che nasce dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male: portatrice della promessa di sapienza che porta Adamo a trasgredire il volere di Dio, al punto da essere cacciato dal Giardino dell’Eden.

In ogni caso le sono attribuiti significati piuttosto contrapposti tra loro: simbolo di realtà positive quali fertilità, ricchezza, salute e saggezza, per contro diventa una rappresentazione iconica della tentazione, che porta a peccare persino al cospetto di Dio.

La mela, insomma, compagna dell’uomo, nel corso dei secoli è presente nelle bisacce dei contadini come in quelle dei soldati, per diffondersi ovunque nel mondo attraversando guerre e colonizzazioni. Poi, in epoca recente, affronta anche la feroce selezione del mercato che fa avanzare determinate qualità a discapito di altre, anche se ora, in nome dell’agro-biodiversità, si tenta il faticoso recupero degli antichi meleti.

I ricettari, anche i più antichi, tengono in considerazione i “pomi”. Prendiamo una citazione dal quattrocentesco Libro de arte coquinaria, composto da Maestro Martino, che coniuga chiarezza espositiva con facilità di realizzazione: “Per fare altre frittelle di pomi. Monda et netta le poma molto bene, et falle cocere allesso o sotto la brascia, et cavatene fora quello duro di mezo [torsolo] pistarale [pestale] molto bene et inseme gli mettirai un poco de lievito et un poco di fiore di farina, et del zuccaro; et fa’ le frittelle frigendole in bono olio”.

Anche l’arte non è insensibile alla sua forma sensuale. Difficile immaginare cosa sarebbe il celeberrimo “Canestro di frutta” del Caravaggio senza la mela, volutamente realistica e quindi compiuta nella sua buccia imperfetta. Per non parlare dell’Arcimboldo, che della mela commuta l’essenza vegetale rendendola parte del corpo umano. Anche il Canova materializza l’immagine sublime della bellezza femminile facendo tenere in mano, a Paolina Borghese, il “pomo d’oro” come richiamo simbolico alla dea Afrodite. Mentre Magritte, in chiave moderna, nel suo quadro la ”Grande Guerra” usa una bella mela verde per coprire il volto dell’uomo in bombetta.

Concludendo, quale dono migliore da parte di Gaia, Madre Terra, se non la mela? Ecco, è partendo da questo che l’autrice, penna attenta e curiosa gourmet, ci racconta le tante gustose declinazioni culinarie di un frutto che si è fatto mito.

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Cristiana Sparvoli

Cristiana Sparvoli è giornalista professionista in un quotidiano di Treviso. Come autrice si è specializzata in pubblicazioni dedicate alla cultura gastronomica, alle tradizioni culinarie e alla storia popolare tratta dalle memorie personali di anziane e anziani ospiti delle case di riposo delle province di Treviso, Belluno e Verona. Con la Editoriale Programma ha pubblicato nel 2013 “Radicchi stellari. Ricette d’autore e storie di chef ’ e nel 2014 ha collaborato con Antometta Marsoni, su incarico della stessa, per la stesura del suo “memoriale”.

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