Il cavallo veneto e la sua bardatura – a Oderzo dal 23 al 25 novembre 2018

“Figlio del lampo, degno di un re. Un cavallo veneto da Oderzo e la sua bardatura”

Il nuovo allestimento dei preziosi reperti viene inaugurato sabato 24 novembre al Museo archeologico “Eno Bellis” di Oderzo. 

Al Museo Eno Bellis di Oderzo tre giorni dedicati alla bardatura dell’animale ritrovata nella necropoli pre-romana vicino all’Opera Pia Moro: il nuovo allestimento sarà inaugurato sabato 24 novembre 2018.

Nuova luce su uno dei reperti più misteriosi e affascinanti del Museo Archeologico, la bardatura del cavallo veneto ritrovata nella necropoli pre-romana individuata vicino all’Opera Pia Moro. Dal 23 al 25 novembre il Museo Eno Bellis ospiterà una tre-giorni sotto il segno di Figlio del lampo, degno di un re: un cavallo veneto da Oderzo e la sua bardatura. Sono previste una giornata di studi (23/11), un nuovo allestimento (24/11) e un laboratorio didattico per bambini (25/11).

Era il marzo 2005 quando, proprio a pochi passi dal Museo, gli archeologi scoprirono il prezioso manufatto, eccezionale nel suo genere, che negli ultimi mesi, sottoposto a nuovi e approfonditi studi, torna agli occhi del pubblico in un nuovo allestimento.

Le sepolture equine costituiscono un aspetto importante della ritualità funeraria veneta preromana, che considerava i cavalli simboli di potere e ricchezza, sia in vita che dopo la morte, e forse proprio per questo i loro resti rivivono ancora oggi.

Le ricerche hanno messo in rilievo l’importanza del cavallo nella cultura veneta, come testimoniano le evidenze funerarie, le rappresentazioni di cavalli nelle decorazioni di vasi e in numerosi oggetti e, non ultimo, le fonti storiche.

La necropoli dell’Opera Pia Moro, attiva tra la fine del VI e il IV secolo a.C., ha infatti restituito, oltre a numerosi tumuli, due tombe di cavalli, e il cavallo della tomba 49 è particolarmente rilevante, perché deposto con la bardatura in ferro e bronzo.

I recenti studi dedicati a questo straordinario ritrovamento, insieme al nuovo allestimento, sono l’occasione per celebrarne la riscoperta: l’appuntamento è dunque per sabato 24, alle 17.30 al Museo.

«Considerando che il ritrovamento della sepoltura di un cavallo con la sua bardatura – spiega la direttrice del museo Bellis Marta Mascardiè già di per sé un evento eccezionale, poiché presuppone un rituale, che comporta generalmente l’uccisione del cavallo, questo tipo di bardatura è l’unica in Italia».

La bardatura è stata ricomposta e adagiata sopra una splendida testa bianca, ricavata dal calco dello scheletro per opera del maestro, scenografo teatrale, Sergio Tavagna, che ne restituisce nell’espressione e nel portamento l’antica fierezza.

A corredo dell’esposizione si può inoltre ammirare una vetrina con reperti del contesto rituale (lance, anelli, scudi, spade) legato al ritrovamento di sette scheletri di cavalli (IV e III sec. a. c.) a Caporetto, prestata dal museo di Tolmino (Slovenia) fino al 19 gennaio.

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