Castello di Roncade – Nel cuore del castello c’è la villa dove invecchiano i grandi rossi

Nel cuore del castello c’è la villa
dove invecchiano i grandi rossi.

Il proprietario Ciani Bassetti vuole valorizzare la storica dimora con visite guidate e iniziative.

Una parte è riservata all’agriturismo,
i terreni erano già coltivati a vigne da mezzo millennio.

Il Castello di Roncade, elegante villa veneta del ‘500, è oggi il simbolo di una delle più importanti cantine della Marca e luogo di grandi eventi.

Dici castello e subito immagini un maniero feudale, una fortezza dalle possenti mura di cinta, inespugnabile. Poi vedi il Castello di Roncade, elegante villa veneta del 500, fondata dalla famiglia veneziana Giustiniani, e capisci che si tratta di un esempio unico. Di qui, durante la I Guerra Mondiale, passò anche il giovane Ernest Hemingway, volontario sulle autoambulanze dell’America Red Cross. «Villa Giustinian, più comunemente conosciuta come Castello di Roncade – spiega Claudio Ciani Bassetti, della famiglia proprietaria – è una delle rare ville venete circondata da mura. Non si tratta di mura difensive, bensì di cinta. La villa fu infatti edificata in un periodo di pace, che la Repubblica Serenissima battezzò Pax Veneta».

LA STORIA Partiamo proprio dalle mura merlate, con due alti torrioni centrali e due torri laterali, per esplorare questo gioiello architettonico, dal 1930 proprietà della famiglia trentina dei baroni Ciani Bassetti. «I più importanti studi sulla Villa sono di Mario Botter e del professor Douglas Lewis della National Gallery di Washington; sembrano che il progetto delle mura sia attribuile a Fra’ Giocondo, lo stesso che intervenne sulla mura di Treviso». Superando il varco di ingresso, sullo sfondo colpisce la villa padronale, elegante e leggera, circondata da un ampio giardino sorvegliato da immobili statue di soldati veneziani, gli Schiavoni; su entrambi i lati, due barchesse. «Il fascino di questo luogo – continua Claudio Ciani Bassetti – deriva dall’aver mantenuto nei secoli la vocazione agricola, che continua oggi nella cantina, che qui ha il suo quartier generale. La villa è completamente abitata; fino a tre anni fa, tutta la filiera della vinificazione era realizzata qui; ora, le lavorazioni sono state spostate poco distante, ma abbiamo mantenuto la cantina per l’invecchiamento dei vini rossi in barrique». A quale scopo fu fondata la Villa? «La nobile famiglia Giustiniani, considerando il declino della vocazione commerciale di Venezia, decise di investire in un’azienda agricola di campagna. Al suo interno, vi lavoravano centinaia di persone, su centinaia di ettari. Al posto del giardino del Castello, dobbiamo immaginare un’aia, con gli animali da cortile e il mercato agricolo; sotto i portici delle barchesse, le attività correlate e le botteghe artigiane».

LE PRODUZIONI Quali erano le produzioni agricole del tempo? «Cereali, compreso il riso. Con la scoperta dell’America, fu introdotto il mais, che sconfisse la fame, ma introdusse la pellagra. Poi, per l’economia della zona erano fondamentali il baco da seta e la vite, già nel 1500. I terreni qui intorno, specie la zona di via Pantiera, già allora producevano ottimi vini. Consideriamo che il vino, fino alla metà del 900, era un alimento a tutti gli effetti. La razione giornaliera di un salariato si aggirava sui 4-5 litri al giorno». Per quanto riguarda i bachi, erano alimentati con il gelso, una pianta oramai scomparsa. «Esatto. Dietro la villa, in base a stampe antiche, stiamo ripristinando l’antico brolo, un’area a metà tra orto e frutteto. Ci saranno anche le piante di gelso, che nelle ville venete simboleggiavano prosperità, poiché la seta portava ricchezza».

LA VALORIZZAZIONE La famiglia Ciani Bassetti, come sta cercando di valorizzare la Villa? «Oltre alla cantina, conosciuta fin dagli anni 60, cerchiamo di aprire la villa al pubblico: con visite guidate, con eventi ad hoc, collaborando con varie iniziative culturali con associazioni locali e con il Comune. Infine, con l’agriturismo, che consente ai turisti di dormire in Castello». Oltre alle mura, c’è una particolarità del Castello che lo rende unico? «L’orologio sul frontone, del 500, uno dei più d’antichi d’Italia, ancora funzionante, quasi identico a quello di piazza San Marco a Venezia. Segna le ore, lo zodiaco, le fasi lunari. Insieme al battito delle campane, per secoli fu l’orologio di riferimento per l’intera comunità di Roncade».

Gli eventi

Una mostra mercato del made in Italy

Al Castello di Roncade l’avvento della primavera e dell’autunno si festeggiano con una mostra-mercato di eccellenze del made in Italy. Gli artigiani ed i florovivaisti partecipanti – oltre 80 espositori, da tutta Italia – sono selezionati con grande attenzione dai proprietari della Villa. A quanti pagano il biglietto d’ingresso, viene offerta anche una bottiglia di vino in omaggio. Oltre alla mostra-mercato, gli eventi Primavera in Castello e Autunno in Castello prevedono per i più piccoli alcuni laboratori di artigianato artistico e di giocoleria circense.

IL LIBRO

«Colossali soldati difendono torrioni di suggestiva bellezza»

Mario Botter, il celebre restauratore e pittore trevigiano, era molto legato a Villa Giustinian. I Ciani Bassetti gli affidarono infatti i lavori di sistemazione del Castello, come racconta nel volume La Villa Giustinian di Roncade, edito nel 1955, primo volume delle Piccole Monografie delle Ville Venete, collana della Libreria Editrice Canova di Treviso.

ANTICHI DOCUMENTI «Del vecchio castello feudale, appartenuto alla Famiglia Sanzi scrive Botter resta si può dire solo il tracciato, essendo, probabilmente, tutto il presente complesso costruito dai Giustiniani, quando ne vennero in possesso, verso la fine del secolo XV. Castello è chiamato nei vecchi documenti, e tuttora dagli abitanti della zona e dai turisti di passaggio, colpiti dalla severità della muraglia di nudo mattone e dalla romantica suggestiva bellezza dei torrioni. Ma il carattere guerresco viene accresciuto da un’opera assai più recente. Un’intera compagnia di fedelissimi Schiavoni. I colossali soldati, dai lungi baffi spioventi, con gli archibugi», statue in pietra d’Istria attribuite allo scultore Alessandro Vittoria (XVI secolo). Quindi Botter prosegue con la descrizione della villa, che «si erge su un alto podio, come un classico tempio, cui si accede per ampia scalea. Una duplice loggia dalle grandi arcate a tutto sesto, sostenute da eleganti colonne toscane in pietra d’Istria e sormontata da frontone a timpano, forma il corpo centrale. Le pareti della loggia reale sono affrescate con larghe fasce decorative a girali e putti, e con mascheroni sotto le finestre. Tutto è trattato con una tavolozza semplice e calda, che in certe ore, specie al tramonto, dona alla facciata dei riflessi d’oro zecchino».

LE ORIGINI Botter si dilunga inoltre sulla storia dell’illustre famiglia Giustinian, «di origine antichissima. I Giustiniani di Venezia discendono da Giustiniano, che dopo aver fondato Capodistria, nel 728 si trasferì a Malamocco». Gerolamo Giustinian nel 1493 contrasse matrimonio con la giovane e ricchissima Agnesina Badoer, «amante delle belle arti, che contribuì con consigli e danari alla fabbrica di Roncade. Non è facile indovinare di quali artisti si siano valsi i committenti per concretare i loro progetti. La tradizione popolare assegna al Sansovino il disegno della villa». Un documento del 1536 dimostra che «in quell’anno la principesca dimora era terminata in tutte le sue parti. Caso piuttosto raro, da allora nessuna innovazione degna di rilievo avvenne nel grande complesso formato dalla cinta, dall’abitazione e dal giardino, tranne la costruzione della chiesetta, e l’abbassamento del muro sulla linea del fabbricato principale».

articoli di Federica Florian per www.gazzettino.it del 27 1 2018

Per maggiori info:
Castello di Roncade
Via Roma, 141 – 31056 Roncade (TV)
Tel. 0422 708736 – +39 3383997644 – info@castellodironcade.com

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Castello di Roncade

Un antico fossato e potenti mura medioevali smerlate, con tozze torri quadrate agli angoli e armoniose torri circolari ai lati del portale d’ingresso, racchiudono una villa veneta cinquecentesca di austera eleganza. Caratterizzata da una loggia ad archi sovrapposti, per la sua architettura viene considerata tra i primi esempi di villa veneta.

Il giardino si trova all’interno delle mura, in uno spazio pressoché quadrato con un viale lungo il perimetro, dove si aprono i locali dell’attuale azienda vitivinicola. A cadenzare il percorso dal portale d’ingresso sino alla villa lungo il viale centrale c’è un piccolo esercito di statue secentesche che rappresentano fanti dell’esercito della Serenissima. Lo spazio verde appare molto più grande di quanto non sia per la presenza di quattro alberi monumentali – due Magnolia grandiflora e due Cedrus libani disposti specularmente – che hanno assunto un portamento espanso grandioso. Hanno oltre un secolo anche gli esemplari di Lagerstroemia indica che ornano ai lati la scalinata prospicente la villa. Un giardino all’italiana fa da invito alla cappella privata che conserva il busto in terracotta dei primi proprietari, i nobili veneziani Gerolamo Giustinian e Agnesina Badoer. Alle spalle dell’edificio il giardino prosegue per un breve tratto ancora con grandi alberature di pregio, tra cui Taxodium e cipressi lungo il fossato. Poco oltre prende il sopravvento la campagna con i filari di vite che testimoniano l’attuale vocazione della proprietà.

Estinto a fine Ottocento il ramo della famiglia Giustinian che aveva abitato la villa per secoli, la proprietà in abbandono è stata acquistata nel 1930 dal barone Tito Ciani Bassetti che ha valorizzato i terreni con la coltivazione della vite. Oggi il nipote Vincenzo con il figlio Claudio dividono le cure tra la conservazione del bene e la produzione di vini di eccellenza e aprono all’ospitalità internazionale con il bed & breakfast allestito in una delle torri d’angolo.

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