Il ‘Castelir’ o ‘Castelat’ di Villa di Villa a Cordignano

Il castelir, detto anche castelat, è un castello diroccato a nord-est della frazione di Villa di Villa di Cordignano.
Il colle presenta una cima tronca formante una spianata concava, rettangolare, con orientamento est-ovest, delimitata da una cornice di sassi. Castelir deriva dal latino “castellarium” termine con il quale i Romani indicavano le costruzioni in muratura che videro erette tra il Veneto ed il vicino Friuli Venezia Giulia. Altre fonti sostengono che il Castelir fosse stato di proprietà di una popolazione originaria dell’Istria pervenuta fino a Cordignano e che venne in contatto con i Veneti Antichi. Uno studio archeologico in loco, degli anni ‘80, ha riportato alla luce molti reperti delle varie epoche. Nel 1983 venne scoperta una fondazione larga due metri formata da pietre disposte secondo un certo schema. Ad est si eleva un terrapieno formato dalla terra asportata alla cima. Visto lo stato del Castelir e le poche informazioni disponibili non risulta possibile stabilire con certezza le fattezze originali della costruzione.

Il castelir si trova in via Col Alt, Cordignano.

Tratto da COLLE CASTELIR. UN POSSIBILE PARCO ARCHEOLOGICO
di Sante Gai del Gruppo Archeologico di Cordignano

Il colle Castelir ha un’altitudine di 353,6 m. Si trova a nord-est delle Prealpi trevigiane, alle pendici del Cansiglio, nel comune di Cordignano in provincia di Treviso (frazione di Villa di Villa). Castelir deriva dal latino “castellarium” termine con cui i romani chiamavano le costruzioni edificate a scopo difensivo sulle cime di alcune colline, risalenti al periodo dell’età del bronzo. Le sue origini risalgono a circa 100 milioni di anni fa ed è composto da fossili di organismi marini, come i coralli, molluschi, alghe e protozoi, fissatisi e depositati sul fondo del mare e che diedero forma alla barriera corallina in seguito emersa a causa dello spostamento a nord della zolla terrestre africana verso l’Europa, formando per innalzamento le montagne del Cansiglio fino al monte Cavallo. Il carbonato di calcio di cui è composta la collina viene attualmente sfruttato sia dal comune di Cordignano attraverso gallerie scavate nella roccia , sia dal comune di Caneva con cave a cielo aperto che hanno creato un enorme buco nella collina, causa di un degrado ambientale attualmente inarrestabile.
Il Castelir è il punto più avanzato verso la pianura di tutta la pedemontana di nord-est, infatti è visibile dal ponte di Dignano sul fiume Tagliamento e da ovest oltre il fiume Piave dal Montello. Poche sono le case costruite sulla collina e si trovano per la maggior parte sul versante nord-ovest, perché su questo lato il declivio scende più dolcemente. Una sola costruzione si trova in prossimità della cima, un tempo casa colonica, ora ristrutturata ed adibita ad abitazione civile. La collina venne utilizzata dall’uomo per lo più per il pascolo nei pendii e nei piccoli prati ricavati su avvallamenti e terrazzi opera dell’uomo costruiti sin dall’antichità, recintati da muri a secco per delimitarne le proprietà, per fermare eventuali dilavamenti o per sostegno dei terrazzamenti. Attualmente dopo l’abbandono dell’uomo numerose piante crescono abbondantemente su quasi tutta la collina. Nel versante di sud-est si trovano boschetti e cespugli di carpini, acacie, querce, faggi noccioli, ginepri. Nel versante nord vi sono boschi di castagni. Ad ovest verso la cima e vicino alle “casere” abbandonate sono stati impiantati vigneti d’uva squisita e alberi di una qualità selvatica di fico nero, un tempo fonte di reddito per gli abitanti, ed il corniolo. Attualmente verso sud viene coltivato anche l’ulivo, riconosciuto come qualità pregiata.
La collina è popolata ora da una ricca varietà di animali selvatici, ci sono: caprioli, volpi, lepri, tassi, serpenti innocui e molti uccelli tra cui alcuni rapaci come piccoli falchi e poiane. In basso sulle pareti delle cave si trovano alcuni barbagianni. Tutto questo fa del Castelir un habitat meraviglioso. Questa collina fin dall’antichità è sempre stata abitata e venerata dall’uomo, sia per la posizione strategica, sia per il clima mite anche d’inverno, sia per le molte sorgenti che sgorgavano alle sue pendici. Numerosi sono i manufatti rinvenuti, di diverse epoche storiche. I primi ritrovamenti risalgono al 1885 ad opera del dottor A. Dal Bon, il quale segnalava di aver trovato sul Castelir cocci di vaso, ossa la vorate, punte di freccia in selce e un idoletto in bronzo di epoca celtica Dagli anni ’70 del novecento in poi, in loco, vennero raccolti vari reperti: monete romane e laminette raffiguranti bovini e cavalli e 4 bronzetti simboleggianti guerrieri ignudi, un quantitativo non indifferente di materiale archeologico che identificherà il sito come “Stipe Votiva di Villa di Villa” di epoca paleoveneta (ora visibile nel Museo del Cenedese di Vittorio Veneto), ceramiche del periodo dell’età del bronzo e del ferro, scheletri  umani con il corredo funerario del periodo Altomedioevale, che passano alla cronaca come Sepolcreto di Stevenà, resti di mura a secco dallo spessore di 1,50 metri e si ipotizza che fossero appartenute ad una struttura di difesa di un’epoca non ancora identificata. Il prof. Romano Giuliano in uno studio sui castellieri ha individuato al centro della spianata sulla cima del Castelir una composizione di pietre in calcare disposte a forma di triangolo la cui linea immaginaria parte dalla punta e attraversa a metà la base prosegue diritta fino al terrapieno costruito ad est della cima: in questo punto sorge il sole nel solstizio d’inverno. Sul luogo votivo sono stati rinvenuti materiali archeologici appartenenti ad ex voto di epoca paleoveneta e romana.


L’escursione

Sentiero 1060/A – Sentiero del Patriarca

L’itinerario, o meglio gli itinerari dato che si decrivono i sentieri 1060 e 1060A, segue la via che partendo da Sarone (Caneva) raggiungeva il Cansiglio e l’Alpago. La parte che attraversa Cordignago prende origine fuori dall’abitato di Villa di Villa, all’altezza della strada del Faidel e consente di vedere i ruderi del Castello di Cordignano, detto Castelat. Lasciando a sinistra il Col Castelir s’arriva in loc. La Mar e si attraversa la strada asfaltata per giungere al “Pojat”, spiazzo dove è stato ricostruito un ambiente tipico del tempo dei carbonai. Si va a Coll’Alt e poi si scende lungo Lama Lunga fino a Pian Posocco. Dopo 400 m da M.ga Salamina si svolta a destra e si passa C. Bianca; immettendosi sulla provinciale del Cansiglio si giunge ai ruderi del Castello di Cordignano

Paesaggio Naturale: Il sentiero permette di spaziare con la vista sul Coll’Alt fino a Trieste e Grado e sulle Alpi Carniche. Il paesaggio è caratterizzato da ampie zone coltivate e da un aumento delle superfici boscate. Presenza di carpino nero, roverella e orniello. Il legno della roverella veniva utilizzato per la costruzione delle traversine ferroviarie e di travature. La lavorazione nell’industria del mobile è resa difficoltosa dalle fibre troppo contorte e nodose

Approfondimenti: Il percorso segue l’antica via detta “strada del Patriarca“, così chiamata in onore del patriarca di Aquileia Raimondo Della Torre che la fece costruire. La via ha costituito fino al 1500 un asse per la viabilità commerciale pedemontana. Il Castello di Cordignano fu eretto durante la dominazione longobarda e fu devastato da un incendio nelle scorrerie turche. Il toponimo castelir deriva da castelliere, che sta ad indicare una fortificazione preistorica costruita a scopo di difesa. Furono rinvenuti frammenti di vasellame in terracotta e ceramica.

Tappe del percorso: 1060 Castello di Cordignano q. 154 – Villa di Villa – Coll’Alt – La Mare q. 879.
1060a Lama del Zei q. 346 – Castelir q. 353

DATI TECNICI
tipologia: Percorso ideale per passeggiate a piedi
lunghezza: 20 Km
dislivello: 700 m.
tempo medio di percorrenza: 1060 7 ore – 1060A 0,5 ore
difficoltà: Media
periodo: Tutto l’anno
abbigliamento: Tenuta comoda e sportiva, scarpe da trekking

Testi e foto tratti da: www.ilmicroturismodellevenezie.it , www.centuriazione.it , www.prealpitrevigiane.it

_______

MiniGuide e Mappe Turistiche della Marca Trevigiana in pdf
da scaricare e stampare =>
clicca qui

_______

Marcadoc.it non e’ responsabile
di eventuali variazioni di programmi e orari,
si consiglia di verificare presso gli organizzatori.

Per maggiori informazioni: info@marcadoc.it

_______