Il caffè espresso italiano candidato a patrimonio Unesco!

Il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale ha deciso di candidare il caffè, la bevanda nazionale, a Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Riportiamo l’articolo scritto per l’occasione da Comunicaffè.

Promuovere il vero caffè espresso italiano tradizionale e proteggere la cultura e la tradizione dell’Italia, è questo l’obiettivo principale che ha spinto il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale (Ctceit) a candidare la bevanda nazionale a Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Un’operazione di valorizzazione di un’eccellenza tutta italiana, per la quale ora il Consorzio vede l’appoggio fondamentale della comunità politica. Appoggio sancito dalla presentazione ufficiale della candidatura alla Camera dei Deputati, durante una conferenza stampa aperta dall’On. Maria Chiara Gadda (IV).

Hanno presenziato, il Presidente del Consorzio, Giorgio Caballini di Sassoferrato, del sociologo Massimo Cerulo, e degli Onorevoli Filippo Gallinella (M5S), Federico Fornaro (LEU), Franco Manzato (Lega), Flavia Piccoli Nardelli (PD), Roberto Pella (FI) e Luca De Carlo (FdI).

I presenti hanno assicurato l’appoggio e l’impegno dei rispettivi partiti a favore del percorso di candidatura.

Per una volta, dunque, un consenso unanime e bipartisan, che vede d’accordo tutte le principali formazioni politiche.

Un percorso che parte da lontano

Un percorso che affonda le sue radici nel recente passato, per la precisione nel 2014, anno di nascita del Consorzio che raggruppa decine di aziende, torrefattori e produttori di macchine da caffè. E che viene costituito proprio allo scopo di tutelare e promuovere il vero espresso italiano, quello preparato a regola d’arte: l’unico al mondo con la cremina.

Due anni più tardi il Consorzio decide di presentare ufficialmente la candidatura presso l’Unesco. Parallelamente commissiona una serie di video all’Università di Pollenzo per indagare quale sia il rapporto profondo tra gli italiani e il caffè.

Il risultato è un viaggio lungo tutta la penisola in cui si racconta il caffè espresso italiano a 360°. Non solo bevanda indispensabile per cominciare con il piede giusto la giornata, ma vero e proprio rito sociale.

Un aspetto, quest’ultimo, centrale per convincere l’Unesco a riconoscere il caffè espresso italiano tradizionale quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità

Parallelamente si risponde all’esigenza di dare ulteriore forza alla candidatura, attraverso il Primo Disciplinare del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, sviluppato insieme al Comitato Italiano del Caffè e all’Inei. Per sancire le buone regole per ottenere il vero espresso italiano nei bar o nelle caffetterie.

Oggi che la procedura di candidatura avanza nel suo iter burocratico, il Ctceit ha deciso di organizzare un tour nei locali storici delle principali città. In particolare nelle Città Creative Unesco in Italia: Bologna (musica); Fabriano (artigianato e arte popolare); Roma (cinema); Parma (gastronomia); Torino (design); Milano (letteratura); Pesaro (musica); Carrara (artigianato e arte popolare); Alba (gastronomia).

Lo scopo:

  • per insegnare come si prepara il vero caffè espresso italiano;
  • per trasformare ogni barista in un ambasciatore del gusto;
  • e, infine, per favorire il dialogo con i portatori di interesse sul valore culturale e sociale del caffè: tradizione, gestualità, memoria e condivisione.

Altra attività di assoluto rilievo è stata la condivisione del progetto con le Comunità internazionali che hanno già, o stanno avendo, il riconoscimento di Patrimonio per l’umanità del loro Paesaggio (cultural landscapes). Si tratta di azioni necessarie a estendere la rete a supporto della candidatura, indispensabile affinché l’Unesco riconosca il caffè espresso italiano tradizionale quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Sottolinea il Presidente del Consorzio, Giorgio Caballini di Sassoferrato:

“Questa è un’operazione identitaria e di promozione di un’eccellenza famosa in tutto il mondo. Gli italiani hanno inventato sia il caffè espresso che la macchina che si trova in tutti i bar. Attorno al chicco di caffè è nata un’occasione di lavoro per tante persone e tante generazioni.

Il percorso fatto finora ha coinvolto tante persone nella testimonianza del valore sociale del caffè espresso italiano tradizionale, narrato in modo efficace dal progetto “I Grani della Memoria”, condotto dall’Università di Scienze Enogastronomiche. Valorizzare sia la bevanda che l’intero settore dovrebbe essere una priorità per il Governo del nuovo umanesimo, per citare il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”.

“La partecipazione di tanti esponenti di primo piano di diversi partiti è la testimonianza del fatto che il caffè espresso è un bene di tutti, assolutamente trasversale – continua Caballini – Prendiamo atto con piacere della vicinanza dimostrata dalla politica italiana nell’accompagnarci in questo percorso”.

Dersut Caffe s.pa.
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articolo tratto www.dersutmagazine.it



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