‘Bianca di Collalto’, dramma musicale lirico-moderno – 11 giugno al Castrum di Serravalle a Vittorio Veneto

L’antica leggenda di Bianca di Collalto
diventa dramma lirico al Castrum di Serravalle
a Vittorio Veneto

‘Bianca di Collalto’,
dramma musicale lirico-moderno

11 giugno ore 21

Musiche di Giorgio Susana
Libretto di Nicola Bergamo

Alessia Tavian (Bianca) Elvira Cadorin (Aicha)
Michele Manfrè (Tolberto) Renato Fighera (Narratore)
Corocastel di Conegliano (Popolani)

Ensemble musicale
Mattia Tonon e Valentina Meneghetti, violini
Igor Dario, viola
Alan Dario, violoncello
Daniele Carnio, contrabbasso
Davide Da Ros, pianoforte
Roberto Tonon, flauto
Gianni Casagrande, percussioni

Direttore: Giorgio Susana

in caso di maltempo l’opera viene spostata
a giovedì 12 giugno

Le Associazioni Undicigradi, Amici del Castrum ed AlieStese, con il sostegno della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso e del Comune di Vittorio Veneto e con il contributo di Banca Prealpi, organizzano per mercoledì 11 giugno (in caso di maltempo il 12 giugno) nella suggestiva e affascinante cornice naturale del bellissimo Castrum di Serravalle il dramma musicale lirico-moderno “Bianca di Collalto”, l’appassionante leggenda medievale raccontata da generazioni di famosi poeti e scrittori e per la prima volta messo in musica da Giorgio Susana su libretto di Nicola Bergamo.
L’appuntamento si inserisce come anteprima del Festival di Serravalle di Vittorio Veneto che si inaugura il 19 giugno con il debutto de La Locandejra, nuova produzione de La Piccionaia – I Carrara e che vede in totale sei spettacoli di Commedia dell’Arte.
Un’antica leggenda vuole che nel Castello di Collalto si sia consumato un atroce delitto: in epoca medievale venne murata viva una fanciulla di nome Bianca.
La vicenda è quella di una giovane e ancella murata viva per assurda quanto devastante gelosia della sua padrona e che di tanto in tanto sarebbe riapparsa e riapparirebbe ancor oggi nelle vesti di un fantasma.
Di quella leggenda ci sono numerose testimonianze nella letteratura. Tra le più recenti vi è un’intervista rilasciata nel maggio del 1925 dalla Contessa Maria di Collalto al giornale austriaco Neues Wiener Journal.
… Le più potenti famiglie dei dominii di terra ferma della Repubblica di Venezia erano quella dei Caminesi a Ceneda e quella dei Conti di Collalto a Treviso, tutt’e due di origine longobarda, che erano divise da un odio accanito. Nemiche da secoli si combatterono furiosamente. Finalmente, venne il giorno in cui compresero che la pace e l’accordo erano più preziosi della lotta alla loro esistenza e decisero di conciliarsi e di stringere vincoli di parentela.
Il Conte di Collalto chiese pertanto la mano di Chiara, la bella figlia dei da Camino. Sembrava così che la concordia fosse suggellata. Ma la donna era gelosa all’estremo. Questa gelosia offuscava la felicità del matrimonio della coppia, tanto che Tolberto non accolse con rammarico l’opportunità di partire in guerra. Tra le persone del servitorame dei Collalto vi era Bianca, figlia di un loro dipendente. Graziosa e buona era stata allevata con i figli del vecchio Conte, ai quali era affezionatissima. Tolberto l’aveva posta poi a capo del personale femminile addetto alla contessa Chiara. Ora il giorno che Tolberto dovette partire per la guerra, egli si recò completamente armato nella camera della moglie e, nel licenziarsi da lei, Bianca stava per l’appunto pettinando la signora. Costei, che era dinanzi allo specchio, vide in esso come il Conte, dalla porta, salutasse con un gesto la sua cameriera e come costei avesse le lacrime agli occhi. Tacque, ma appena il Conte fu lontano, ardendo la gelosia, fece rinchiudere la giovane nelle carceri sotterranee del castello e quindi, benché la disgraziata giurasse di non aver mai avuto una relazione amorosa con il padrone, la castellana diede ordine di murarla in una torre. Allorché Tolberto tornò dalla guerra e apprese il tremendo caso, non si sentì di vivere al fianco della donna  che la passione aveva condotto a tanto delitto e la cacciò dal castello. Da allora la tradizione dei Collalto narra che il fantasma di Bianca apparisse ai membri della famiglia, cui aveva portato tanto affetto, quando era imminente e una grande gioia od una grande sciagura.
Coloro che affermavano di aver veduto il fantasma narravano che esso si mostrava vestito di bianco, e se annunciava sventura, nascondeva il volto con un velo nero”.

Ingresso: Biglietto unico € 10,00

Prevendita: Associazione Undicigradi, Piazza Flaminio 23, Vittorio Veneto, tel. 0438 928029
Libreria Il Viale, Viale Trento e Trieste 2, Vittorio Veneto

Informazioni e prenotazioni: Associazione Amici del Castrum affiliata ASI
Castrum di Serravalle – Via Roma 21 – 31029 Vittorio Veneto
Sede operativa: Piazza Flaminio 23 -31029 Vittorio Veneto
tel. 0438/928029 fax 0438-552497 cell. 348/4238334
castello@serravallefestival.it  – www.serravallefestival.it
PEC amicidelcastrum@pec.serravallefestival.it

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