Asolo Vintage shop a Asolo

La territorialità e le sue eccellenze

Asolo Vintage nasce dopo un percorso di lavoro e ricerca durato 4 anni, per dare spazio e voce a tutte quelle anime creative del quale il nostro territorio è particolarmente fecondo. Collabora con artisti ed artigiani locali, che esprimono ognuno un sentire originale ed unico in ambiti diversi tra loro: dalla pittura alla scultura, dal saper fare/creare con la propria manualità ed ingegno, oggetti ispirati dal passato ma ben ancorati al presente ed alle sue esigenze, valorizzando tutta la creatività al femminile di cui questa terra è particolarmente ricca.

Asolo Vintage crede e appoggia le nuove stiliste emergenti, delle quali diventa orgogliosamente punto di incontro tra domanda e offerta.

Il Vintage, diventa dunque la partenza per arrivare a noi attraverso tutte le mani creative che esprimono la nostra peculiare caratteristica che ci distingue ovunque nel mondo e per la quale siamo riconosciuti con rispetto: il saper fare Italiano.. L’originale Made in Italy.

Cristina Rugolo: ”Amo il Made in Italy, e attraverso il vintage originale italiano, arrivo ai creativi contemporanei
Il negozio Asolo Vintage è specializzato in abbigliamento vintage, accessori, borse, scarpe e oggettistica di pregio molto particolare, arredamento e complementi vintage, abiti per compagnie teatrali e molto altro ancora!

 Cristina Rugolo Vi aspetta!

Per maggiori info:

Asolo Vintage

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Asolo Vintage segnala:

Cosmopolitan rivela: le 8 regole per uscire con una trevigiana

Ci siamo riconosciute più o meno tutte nelle otto regole per uscire con un trevigiana apparse ieri su Cosmpolitan.it. Ormai essere di Marca fa tendenza. Come fa tendenza la bomba calorica della frittella alle fiere di San Luca o il mercato del sabato, altrove considerato irrimediabilmente out. Un po’ tignosette sulle questioni di look ma pronte ad un sorriso a piene gengive davanti al panino caldo con la porchetta da Beltrame: eccole le trevigiane. Doc almeno quanto il Prosecco, e come questo frizzanti, eleganti con apparente noncuranza. E spesso bionde, anzi biondissime per quell’inveterata passione per la platinata (spesso unita a lampada selvaggia).

Quello che il sondaggio non dice però è che le trevigiane sono belle, anzi bellissime. E non solo ai tempi della Marca gioiosa o di Mendelssohn, che addirittura le ricorda nel suo viaggio in Italia. Che dire della splendida Boba Bonamigo che ha dato finalmente il dritto alle sorti sentimentali di Adriano Panatta? E di Melita Toniolo, idolo notturno di teledipendenti grandi e piccini? E se la ruota dei concorsi non girasse con vento tutto proprio, cosa avrebbe impedito a Letizia Moschin di strappare lo scettro di Miss Italia alla sosia di Justine Biber?

Colpite e affondate anche sulla passione per vintage e mostre d’arte, sull’amore per l’aperitivo lungo foriero di “ciacole” kilometriche. Quel che si tace è la recente passione per biosterie e caffè vegani, insieme al venire meno dell’amore per le grandi firme a favore di giovani stiliste indipendenti. La Restera tiene, ma la trevigiana è competitiva: ora sarà la Greenway a soddisfare il suo spirito agonistico, diretta a Jesolo sull’amata playa-carnaio senza passare per l’infame colonna. Agli otto comici punti stilati Alessia Carpinelli Tricarico converrebbe però aggiungerne due per il decalogo perfetto. Le Mura vanno sempre alla grande, non solo per gli adolescenti in esplosione ormonale, ma anche per le ragazze intorno agli anta intente, con sneaker tempestate di glitter, a smentire il tristo adagio «dietro liceo, davanti museo». L’ultima è invece una raccomandazione al maschio: prima di uscire con una trevigiana, è consigliato gettare eventuale orrido marsupio nel più vicino cassonetto Contarina.

Articolo di Elena Filini per www.gazzettino.it

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