Artigianato Vivo dal 4 al 15 agosto 2012 a Cison di Valmarino

XXXII RASSEGNA Artigianato Vivo CISON DI VALMARINO, centro storico – da sabato 04 a mercoledì 15 agosto 2012. Cison di Valmarino, per la 32^ volta, capitale dell’Artigianato. Gli ingredienti che spiegano il successo dell’iniziativa sono ormai consolidati: circa 200 artigiani distribuiti lungo un percorso lungo il centro storico di Cison, spettacoli di vario genere, esperti, uomini di cultura e visitatori provenienti da tutt’Italia. Numerosi gli eventi collaterali: musica, poesia, spettacoli, mostre di pittura, laboratori per bambini,…

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Nella splendida cornice di Cison di Valmarino, tradizione, arte e folclore si incontrano. Un viaggio alla scoperta di antichi saperi e mestieri manuali, per ricreare un curioso laboratorio artigiano a cielo aperto.

Lungo le vie del paese, all’interno di storici borghi e di antiche stalle, alla scoperta e valorizzazione dei mestieri, delle botteghe e dei maestri che fanno della manualità, della tradizione, dell’originalità e unicità dei prodotti la loro peculiarità produttiva.
Oltre 200 gli espositori che danno dimostrazione del loro sapere e della loro creatività, realizzando sul luogo i propri manufatti. Molteplici gli eventi collaterali: musica, poesia, spettacoli, mostre di pittura, laboratori…
Il programma prevede, tra le varie iniziative, una serata dedicata alle Prealpi Trevigiane, una al poeta Andrea Zanzotto, una con il giornalista Toni Capuozzo. Da ascoltare anche Vladimiro Toniello, Luciano Cecchinel, Fulvio Ervas. Il 10 agosto alle 18.30 in via San Francesco alla fontana dea Crosera ‘la magia dell’acqua che si trasforma in vino brindando ai 100 anni dell’antico forno dei Poi’ e tanto altro ancora.
Ogni giorno sono previsiti laboratori didattici per grandi e bambini alle 18.

Giorni feriali:  17.00-24.00
Domenica e Ferragosto: 10.00-24.00.

Ingresso libero
In caso di maltempo lo spettacolo non subirà modifiche (ad esclusione degli spettacoli all’aperto che potranno subire delle variazioni)

Cison di Valmarino è per la 32^ volta la capitale dell’Artigianato

Dal 4 al 15 agosto ritorna la Rassegna ‘Artigianato Vivo’, uno degli appuntamenti estivi più attesi di tutta la Regione Veneto, in grado di catalizzare un numero sempre maggiore di visitatori e turisti, esperti del settore e non, artisti e uomini di cultura, provenienti da tutta Italia e dalle vicine terre della Carinzia.
Una manifestazione che vuole celebrare i riti della manualità, la riscoperta di un sapere e di una tecnica, spesso tramandati di generazione in generazione, che hanno fatto della produzione made in Italy un vanto in tutto il mondo. Piccoli bottegai, mastri artigiani, ceramisti, artisti del vetro, dei metalli, del legno, della pelle e del cuoio, lungo le vie e i borghi più suggestivi del paese, daranno prova della loro abilità, cercando di stupire i visitatori con i loro prodotti originali e rigorosamente fatti a mano. La cura dei dettagli, la passione, la ricerca, l’utilizzo di materiali diversi e la sperimentazione si mescolano in un turbine che coinvolge tutti i sensi. Artigiani, hobbisti e artisti, selezionati tra più di 500 domande di partecipazione, sono il vero vanto di questa manifestazione. Un ricco bacino che garantisce un elevato standard di qualità dei più dei 200 partecipanti.
Molta ricca è anche la proposta di prodotti locali tipici, a voler sottolineare il forte legame che ci lega alla nostra terra.
In questi giorni, a Cison, si respira un’aria di festa, di festa paesana, fatta di accoglienza e tanta buona cucina, musica e spettacoli, intrattenimento per grandi e per piccini.
Il percorso, come ogni anno, parte a sud dell’abitato del Paese, dall’Oasi di San Francesco, per risalire attraverso un suggestivo susseguirsi di stradine e scorci del bellissimo centro storico cittadino, sino alla centralissima piazza Roma, passando per luoghi colmi di fascino e interesse come la chiesetta di San Vito, il Cortivo de Otimo e la zona ex-Filanda, per raggiungere a nord le ex-Cantine Brandolini, esempio ben riuscito di restauro e recupero di locali storici e da qui ridiscendere a ponente verso le Case Marian.
Gli ingredienti che spiegano il successo di tale iniziativa sono sempre gli stessi: oltre 200 artigiani distribuiti lungo un percorso che abbraccia il centro storico di Cison, cinque punti ristoro in cui si possono degustare cibi e vini tipici del nostro territorio, spettacoli musicali di vario genere (tutte le sere in contemporanea). Artefici dell’evento i volontari della Pro Loco di Cison in collaborazione con tutte le altre Associazioni del paese.

Le proposte consigliate Marcadoc per un soggiorno nella Marca Trevigiana in occasione di Artigianato Vivo

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-due serate alla mostra dell’artigianato vivo di Cison (dove ci sarà la possibilità di acquistare i prodotti degli artigiani espositori, di cosumare pasti, assaggiare prodotti tipici , di partecipare a spettacoli, attività didattiche e danze di una volta…)

€190.00 a persona (il prezzo s’intende a persona in camera doppia bevande ai pasti comprese)

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Introduzione ad Artigianato Vivo ®

ARTIGIANATO VIVO COME ARTE TOTALE Il motto di Gropius del 1919 alla Bauhaus tedesca di Weimar: “Architetti, scultori, pittori dobbiamo tutti tornare all’artigianato” non era solo un programma di insegnamento: era la ferma certezza che bisognasse diventare degli “uomini totali”, ossia capaci di essere allo stesso tempo operai, artigiani e perfino creatori pur di saper affrontare le sollecitazioni imposte dalla nuova era tecnologica.
Di fronte alla deprecabile alienazione dell’uomo dalla natura causata dalla crescita dell’industrialismo, con la conseguente feticizzazione delle merci, del denaro e delle persone, l’homo economicus si era messo alla ricerca di una nuova idea di artisticità in base alla quale, superato il vecchio dualismo tra arte e tecnologia, l’arte si identificasse con la vita stessa, attraverso tutto ciò quindi che essa può portare alla conoscenza e trasformazione del nostro vivere quotidiano.
In altri termini, dal concetto di “oggetto bello”, come puro fatto estetico, si era passati a quello di “oggetto vero”, in funzione dell’uso quotidiano che se ne fa; approfondendone poi il significato, si è pervenuti ad un nuovo approccio conoscitivo per cui esso, scaturendo dall’interno di una società in movimento, viene percepito e comunicato nei secoli come espressione di civiltà: tutti gli oggetti prodotti dall’uomo quindi sono i “segni” della nostra storia e in quanto tali, al di là di ogni giudizio di graduatoria in relazione alla loro importanza od originalità, hanno quantomeno il diritto di essere riscoperti e valorizzati come documento storico.
La Rassegna “Artigianato vivo” di Cison di Valmarino è il “segno” più recente della storia di questo centro pedemontano dell’Alta Marca Trevigiana; sicuramente anche il più esaltante perché originato dalla sapienza creativa delle generazioni passate che, di parola in parola, di scritto in scritto, di gesto in gesto viene tramandata a quella presente: una cultura viva e vitale che qui vanta una illustre tradizione.
Le testimonianze più appariscenti di tale civiltà millenaria sono davanti agli occhi di tutti, impressi nel paesaggio nel corso dei secoli quali contrassegni inconfondibili ed ora proposti come valori irrinunciabili al turista moderno culturalmente avvertito, che li cerca e di cui ha tanto bisogno.
Già i resti murari ed i numerosi reperti rinvenuti nell’insediamento fortificato tardo romano del Monte Castellazzo a nord di Cison, a ridosso delle Prealpi Bellunesi e lungo l’importante diramazione militare della Claudia Augusta Altinate, testimoniano di una antica cultura popolare di estrazione silvo-pastorale basata su un rapporto equilibrato tra uomo ed animale, tra uomo e bosco, che si manifestava con quotidiani “gesti di cura”: trattare le bestie, lavorare il latte, tagliare il fieno e gli alberi, mettere le trappole per gli animali selvatici e nocivi.
Dopo il Mille, i Da Camino costruiscono una nuova fortificazione su uno sperone di roccia “in costa” per controllare meglio l’intera Valmarena; i Brandolini nel Cinquecento, e poi nel Settecento, la tramutano da austero organismo difensivo in elegante dimora signorile, caratterizzata da una bella facciata scandita da bifore e trifore a doppio ordine, con un teatro all’interno ed un parco ricavato negli spalti per i sollazzi e i piaceri di dame e gentiluomini.
Tra Sei e Settecento Cison di Valmarino, capoluogo politico della Contea, registra un consistente sviluppo edilizio che lo fa diventare centro importante della Vallata, con austeri palazzi che si affacciano sulle piazze e rustiche abitazioni lungo i vicoli selciati che si aprono sulle corti, tra suggestivi portici e poggioli di pietra o legno.
Le chiese campestri di S. Daniele, S. Silvestro, S. Felice e S. Lucia, ricordate ancora nella visita pastorale del vescovo Trevisan del 23 aprile 1475 vengono ristrutturate; l’arcipretale di S. Maria Assunta viene pressoché interamente ricostruita, diventando un “unicum” dal punto di vista iconografico e decorativo non solo per i marmi preziosi, gli stucchi policromi e le statue che la ornano, ma soprattutto per il notevole ciclo di dipinti che custodisce.
Come ha scritto l’abate Bernardi nel 1851, è cosa onorevole e cara che, tranne poche eccezioni (il monumento funebre di Guido VIII Brandolini, notevole complesso scultoreo del Baratta, la splendida pala del Fontebasso nella cappella di San Giuseppe e l’imponente altare maggiore del Marchiori, allievo del Brustolon), sieno di Cison propriamente o della vallata coloro che operarono nell’erezione e l’adornamento di essa (Paolo Gremsl – fratello del noto pittore Mathias alla corte dei Brandolini – l’architetto, Egidio Dall’Oglio, allievo del Piazzetta, il pittore che ha eseguito un sì ragguardevole ciclo di affreschi e pale d’altare, Marco Casagrande di Campea di Miane, allievo del Canova, l’autore delle statue di entrambe facciate, oltre ai due grandi angeli sulla balaustra del coro, ed Antonio Bianchi di Follina, che ha scolpito nel marmo i due angeli ai lati del tabernacolo).
Tale sviluppo dal punto di vista urbanistico continua anche nell’Ottocento, favorito dalla attività molitoria lungo la valle del Rujo, riscoperta in questi ultimi decenni attraverso dei percorsi attrezzati, noti anche come “sentieri della memoria”, motivati da ragioni turistiche, che però tengono in grande considerazione le finalità culturali e didattiche ad essi collegate.
In quest’ottica di continuità tra passato e presente, grazie agli aiuti comunitari, ma soprattutto al lodevole impegno delle associazioni che si sono fatte carico delle problematiche della tutela, salvaguardia e valorizzazione ragionata di Cison e della Vallata, si può ben dire che “Artigianato Vivo”, come grande laboratorio-officina permanente, ha sostituito le astratte categorie storiche, artistiche e demoetnoantropologiche con la “pulsante vivezza della storia”. Giorgio Mies

Il percorso di Artigianato Vivo ®

Unica nel suo genere in tutta la provincia: Mestieri Vecchi e Nuovi arte, musica, teatro…
In questo periodo Cison di Valmarino si trasforma in uno scenario unico e caratteristico, nelle cui piazze, strade, cortili e borghi si esibiscono gli abili artigiani, mettendo in mostra tecniche e modalità di lavoro, in un’atmosfera allegra e piena di vita.
Così Cison di Valmarino torna ad invitarci alla sua Rassegna Artigianato Vivo. Un invito ad ammirare prima di tutto. Ad ammirare il paese, in questa sua aggregazione ordinata e severa, spontanea e razionale insieme, di case e viuzze e piazzette, lungo la vena aorta del Rujo…
Ad ammirare per le strade, nelle piazze, sotto i portegli, nei cortivi, le cento forme in cui l’arte di oggi, sulle tracce dell’arte di ieri, sa farsi spettacolo: di suoni, di canti, di gesti, di parole, o anche solo di perizia creativa, onde mani inventano gli oggetti di cui gli uomini si servono per il loro vivere quotidiano…
La strada e il paese come metafore e come documenti di storia. La strada come metafora del vivere; il paese metafora del vivere civile; l’una e l’altro documenti della storia dell’uomo e, nelle forme che oggi possiedono, delle ragioni e dei modi della crescita e dello sviluppo della società che fa capo ai tempi in cui viviamo.
La Mostra Artigianato Vivo ha sede l’intero paese di Cison di Valmarino, distendendosi lungo una catena di strade, dove gli artigiani propongono i mirabili prodotti della loro arte.
Una catena, cioè un insieme di percorsi coordinati per raggiungere la meta comune. Che è l’impostazione corretta della stessa metafora: anche la vita, come la strada, e’ segmento, che ha bisogno degli altri segmenti – quelli che vengono (dal passato) e quelli che vanno (verso il futuro) – per condurre a destinazione.

Tratta da Il paese, le strade di Aldo Toffoli

Per maggiori informazioni :  Pro Loco Cison di Valmarino

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MiniGuide e Mappe Turistiche della Marca Trevigiana in pdf
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