Arte & Business – Grandi mostre, grandissimi affari

ARTE & BUSINESS – Grandi mostre, grandissimi affari

L’exploit dell’esposizione sul ritratto a Vicenza (250mila visitatori) traina alberghi, ristoranti e negozi
A Padova un visitatore su due viene da fuori Nordest e fa volare l’indotto

I commercianti vicentini ringraziano Raffaello e Picasso: a differenza delle altre città venete e italiane, i saldi a Vicenza quest’anno hanno fatto registrare finora un incremento di vendite del 5% rispetto al 2012; anche questo un effetto del grande afflusso turistico prodotto dalla mostra sul ritratto in corso fino a domenica in Basilica palladiana. Quota 250mila visitatori è stata toccata ieri, da qui a domenica si raggiungerà probabilmente quota 265mila, un risultato straordinario dati i tempi e considerato che si è trattato di una mostra breve, tre mesi invece dei cinque canonici: «Altrimenti avremmo raggiunto i 450mila, come negli anni d’oro del passato», spiega il critico e impresario trevigiano Marco Goldin, che per la prima volta ha sbagliato clamorosamente le previsioni, visto che si aspettava dai 50 ai 100mila visitatori in meno.
2500 i biglietti staccati ogni giorno, la seconda mostra più vista in Italia, insidiando il primato di Picasso a Milano, ma nell’ultimo week-end sono stati 6mila, e «ieri, alla chiusura delle prenotazioni – dice entusiasta il presidente del Consorzio turistico Vicenza è Vladimiro Riva – c’era chi implorava un biglietto», incurante del fatto che a partire dall’1 febbraio gran parte dei ritratti in Basilica saranno trasferiti alla Gran Guardia di Verona per la mostra gemella “Da Botticelli a Matisse”.
Ma la cosa più importante sono le ricadute turistiche e commerciali, e su questo Vicenza non è un’eccezione, come spiega da Padova Federico Bano, che da venerdì a Palazzo Zabarella presenterà la sua nuova mostra dedicata a Giuseppe De Nittis: «Sulla base delle nostre precedenti esposizioni sulla pittura dell’Ottocento – spiega l’imprenditore padovano – possiamo dire che il 50% dei nostri visitatori viene da fuori Nordest, e il 5% addirittura dall’estero. Gran parte di loro si ferma a Padova per la notte, e visita oltre alle nostre mostre anche altri monumenti cittadini, dagli Scrovegni al Palazzo della Ragione». Anche per queste ricadute sull’economia cittadina si racconta di un Bano irritato col Comune che non supporterebbe adeguatamente le iniziative di Palazzo Zabarella, privilegiando piuttosto la sua prossima esposizione sugli antichi veneti (Palazzo della Ragione) e quella su Pietro Bembo, nella sede della Fondazione CaRiPaRo.
Anche dall’altra parte del Nordest il turismo d’arte reagisce bene alla crisi, ponendo però ad esempio a Trieste problemi inediti, come quelli di un’offerta di camere di qualità non adeguata alla domanda.
I dati vicentini saranno resi noti martedì, ma già si sa che – dopo i residenti – i visitatori più numerosi sono stati i padovani, e quindi i milanesi, i trevigiani, i veneziani e poi i residenti di tutte le province italiane. Questo ha avuto effetti benefici anche sugli altri musei cittadini, che hanno registrato aumenti dei visitatori tre le 3 e le 5 volte, ma soprattutto nel comparto ricettivo. «Ne ha risentito specialmente la ristorazione – spiega ancora Riva – mentre per gli alberghi sarebbe potuta andare anche meglio, se avessero creduto fin dall’inizio all’iniziativa. Comunque soprattutto nel centro in questi mesi i locali hanno lavorato a pieno ritmo, e per quanto riguarda gli hotel, qui tra Natale e l’Epifania era sempre vuoto, e invece quest’anno non si trovata un letto libero».
Il Consorzio Vicenza è ha deciso per il futuro di sensibilizzare le categorie economiche, al fine di valorizzare le sinergie tra turismo e cultura: perchè dopo il boom degli ultimi mesi la città ha deciso non solo di fare il bis (e si sapeva) con un’altra mostra sul paesaggio firmata Goldin (dal 22 febbraio 2014) ma anche di «battere il terzo colpo consecutivo – come ha promesso il sindaco Variati – mettendo in cantiere con Linea d’Ombra un’altra grande rassegna, che questa volta sarà ospitata unicamente nella nostra città».

articolo di Sergio Frigo  per www.gazzettino.it

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