Antica Fiera di Godega 2015 – 28 febbraio / 1 e 2 marzo

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Antica Fiera di Godega 2015
28 febbraio – 1 e 2 marzo

Si rinnova l’appuntamento con la millenaria Fiera di Godega.

Si apre sabato 28 febbraio l’Antica Fiera di Godega, la millenaria manifestazione della tradizione contadina organizzata dal Comune con la collaborazione della Pro Loco, sintesi di due antichi appuntamenti, il mercato franco di Godega e la fiera di Sant’Urbano di Pianzano.

Antica Fiera di Godega:
Macchine Agricole, Energie Alternative, Antichi Mestieri,
Giardinaggio, Degustazioni, Viticoltura, Ludoteca…

tutto questo… e altro ancora…
all’Antica Fiera di Godega 2015!

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Apertura e orari dell’Antica Fiera di Godega

L’Antica Fiera di Godega aprirà quindi sabato 28 febbraio 2015 dalle 8.30. L’inaugurazione avrà luogo alle ore 10.30 con il tradizionale corteo in partenza dal Municipio a cui parteciperanno le autorità con l’accompagnamento dalla Banda di Cordignano. Gli espositori rimarranno quindi visitabili sabato fino alle 20, domenica 1 marzo, dalle 8.30 alle 20, e lunedì 2 marzo dalle 8.30 alle 19.00.

Costo 6 euro interno – Costo 3 euro ridotto (per ragazzi dai 12 ai 15 anni) – I bambini fino a 11 anni entrano gratis.


Il programma della Antica Fiera di Godega 2015

28 febbraio – 1 e 2 marzo

 

Sabato 28 febbraio

Ore 10.30 Cerimonia di inaugurazione Corteo con la banda di Cordignano
Ore 8.30 Apertura Area Fiera
• Cioccoliamo in Fiera: l’arte del Cioccolato
• Dolce e Salato… di classe (sforniamo talenti)
• Mostra Internazionale dell’Asino
• Antico Mercato del Bestiame
• Rassegna antichi mestieri e trattori d’epoca
• Area esposizione macchine agricole
• Agromeccanica Service Expo
• Mostra Agroalimentare – Viale dei Sapori
Ore 20.00 Chiusura Area Fiera
Ore 20.00 Spiedo Gigante (Prenotazione Ristorante Fiera Sergio: 345 3040772 o Maurizio: 349 6112635)

Domenica 1 marzo

Ore 8.30 Apertura Area Fiera
• Cioccoliamo in Fiera: l’arte del Cioccolato
• Dolce e Salato… di classe (sforniamo talenti)
• Mostra Internazionale dell’Asino
• Antico Mercato del Bestiame
• Rassegna antichi mestieri e trattori d’epoca
• Area esposizione macchine agricole
• Agromeccanica Service Expo
• Mostra Agroalimentare – Viale dei Sapori
• Ludobus e Baby Park
Ore 20.00 Chiusura Area Fiera

Lunedi 2 marzo

Ore 8.00 Apertura Area Fiera
• Cioccoliamo in Fiera: l’arte del Cioccolato
• Dolce e Salato… di classe (sforniamo talenti)
• Mostra Internazionale dell’Asino
• Antico Mercato del Bestiame
• Rassegna antichi mestieri e trattori d’epoca
• Area esposizione macchine agricole
• Agromeccanica Service Expo
• Mostra Agroalimentare – Viale dei Sapori
Ore 19.00 Chiusura Area Fiera

Venerdì e martedì FESTA DELLO SCOLARO presso luna park.

 

 

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Mappa dei padiglioni dell’Antica Fiera di Godega


Antica Fiera di Godega – MAPPA

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Conferenza

Verso Expo 2015
Un’opportunita’ per il territorio e per le imprese

SABATO 21 FEBBRAIO 2015 ore 10.30
Godega di Sant’Urbano (TV) AREA FIERA

ore 10.30 – Saluto alle Autorità
ore 10.45 – Presentazione Programma VENETO PER EXPO 2015
Maurizio Gasparin, Direttore del Dipartimento Grandi Eventi
ore 11.00 – Presentazione Progetto AQUAE VENEZIA 2015
Giuseppe Mattiazzo, A.D. Expo Venice Spa
ore 11.20 – ANTICA FIERA DI GODEGA PER EXPO
Alessandro Bonet, Sindaco Godega di Sant’Urbano
ore 11.50 – Apertura dibattito col pubblico
ore 12.00 – Conclusione

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Convegno in VITICOLTURA
MARTEDI’ 24 FEBBRAIO 2015

Promosso da
Comune di Godega di S.U. – Condifesa di Treviso – Cantina Sociale di Orsago

ore 20.30
presso il PADIGLIONE FIERE di Godega di Sant’Urbano (TV)

Programma:
Saluto delle Autorità
Dal sistema dei diritti d’impianto, al sistema delle autorizzazioni. Le novità per gestire il potenziale viticolo dal primo gennaio 2016.
Giuseppe Catarin – OCM Settore Vegetale della Regione Veneto

La gestione dei rischi in viticoltura. La nuova PAC 2015 – 2020.
Filippo Codato – Direttore Condifesa del Veneto

Vecchie e nuove malattie del vigneto. Come intervenire nell’annata 2015?
Fiorello Terzariol – Tecnico Condifesa Treviso

Seguirà rinfresco ed assaggio vini della Cantina di Orsago

 

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Antica Fiera di Godega

La Fiera rappresenta, nel contesto dell’identità della comunità di Godega, il tassello più appariscente, non tanto nell’evidenziare l’evoluzione tecnica dei mezzi agricoli, anche se tanto ha contribuito a migliorare la realtà contadina e ad alleviare le fatiche, quanto come compendio del lavoro e del progresso dell’uomo nel lento scorrere dei secoli.

La Fiera di Godega, nella sua struttura odierna, è la sintesi di due antiche manifestazioni che, fino al dopoguerra, hanno avuto storie parallele: il mercato franco di Godega, a marzo, e la fiera di Sant’Urbano di Pianzano, a maggio. Entrambe le manifestazioni agricole nascono verso il mille quando, esauritesi le violente spallate migratorie dei popoli orientali e nordici, riprende la vita nelle campagne e si assiste ad una grande spinta economica e demografica di tutta la nostra zona.

Le origini si perdono nelle nebbie storiografiche dell’alto medioevo, quando realtà e leggenda si intersecavano e si intrecciavano in vincoli complementari e inscindibili, tramandate di generazione in generazione in forma orale e pittoresca. Infatti, la leggenda vuole che questa Fiera sia nata al seguito delle orde barbariche che, entrando in Italia da Est, ponevano i loro vasti accampamenti di “Jurte” in zone asciutte e salubri, come il Campardo, ma nello stesso tempo vicine all’acqua che sgorga copiosa poco più a sud, lungo la linea delle risorgive. Ipotesi originata proprio dal toponimo di Godega, cioè “Villa Gotica” che indica chiaramente un piccolo insediamento di Goti, popolazione germanica che, sotto la guida di Alarico e poi Teodorico, invase l’Italia nel V° secolo.
In quel periodo la nostra zona era inglobata nell’Agro Centuriato Opitergino, avviato da Cesare per premiare Opitergium dell’aiuto fornitogli in occasione della guerra civile contro Pompeo (49 a.C.): “Propter quod Caesar …in solacium Opiterginis vocationem militae dedit finisque corum trecentis centuriis ampliavit” (Lucano). La centuriazione consisteva nella suddivisione di un determinato territorio in un regolare e preciso reticolo fatto di linee parallele e perpendicolari tra loro(cardi e decumani) in modo da ottenere un geometrico disegno a scacchi. Ogni casella di questa grande scacchiera misurava, di solito, 710 metri di lato, e veniva assegnata per sorteggio o per merito ai veterani di guerra quale premio di liquidazione del servizio svolto.
Proprio dai nomi di questi antichi legionari romani, stabilitisi in loco con le loro famiglie, traggono origine i toponimi di molti nostri paesi. I nomi con suffisso in “ -ano” vengono fatti risalire ai prenomi della “gens” romana plebea assegnataria del lotto agricolo da dissodare e coltivare entro il quale, poi, sarebbe sorto il primo insediamento antropico. Così avremmo Bibano da Baebius, Pianzano da Plancius, Anzano da Ancius e ancora Cordignano, Lutrano, Ogliano….termini prediali quindi. E la “centuratio” tra Opitergium e castrum Accedum (Ceneda) avrebbe avuto il suo “umbilicus eromae” proprio nel “campus aridus”, ideale punto d’incontro e di conseguenza anche luogo di culto e di baratto per gli sparpagliati coloni.
Così si desume essere stato nel nostro caso, se si pensa che l’Antica Fiera di Godega è nata e si è sviluppata proprio qui, nel baricentro fra le più importanti città del territorio.
Ma se questa è un’opinione opinabilissima, basata solo su ipotesi e leggende popolari che travalicano le rigide regole imposte dal metodo scientifico, sia nell’analisi dei fatti che nella ricerca scrupolosa di dati comprovanti l’enunciato storico e tali da garantire l’autenticità, ben altra considerazione meritano i documenti scritti (i soli che contano) che trattano della fiera e ne fissano inequivocabilmente la storia.
Tra il XIII° ed il XIV° sec., tutta la zona tra “Plavis et Liquentia” fu oggetto di aspre contese tra le grandi Signorie venete ed il Patriarcato di Aquileia. E non a caso nel Campardo, scelto proprio per la sua centralità, nel 1331, sotto l’arbitrato del vescovo di Ceneda, si ritrovarono le delegazioni opposte per stipulare “Una schietta e cara vicinanza, fratellanza , amicitiia, società, allianza et unione”. Da un lato i potenti Scaligeri, signori di Verona e di mezzo Veneto, protettori dei da Camino, dei da Carrara, dei dal Verme e del Potestà di Conegliano; dall’altro uno schieramento non meno imponente: il Patriarca Pagano della Torre, spalleggiato dagli imperiali tedeschi e dai feudatari friulani dei da Porcia, da Prata, da Polcenigo….Accordo subito disatteso, naturalmente, in “primis” dai bellicosi da Camino.
In questo contesto storico travagliato, troviamo il cenno più antico sul mercato di Godega che porta la data del 1343, quando il potestà di Treviso trasmette a Venezia i giorni solenni e di mercato delle città e ville (paesi) dei territori appena inglobati dalla Serenissima alla scomparsa dei da Camino. In altre note, poche invero, si legge che detto mercato, che si teneva a marzo come oggi, si svolgeva “ab immemorabili” e vi si davano “ per antica consuetudine feste da ballo e tripudj”.
Più prestigiosa e ricca di annotazioni storiche la vita della fiera di Sant’Urbano. Documenti del ‘600 ci riconducono alle dispute tra la famiglia friulana dei Del Ben “signori di Fossabiuba nonché della Cortina e Castello di Bibano” con la famiglia dei da Camino. Secondo questo manoscritto, il 25 maggio 1186 i due schieramenti si diedero aspra battaglia nei pressi della” mutera” (mut = paleoveneto – collinetta artificiale adibita al culto) non si sa con precisione, a meno che non fosse quel rialzo di terra, spianato nel dopoguerra, situato in via Stort, non molto distante dalla chiesetta di San Bartolomeo, uno dei nuclei storici dell’antica Bibano. Questo epico scontro vide la disfatta di Ghirardo da Camino, cosichè il vincitore, Bombello Del Ben, determinò di “sollenizzar la festa di Sant’Urbano, il giorno nel quale si era ottenuta la vittoria, che è il 25 maggio. Che per segno di ciò si fè che continui la fiera di Sant’Urbano al Campardo che è a due miglia in circa discosto a ponente da Fossabiuba essendo ivi una chiesuola del titolo di quel Santo”.
Stando a questo documento, sulla cui autenticità permangono peraltro dei dubbi, la fiera si terrebbe fin dal 1186 e avrebbe quindi ben 814 anni!
Ma non è certo questo che fa grande la Fiera di Godega, bensì il ruolo determinante che essa ha via via ricoperto nello sviluppo socio-economico dell’intero circondario, favorendo da sempre scambi commerciali, contrattuali e tecnologici, ed entrando nel cuore e nelle consuetudini della gente che la considera, e a ben ragione, un appuntamento a cui non si può mancare, come auspicio per l’entrante nuova stagione agricola.
Una manifestazione che ha visto sempre rivolta l’attenzione al futuro per anticiparne lo sviluppo, in maniera particolare in questi ultimi anni nei quali l’evoluzione tecnologica ha compiuto passi da gigante rischiando di emarginare o sopprimere tutte le realtà locali, come la nostra, ricche di tradizioni, ma, spesso, prive di risorse economiche ed umane. Le risposte delle ultime Amministrazioni sono state la ricerca di tecniche di allevamento non tradizionali prima e la tutela dell’ambiente attraverso metodi di coltura e costruzione ecocompatibili poi, con proposte tali da qualificare l’Antica Fiera di Godega come fiera all’avanguardia nel settore.

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