Tra fede e natura. Anello naturalistico devozionale dal Brenta al Piave

 

Cento chilometri a piedi tra fede, natura e cultura:
ecco il cammino devoto da Bassano a Pederobba

Un percorso dal Brenta al Piave accanto a chiesette medioevali. Lo si può affrontare a tappe e a passo lento, dislivello di 1.800 metri.

La garzaia di Pederobba sarà il centro di un cammino di cento chilometri dal Brenta al Piave tra fede, cultura e natura. Il progetto è ben spiegato con il suo nome: “Tra fede e natura. Anello naturalistico devozionale dal Brenta al Piave”.

Il percorso

Il percorso prevede la partenza dal duomo di Bassano, Santa Maria in Colle, chiesa del decimo secolo, per scendere nella natura lungo i fiumi Brenta e Piave passando accanto a chiesette medioevali per arrivare alla riserva naturalistica della garzaia di Pederobba che segna il centro del tragitto degli escursionisti/pellegrini. Qui poi inizia il viaggio di ritorno verso il duomo di Bassano passando per i colli asolani.

L’idea

L’idea sarà presentata, ordinanza sul Covid19 permettendo, venerdì 27 marzo alle 20.30 a Crocetta presso la sede della Società operaia di mutuo soccorso. Il progetto viene da Sergio Ballestrin, socio della sezione Anfi (Associazione nazionale finanzieri d’Italia) di Montebelluna, che ha sede proprio a Crocetta. Ballestrin e la sua signora si interessano di educazione ambientale oltre a essere molto attivi nel mondo cattolico bassanese che ha una parte importante in questa iniziativa. «L’anno scorso il diacono Bruno Martino ha proposto a me e a mia moglie Anastasia Sebellin l’adesione al coordinamento “Insieme per la salvaguardia del Creato, una proposta aperta a tutti”, istituito nell’Unità pastorale Sinistra Brenta di Bassano del Grappa», spiega Ballestrin che, nell’ambito della programmazione del coordinamento, la cui azione vuole ricalcare il messaggio dell’enciclica di Papa Francesco, Laudato Si’, ha proposto l’idea. «Era da tempo però che avevo in mente di collegare con un percorso escursionistico ad anello il Brenta al Piave», prosegue l’ideatore di questo progetto.

L’anello

L’anello completo è di 100 chilometri di lunghezza. Il percorso alto lungo le pendici del Monte Grappa è di 49 chilometri, mentre quello basso lungo la fascia collinare di 51, con un dislivello totale di oltre 1.800 metri per i vari sali-scendi. Lo si può affrontare a tappe, e a passo lento «Lo scopo principale dell’iniziativa è valorizzare il territorio con un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente», conclude Ballestrin. L’anello infatti racchiude tutta l’area pedemontana, permette uscite dal percorso per vedere altre bellezze in luoghi vicini, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, inoltre, vuole essere un punto di riferimento per i percorsi ciclopedonali già esistenti nella zona. Lungo il cammino si incontrano ambienti naturali di pregio (dalle valli ai boschi, dai prati alle zone umide), una lunga serie di piccoli edifici di culto medioevali e quattro santuari: la Madonna del Covolo a Crespano, la Madonna della Rocca a Cornuda, la Madonna del Monte (“Ceseta rossa”) a San Zenone e la Madonna dell’acqua di Mussolente.

articolo di Gino Zangrando per www.tribunatreviso.it del 5 marzo 2020



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