Alla scoperta dei gufi nell’Oasi di Cervara a Quinto di Treviso

Gufi segreti e il mistero di quella testa che gira

Nell’oasi di Cervara a Quinto di Treviso per un pomeriggio
si possono conoscere da vicino

Eccoli qui Obi, Bilbo, Soren & Maya (i barbagianni), Eolo (l’Allocco degli Urali) e Jack & Glenn (i gufi comuni). Vivono sereni in quell’angolo di paradiso, lungo il Sile, qual è l’oasi di Cervara a Santa Cristina di Quinto di Treviso. La loro casa si chiama Selva dei gufi e da qualche mese è il primo centro in Italia dove famiglie e scolaresche possono imparare a conoscere, osservare da vicino e ammirare nella magia del volo cinque delle dieci specie di rapaci notturni italiani. E’ il luogo dove tutti possiamo incontrare Obi dai grandi occhioni gialli e i suoi amici Bilbo, Soren, Maya, Eolo, Jack, Glenn. Dove un suggestivo video e una mostra (per tutto giugno) ci raccontano la vita misteriosa di queste creature della notte.

Dove ci si può trasformare per un pomeriggio in gufiere e scoprire chi sono i rapaci notturni, dove vivono, cosa mangiano, quali sono le specie europee e italiane e finalmente vederli volare in libertà. E’ singolare che sebbene i gufi abitino il nostro immaginario collettivo fin dall’infanzia, ben pochi sappiano distinguere un barbagianni da un allocco, una civetta da un gufo comune. Ed è altrettanto incredibile quanto poco si sappia di questi animali.

Solo un paio di mesi fa, per esempio, si è scoperto come facciano a ruotare la propria testa in ogni direzione anche di oltre 270 gradi senza avere mai problemi di circolazione sanguigna. Lo facessimo noi animali-umani, ci procureremmo un allungamento dannoso dei vasi sanguigni e perfino dei coaguli che, una volta rotti, potrebbero innescare embolie mortali e ictus. La Johns Hopkins University School of Medicine ha scoperto che i gufi – obbligati a ruotare la testa per supplire al campo visivo ridotto e alla relativa immobilità degli occhi – hanno riserve contrattili di sangue che permettono loro di soddisfare il fabbisogno di sangue del cervello e dei grandi occhi mentre ruotano la testa. La stessa rete di supporto vascolare, con le sue numerose interconnessioni, aiuta a ridurre al minimo l’interruzione del flusso e a salvarli da spiacevoli conseguenze. A Cervara i rapaci sono arrivati giovanissimi e sono cresciuti a stretto contatto con i visitatori dell’oasi abituandosi gradualmente al contatto con le persone.

Articolo di Macri Puricelli per http://corrieredelveneto.corriere.it

articolo collegato: Oasi Notte 2015 – Appuntamenti d’estate all’Oasi Cervara di Quinto di Treviso

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Oasi Cervara, un tesoro ritrovato

L’Oasi Naturalistica del Mulino Cervara è una piccola riserva naturale (25 ettari) che tutela un ambiente palustre di eccezionale bellezza e rappresenta un punto di accesso al Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, uno dei più importanti fiumi di risorgiva d’Europa.

L’Oasi è situata a S.ta Cristina di Quinto di Treviso ed ha la forma di un’isola compresa tra i corsi del fiume Sile e del torrente Piovega

Al suo interno sono presenti numerose polle sorgive (in dialetto trevigiano: fontanassi) attraverso cui emergono dal sottosuolo le acque che alimentano la palude e contribuiscono a dare vita al corso del Sile.

L’Oasi è un biotopo di elevato pregio naturalistico classificato come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) per il rifugio della fauna selvatica e la conservazione della flora spontanea del Sile.

Gli uccelli rappresentano senz’altro gli abitanti più appariscenti dell’Oasi di Cervara, e tra essi il posto d’onore è occupato dagli aironi. L’Oasi ospita una delle più importanti garzaie del Veneto, dove sono stati censiti circa 200 nidi di Airone cenerino, Nitticora e Garzetta. A questi si aggiungono presenze occasionali, ma sempre più frequenti, di Aironi guardabuoi e Aironi bianchi maggiori.

Nell’Oasi convivono due ambienti: la palude a canneto e il bosco umido. La zona a canneto (o fragmiteto), occupa circa 1/3 dell’area protetta, ed è visitabile quasi esclusivamente con l’utilizzo di barche a fondo piatto. Vi sono poi altre associazioni vegetali legate all’acqua corrente oppure ai fontanili di risorgiva, dove si incontrano ancora ampie zone a marisceto caratterizzate dalla presenza del Falasco. I sentieri pedonali dell’Oasi permettono invece di visitare il bosco ripariale umido costituito da Ontano, Pioppo, Salice bianco, Salice cenerino e Salicone. Dove il terreno si fa più asciutto compaiono alcuni esemplari isolati di Farnia e Olmo.

Una interessante varietà di piante tipiche delle zone umide si può ammirare lungo i sentieri dell’ Orto Botanico, alcune delle quali sempre più rare come il Trifoglio fibrino e il Giunco fiorito. Nell’orto botanico si possono osservare altre associazioni vegetali come il giuncheto e il molinieto, rappresentanti rispettivamente la vegetazione delle torbiere e dei prati umidi.

Infine, i canali, lungo i quali si snodano i sentieri dell’Oasi, ospitano le piante sommerse che contribuiscono da sempre a dare al Sile l’appellativo di Fiume Verde, come il Ranuncolo d’acqua, la Callitriche e alcune specie di Potamogeto, tra le cui eleganti fronde nuotano indisturbate numerose trote fario e lucci.

Nel medioevo, il villaggio di Cervara si trovava al limitare di una vasta zona boscosa, il cui toponimo è, molto probabilmente, legato alla parola “cervo”, a testimonianza della ricchezza di vita selvatica di queste terre, a quel tempo per buona parte occupate da paludi e boschi. Infatti, secondo un catasto dei beni della Trevisana del 1486, a Costamala (un’altra località nei pressi di Quinto di Treviso) e a Cervara erano presenti due boschi di 100 campi ciascuno. Del bosco di Cervara nel XVIII secolo rimangono 24 campi “di roveri et legne dolci da frassinare” di proprietà delle monache del monastero di San Paolo in Treviso.

Del Mulino di Cervara esistono riferimenti storici che ne documentano l’attività già nel 1325. Da allora, il Mulino ha attraversato gli ultimi sette secoli trasformandosi in funzione delle esigenze del lavoro e delle tecniche dell’arte molitoria rimanendo produttivo sino agli inizi del ‘900 quando, progressivamente, venne abbandonato. Con il passare del tempo andarono distrutti gli impianti, le ruote e quanto altro costituiva l’attrezzatura interna, cosicché il mulino venne adibito a magazzino e stalla, finché il Comune di Quinto lo acquistò agli inizi degli anni ‘80 e lo restaurò assieme all’oasi nei primi anni ’90 con l’aiuto di alcuni sponsor privati.

L’oasi da allora è diventata fucina di iniziative culturali, artistiche e turistiche. A Cervara, infatti, tutto l’anno è possibile fare visite guidate per privati o scolaresche, escursioni in barca, nella sala conferenza si organizzano eventi formativi aziendali ed associativi ed infine vi si organizzano diversi eventi culturali come: “Oasi in notte”, “Teatro in villa”, “Parlando di natura” e “Le Domeniche del gusto”.

[youtube]http://youtu.be/IEv88GSVFF4[/youtube]

Informazioni utili

Orari:
L’Oasi è aperta al pubblico tutto l’anno:
• Sabato 14:00 – 17:00 autunno/inverno
– 19:00 primavera/estate
• Domenica e Festivi 9:30 – 17:00 autunno/inverno
– 19:00 primavera/estate

Attenzione: In caso di forte maltempo, l’Oasi non viene aperta al pubblico.

Come arrivare
L’Oasi Naturalistica del Mulino Cervara si trova a S.ta Cristina di Quinto di Treviso. L’ingresso dell’Oasi è situato lungo la Strada Provinciale 17 che da Quinto di Treviso porta a Badoere di Morgano.

Regolamento di Visita
All’interno dell’Oasi i Visitatori sono invitati a:
• Accedere ai sentieri solamente a piedi, lasciando le biciclette all’ingresso
• Non uscire dai sentieri tracciati
• Non danneggiare o asportare piante, fiori e funghi
• Non recare disturbo agli animali
• Non accendere fuochi
• Non abbandonare rifiuti al di fuori degli appositi contenitori
• Non fare schiamazzi a voce, con apparecchi radio o strumenti musicali
• I cani sono ammessi solo se tenuti al guinzaglio e gli esemplari di media e grossa taglia devono fare uso di museruola

Contatti:  Oasi Cervara Srl – Via Santa Bona Vecchia, 43 – 31100 Treviso

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