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Mostra ‘FEDERICO SENECA (1891-1976). Segno e forma nella pubblicità’ al Museo Salce di Treviso – fino al 2 settembre 2018

seneca

FEDERICO SENECA (1891-1976).
Segno e forma nella pubblicità

Il maestro indiscusso della grafica pubblicitaria
del Novecento Italiano

dal 17 marzo al 2 settembre 2018

Federico Seneca, il “papà dei Baci Perugina”

Dal 17 marzo al 2 settembre 2018, il nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce di Treviso ospita una mostra dedicata a Federico Seneca (1891–1976), uno dei maestri della grafica pubblicitaria del Novecento.

L’esposizione, curata da Marta Mazza, direttore del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera), presenta oltre 300 pezzi fra manifesti, pieghevoli, locandine, cartoline, illustrazioni di copertina, bozzetti preparatori, insegne, cartelli, libri, riviste, e molto altro, provenienti dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, dalla Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli – Castello Sforzesco di Milano, dal Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro Collecchio, e da numerose collezioni private, con particolare riferimento a quella degli eredi.

Queste opere sono in grado di raccontare l’intero percorso creativo di Federico Seneca, dal liberty all’art déco a una visione futurista, per giungere, dal dopoguerra in poi, alla modernità con la sintesi grafica delle forme accompagnata da suggestioni tipografiche, un gioco di chiaroscuro e colori vivaci e testimoniano quanto Seneca abbia contribuito a creare un immaginario visivo di un’epoca.
Saranno inoltre esposti degli splendidi bozzetti scultorei in gesso (20×40 cm ca.) che Seneca creava per dare forma alle figure che animavano le sue pubblicità.

La rassegna racconta gli episodi più importanti della sua carriera. Tra questi trova un posto privilegiato il suo forte legame con Perugia, città dove giunse dopo la fine della prima guerra mondiale. Qui, per dodici anni, rivestì il ruolo di responsabile dell’ufficio pubblicità della neocostituita impresa Perugina. È in questo ambito che crea il logotipo disegnato in occasione della creazione dei “Baci” Perugina e il concetto grafico dei “cartigli”, i tipici bigliettini che accompagnano il celebre cioccolatino e di cui scrisse alcuni testi.
Gli incarichi per la ditta Perugina si sovrapposero ben presto con quelli della Buitoni di cui divenne, a partire dal 1925, direttore dell’ufficio pubblicità e per la quale studiò la sorprendente ed efficace comunicazione della Pastina glutinata.

Chiusa la parentesi umbra, nel 1933 si trasferisce a Milano, a quel tempo vero crocevia di relazioni internazionali nel settore delle arti applicate, della grafica e dell’architettura, dove aprì il proprio studio di pubblicità. Già prima della guerra il suo parco clienti annoverava quali Talmone, Stipel, la prima compagnia telefonica italiana, Rayon, Amaro Felsina Ramazzotti, Cinzano.
Ma è nell’immediato dopoguerra, nel capoluogo lombardo diventato vero e proprio motore della ripresa della nazione, dove nascono e si sviluppano le più innovative aziende del paese, che Seneca riveste un ruolo sempre più da protagonista per la comunicazione dei nuovi prodotti. Ne è un esempio il famoso ‘gatto selvatico’ col quale vince il concorso indetto da Enrico Mattei per pubblicizzare Agipgas, il marchio che reclamizzava il gas liquido presente nel sottosuolo italiano.

Con questa mostra, sottolinea il Direttore del Museo Salce Marta Mazza, “attraverso gli splendidi manifesti, ma anche attraverso bozzetti disegnati e scultorei di proprietà privata, totalmente inediti fino a questa mostra, si rende omaggio al grande direttore artistico della Perugina e della Buitoni, al geniale creatore delle immagini per il Bacio di cioccolato, per la pastina glutinata e ancora, per altre prestigiose committenze come Modiano, Ramazzotti,Cinzano, Talmone, Chlorodont, Lane BBB, Agipgas, di indimenticabili personaggi dalla valenza plastica e teatrale, perfetto preludio alle invenzioni della pubblicità animata per la televisione”.

Accompagna la mostra un catalogo Silvana Editoriale, italiano/inglese, di 272 pagine.

Biglietto intero: 8 Euro
Biglietto ridotto: 4 Euro

orari : da giovedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 18; venerdì fino alle ore 21.


Federico Seneca

Nato a Fano nel 1891, Federico Seneca studia al Regio Istituto di Belle Arti delle Marche, a Urbino, una delle più significative scuole di illustrazione in Italia.
Nel 1912 inizia la professione di docente di disegno e di grafico pubblicitario disegnando i manifesti per la stazione balneare di Fano, di chiara ascendenza liberty.
Allo scoppio della prima guerra mondiale viene arruolato nel corpo degli alpini, dove si distingue per i suoi atti di coraggio; in seguito è pilota di aereo nell’aeronautica militare e presterà servizio fino al termine della guerra compiendo audaci azioni aviatorie. Durante il periodo bellico incontra e conosce Gabriele D’Annunzio, oltre a Francesco Baracca, Francesco De Pinedo, Gerardo Dottori e Luigi Fontana (fondatore di Fontana Arte), con cui stabilisce una profonda amicizia.
Terminata la guerra, Federico Seneca inizia l’importante e duratura collaborazione con la neocostituita impresa Perugina, di cui diventa responsabile dell’ufficio pubblicità per dodici anni, cui si unisce nel 1925 l’incarico di direttore dell’ufficio pubblicità per la Buitoni. Entrambe le industrie appartengono alla famiglia Buitoni di Perugia.
Seneca diviene noto con il logotipo disegnato in occasione della creazione dei “Baci” Perugina e con l’esecuzione del concetto grafico dei “cartigli”, i tipici bigliettini che accompagnano il celebre cioccolatino.
Il 1928 segna il conferimento a Federico Seneca del primo premio alla “Mostra internazionale del manifesto” a Monaco di Baviera, che lo renderà famoso nel resto d’Europa.
Il rapporto di Seneca con la Perugina si interrompe nel 1933, quando si sposta da Perugia a Milano – crocevia di relazioni nel settore del graphic design –, dove apre un proprio studio di pubblicità.
In questi anni Seneca allarga le sue collaborazioni lavorando per le più importanti e innovative aziende del secondo dopoguerra: Rayon, Modiano, Cinzano, Talmone, Stipel, Sala panettoni, Salchi pitture, Chlorodont, Lancover e successivamente Lane BBB, Nailon, Agip, Agipgas, Pibigas, Energol e Ramazzotti, di cui è consulente pubblicitario dal 1950 al 1957–1958.
Nel 1936 partecipa con i maggiori artisti-cartellonisti dell’epoca (Metlicovitz, Cambellotti, Cappiello, Dudovich, Nivola, Sepo, Sironi e molti altri) alla “I Mostra nazionale del cartellone e della grafica pubblicitaria” che si tiene al Palazzo delle Esposizioni a Roma.
Nel 1969 si trasferisce con la famiglia a Casnate con Bernate, in provincia di Como, fino all’anno della sua scomparsa (1976).

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Museo Statale Collezione Salce

La Collezione Salce,
un grande patrimonio dell’arte italiana,
in mostra a S. Margherita e S. Gaetano

A Treviso il Museo Nazionale Collezione Salce.

Nella chiesa dei Templari il museo italiano della pubblicità che ospita la famosa collezione

A Santa Magherita la conservazione dell’intero patrimonio
di 24.580 cartelloni, a San Gaetano le esposizioni

Museo Statale Collezione Salce a Treviso, città dove il collezionista Nando Salce nacque e visse. La Raccolta Salce è la più importante nel suo genere in Italia, e in Europa divide il primato con il parigino Musée de la Publicité. Treviso gli dedica due spazi: la chiesa di Santa Margherita e dell’edificio comunicante con la chiesa di San Gaetano, in via Carlo Alberto. Nella prima delle due, la chiesa di Santa Margherita, hanno trovato collocazione, in grandi cassettiere tecnologiche, i 24.580 manifesti raccolti da Nando Salce, a partire dal 1895, e dalla moglie Regina Gregory in una lunga vita di appassionata ricerca e catalogazione. Qui, sono aperti anche i laboratori scientifici nei quali si provvede alla loro conservazione e manutenzione: sono pur sempre di carta, e dunque delicatissimi.

L’ingresso del Museo affaccia sul sagrato della chiesa di San Gaetano/San Giovanni del tempio, non lontano dal complesso conventuale di Santa Caterina, oggi museo civico. Il Museo non si limita a conservare e valorizzare il patrimonio Salce, ma si propone anche di incrementarlo, aggregando raccolte diverse, a continuazione della Collezione originaria, conclusa nel 1962. È il seme del Museo Nazionale Italiano della Pubblicità, omologo al parigino Musée de la Publicité (Museé des arts décoratives).

In occasione dell’ingresso al Museo, è possibile visitare la chiesa di San Gaetano, edificio dei Cavalieri Templari ricco di storia e di opere d’arte.

La prima sala del Museo Salce è dedicata a Erbert Carboni, firma delle storiche pubblicità della Barilla. A seguire la sala Marcello Dudovic, autore di cui il museo vanta 600 pezzi e nome rappresentativo della cartellonistica più antica. Al piano sottostante la sala Grignani, gemella della Carboni. Il museo ospiterà, a rotazione, i materiali della Collezione Salce.

Orari: il museo sarà aperto da giovedì a domenica dalle ore 10 alle ora 18, il venerdì sino alle ore 21.

Museo Nazionale Collezione Salce
Via Carlo Alberto, 31 31100 Treviso

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