Mostra ‘1917 – 1918 Possagno e Canova: tra il Brenta e il Piave’ al Museo Antonio Canova a Possagno – fino al 24 giugno 2018

‘1917 – 1918 Possagno e Canova: tra il Brenta e il Piave’
Mostra al Museo Antonio Canova – Possagno
fino al 24 giugno 2018

Una mostra sulla Gypsotheca bombardata dalla Guerra
ma anche sul costo sociale della Grande Guerra, sui preziosi restauri, sull’opera dei recuperanti…

Quando la guerra ferisce la bellezza
Dopo la sconfitta di Caporetto, la grande guerra si riversa, violenta e terribile, sul massiccio del Grappa e lungo il fiume Piave. Possagno, assieme a molti altri comuni veneti, riceve l’ordine dal Comando Supremo di sfollamento per la popolazione civile, costretta ad emigrare profuga fino in Sicilia. Il paese è dato in consegna alle truppe francesi, alleate agli Italiani, che lo presidiano. A Natale 1917, nell’ultima fase della Battaglia d’arresto, una granata colpisce la Gypsotheca di Possagno: la fragilissima collezione dei gessi canoviani, uno dei musei più antichi del Veneto, viene sventrata e ferita: una decina di statue completamente polverizzate, un centinaio gravemente rovinate. Appena finita la guerra e riparato il tetto della galleria, una vasta opera di restauro, profusa dal conservatore e custode della Gypsotheca Stefano Serafin, consente di recuperare buona parte delle opere rovinate e di riaprire il Museo nel 1922, giusto in tempo per festeggiare il centenario di Canova (1757-1822).

Forse era la vigilia di Natale di cento anni fa, quando una granata di grosso calibro, centrò in pieno la grande Galleria dei Gessi canoviani di Possagno: un disastro senza precedenti, dal quale il Museo non si è mai completamente risollevato. Ancora oggi, chi visita la Gypsotheca incontra le drammatiche testimonianze delle lacerazioni in alcune statue. Del resto, la guerra, dopo Caporetto, era arrivata a Possagno e in tutta la Pedemontana del Grappa: le granate cadevano a decine ogni giorno in quella tragica battaglia d’arresto nelle ultime settimane del 1917. La popolazione civile era stata sgomberata, prima a Ca’ Rainati e dopo a Marsala in Sicilia. Le truppe francesi che erano state incaricate di presidiare il territorio avevano preso possesso delle case svuotate e del Museo. Per l’anniversario della Grande Guerra, attraverso immagini e documenti originali e inediti vengono ricostruite alcune scene di quel conflitto che sconvolse il paese. Una serie di incontri ed iniziative diverse arricchiranno l’esposizione e il racconto di quanto successe in Museo, a Possagno e nella Pedemontana del Grappa.

Il segno doloroso della guerra
A distanza di un secolo dal bombardamento che colpì la Gypsotheca, Fondazione Canova di Possagno presenta una esposizione originale e avvincente per riscoprire non solo le tristi vicende della guerra ma anche il lavoro straordinario compiuto da poche persone (oltre a Serafin padre, anche il figlio Siro Serafin, il direttore delle Gallerie dell’Accademia Gino Fogolari, il giornalista e critico d’arte Ugo Ojetti, il sindaco di Possagno Domenico Rossi, lo scultore Francesco Sartor…) per salvare e ricomporre le statue di Canova. In mostra è possibile vedere ancora alcune di quelle statue violate dalla guerra per le quali non si è mai proceduto al restauro perché non si trovava il calco dal marmo per ricostruire il modello in gesso. Oggi, con la tecnologia della scansione 3D e il reverse engineering, sarebbe facile ricomporre anche questi ultimi lacerti di opere canoviane, e così si è fatto con alcuni recenti restauri della Paolina, della Danzatrice con i cembali e del Principino. Queste opere, un tempo lacerate drammaticamente dalle distruzioni di guerra, sono oggi visitabili nella loro splendida e originale forma che diede loro Canova. Ma la direzione del Museo vuole che resti traccia visiva, fisica di alcuni, pochi, pezzi tra quelli rovinati per poter far comprendere quanto brutale sia stata la guerra con i capolavori artistici.
Il digitale a servizio della memoria
Recentemente, è stato presentato al pubblico “Canova experience”, il grande progetto che – in collaborazione con Asolana Group – introduce il digitale nel Museo Canova di Possagno. Tra le opportunità offerte da “Canova Experience”, c’è anche la ricostruzione del tour nella Gypsotheca appena caduto l’ordigno di grosso calibro, nel natale del 1917: il virtual tour immersivo che gli oculus permettono di ammirare lascia nel visitatore un’impressione di drammatica lacerazione.
Non solo Gypsotheca…
La mostra consente inoltre di allargare lo sguardo oltre la Gypsotheca: il visitatore può farsi un’idea sull’intero fronte di guerra, quello che tra ’17 e ’18 si estendeva dal Brenta al Piave. Non però le “solite” bombe né le azioni di guerra o gli assalti all’arma bianca, già ampiamente studiati dagli storici e documentati da un’infinita messe di documenti e di testimonianze. Ma la vita di ogni giorno nelle trincee delle nostre montagne, nelle baracche sul Palòn e sul Tomba, nelle gallerie del Col dell’Orso e dei Sass Brusai. L’esistenza di migliaia di soldati vissuta dentro i canali scavati nel terreno, raccontata attraverso decine di oggetti di uso quotidiano: dall’ago e filo per cucire alla carta e penna per scrivere a casa. Si tratta di oggetti per la cura del corpo (crema da barba, rasoio, sapone, dentifricio, forbici…), lampade per farsi luce nelle lunghe sere e notti in montagna (lanterne, canfìni, candele…), vestiti (divise, fasce, maglie…). Grandiosa è la sezione della mostra occupata dalle testimonianze fotografiche, sia quelle scattate da Stefano Serafin prima della campagna di restauro sia quelle scattate oggi da fotografi e ricercatori alla riscoperta delle ferite di guerra nelle nostre montagne
Una mostra aperta
L’esposizione che rimane aperta al pubblico fino alla fine di giugno 2018, fino cioè all’anniversario secolare della Battaglia del Solstizio. Durante questi mesi, l’esposizione verrà aggiornata con documenti, tratti dall’archivio storico del Museo, scansionati, trascritti e visibili a tutti gli appassionati attraverso gli schermi della sala multimediale del Museo. Inoltre, collaterali all’esposizione, una serie di eventi creeranno un continuum narrativo della Grande Guerra: dall’attività artistica dei Serafin alla proiezione di film sulla Guerra, dalla presentazione dei restauri di trincee e manufatti in quota alla presentazione di volumi all’ampiamento degli oggetti in esposizione.

Gypsotheca e Museo Antonio Canova, via Canova 74, Possagno
16 dicembre 2017 – 24 giugno 2018

Eventi collaterali:

– CONFERENZE E INCONTRI D’AUTORE

1917 – 1918 POSSAGNO E CANOVA tra il Brenta e il Piave

domenica 22 aprile, alle 16.00
Marco Rech – Matteo Fabbian: un Artigliere divenuto aviatore

Marco Rech, Luca Girotto, Luigino Caliaro e Gerald Penz firmano un volume prezioso per capire cosa fu la guerra aerea nel 1917. Matteo Fabbian, vicentino di Borso del Grappa, artigliere e pilota della nascente aviazione italiana, è uno degli eroi dimenticati della Grande Guerra. Per abbatterlo, sui cieli del Grappa nel 1917, ci vollero ben tre campioni dell’aria austrungarici. le storie di questi uomini sono raccontate in questo volume con testi a firma di Marco Rech, Luigino Caliaro, Luca Girotto, Gerald Penz.

domenica 6 maggio, alle 16.00
Giancarlo Cunial – La Crocerossina del Grappa

Immagine della crocerossina del Grappa

Informazioni:
Fondazione Canova ONLUS – Gypsotheca e Museo Antonio Canova
via A. Canova, 74 31054 Possagno TV – T: 0423 544 323 – @: posta@museocanova.it

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Gypsotheca e Museo Antonio Canova

Alla morte del fratellastro Antonio Canova, Monsignore Giovanni Battista Sartori volle chiuderne lo Studio romano, dove erano stati realizzati numerosi capolavori, e traslocare a Possagno tutti i modelli in gesso, i marmi invenduti, i dipinti, i bozzetti e quant’altro si trovava nei magazzini.
Per ospitare tutte queste collezioni, Sartori decise di edificare una Galleria, presso la Casa Natale dell’artista, per permettere a tutti i visitatori, gli studiosi e gli appassionati di arte di ammirare tutte assieme i capolavori di Antonio Canova.

Il Museo Canoviano di Possagno presenta una articolata serie di edifici espositivi,
di epoche diverse, e numerose collezioni delle opere di Antonio Canova.

 


Antonio Canova

Antonio Canova fu uno scultore (Possagno 1757 – Venezia 1822) tra i più rappresentativi artisti del neoclassicismo europeo. Lavorò dapprima nel Veneto e le sue opere giovanili vennero influenzate dal Rococò e dal Barocco veneziano. Compì i primi studi tra Asolo e Venezia dove scolpì l’Orfeo ed Euridice (1773), il Dedalo e Icaro (1779) e l’Apollo (1779). Ebbe il favore dei papi e di Napoleone ed esercitò un grande ascendente sulla scultura del tempo. Nel 1781 si trasferì a Roma, ove, pur conservando una sua personalità e dimostrando qualità artistiche contrastanti con la fredda rigidezza dell’Accademismo, trasse ispirazione dai capolavori classici e dal Neoclassicismo romano.
La sua personalità dominò la prima metà dell’Ottocento. Nel 1783 realizzò il monumento a Clemente XIV (Roma, Santi Apostoli), prima opera di impronta neoclassica, nella quale ridusse il movimentato insieme berniniano in uno schema geometrico che applicò anche nel monumento a Clemente XIII (Roma, S. Pietro), concluso nel 1792. In contemporanea scolpì l’Amore e Psiche (Parigi, Louvre), che testimonia un sempre crescente interesse dell’artista per l’antico, manifestato anche nelle opere successive (Monumento Emo, 1792, Venezia, Museo Navale; Adone e Venere, 1795, Ginevra, Villa Fabre ad Eaux-Vives; Ebe, 1796, Berlino). Nel 1802 si recò a Parigi per scolpire il Ritratto di Napoleone e nel 1805 iniziò il Paolina Borghese raffigurata come Venere vincitrice (1808, Roma, Galleria Borghese). Nel 1813 ultimò la Venere italica (Firenze, Palazzo Pitti) ed il gesso delle Tre Grazie (il marmo è di tre anni dopo; S. Pietroburgo, Ermitage), dove l’arte canoviana raggiunge il massimo di astrazione formale e di voluta freddezza.

Fondazione Canova ONLUS – Gypsotheca e Museo Antonio Canova
via A. Canova, 74 31054 Possagno TV – T: 0423 544 323 – @: posta@museocanova.it

ORARI DI APERTURA – aperto dalle 9.30 alle 18 con orario continuato tutti i giorni escluso il lunedì
La biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura


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