Il seme di Gaia – Dal 10 al 12 maggio presso il complesso monumentale Manolesso – Ferro a Treviso

IlsemediGaia

Il seme di Gaia, evento di ampio respiro culturale: informativo, artistico, commerciale e gastronomico dedicato al Biologico e al Benessere della persona che cercherà di coniugare competenza e piacere, cultura e commercio, divulgazione popolare, approfondimenti e tradizione. Da venerdì 10 a domenica 12 maggio presso il complesso monumentale Manolesso – Ferro a Treviso.
Oltre alla presenza di espositori qualificati del settore, si alterneranno conferenze e laboratori per bambini. Ingresso gratuito.

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Complesso Monumentale Manolesso-Ferro

Nel comune di Treviso, zona Monigo, lungo l’antica Cal Trevisana e all’interno di un pregevole parco di tre ettari contornato da una mura in ciotoli e mattoni, si trova il complesso costituito da villa con barchessa e cappella privata.
Gli accessi alla proprietà sono numerosi: sul lato est si affacciano tre eleganti cancellate in ferro battuto, rette da pilastri a finto bugnato con vasi barocchi lapidei in sommità; a ovest vi è un’altra cancellata; infine, sui lati lunghi della proprietà, paralleli al fronte est, due viali portano ad altrettante edicole inquadrate da paraste e trabeazioni al cui interno vi è una nicchia affrescata con scene di vita in un giardino settecentesco.
Il complesso sembra essere stato edificato nel 1650 circa per i Maffetti, in quanto storicamente non risulta la sua appartenenza ai Manolesso Ferro. Passò a numerosi discendenti della famiglia, fino al 1837 quando, secondo il catasto austriaco, risultò essere proprietà di Giuseppe Scarpa. Nel 1935 andò all’I.R.E. di Venezia e nel 1978 fu acquistato dalla famiglia Nicoletti. Nel 1825 circa la villa fu sottoposta al restauro dei dipinti interni e di alcune parti esterne.
Il corpo padronale è sviluppato su tre piani con un rialzo timpanato al centro dei due fronti principali. Sopra l’ingresso rifinito a bugnato, aggetta il poggiolo con balaustra sul quale affaccia una trifora centinata; nel timpano superiore, rifatto nell’800, tre finestre rettangolari con poggioli. Le finestre laterali, un tempo ad arco, sono ora parzialmente occluse, sormontate da una raffinata cimasa e una breve cornice.
L’impianto della villa conserva ancora la struttura originale con la classica sala centrale passante e quattro stanze più il vano scale ai lati. Notevole l’apparato decorativo: dipinti, pavimenti originali in pastellone veneziano ancora presenti nel piano nobile, soffitti alla sansovina e portali a bugnato all’imbocco delle scale. Interessanti e ben conservati gli affreschi barocchi e settecenteschi sui sovraporta, attorno ai caminetti, alle pareti – costituiti da fasce basamentali, cornici sommitali e dipinti monocromi -, e sul soffitto del salone del piano nobile dove sono visibili tre lacunari raffiguranti scene mitologiche.
Accanto alla villa, a ovest, sorge la barchessa con l’arioso portico, organizzata internamente su due livelli e un tempo utilizzata come scuderia e granaio. All’estremità est della proprietà, lungo la strada, si trova la classica chiesetta della metà del ’700 che conserva all’interno un altare in marmo, una pala di buona fattura e la tomba di Elisabetta Maffetti.
Il complesso si sta attrezzando per ospitare manifestazioni, mostre d’arte e ricevimenti sia nel parco che nel portico della barchessa.

Info sul Complesso Monumentale Manolesso-Ferro tratte da www.villevenete.net

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